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Visita a Belluno del ministro Delrio. Diego Vello: “Se vogliamo l’autonomia come Trento e Bolzano i nove decimi delle nostre tasse devono rimanere qui”

Mag 18th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Diego Vello

Diego Vello

“Delrio mercoledì arriverà a Belluno da neo ministro alle infrastrutture ma i bellunesi lo guarderanno in faccia come il boia che ha sancito la morte della provincia”. Così Diego Vello esordisce appresa la notizia della presenza di Delrio, mercoledì,in terra bellunese.
“Fa specie che adesso – prosegue il candidato per la Lista Tosi alle regionali –  lo stesso fautore di una delle peggiori riforme sulla riorganizzazione amministrativa delle province e concreto nemico dell’autonomia, sia anche politicamente alleato del Bard e di quello che fino a qualche settimana fa si poteva ancora definire un movimento autonomista.”
“Dovrebbero negare l’acceso ai nostri territori e fermarlo sul Fadalto invece di accoglierlo e ancora una volta ascoltarlo. Prima ci ha portato via la democrazia, negando di fatto l’elettività dell’ente provincia, e adesso ritorna a Belluno per una passerella elettorale sperando che i bellunesi siano talmente sciocchi da essersi dimenticati dei danni da lui prodotti?
La riforma Delrio deve essere cancellata e le province devono essere ripristinate e valorizzate, alle province montane vanno ridate competenze e una concreta autonomia fiscale con risorse che devono rimanere in loco e non andare più a Roma.”
Conclude Vello “Se vogliamo l’autonomia come Trento e Bolzano i nove decimi delle nostre tasse devono rimanere qui ma forse qualche finto autonomista di casa non può avanzare tali richieste altrimenti i patti con la sinistra centralista rischierebbero di saltare.
Di fatto quello chiede il Bard sono briciole, sperando in un ritorno al voto ma dimenticandosi del vero cardine dell’autonomia dei territori ossia quella fiscale.”

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5 comments
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  1. Caro Vello,
    il BARD non ha dimenticato cosa ha prodotto la legge Delrio per il Bellunese in particolare, il nostro accordo va a modificare una parte di quella legge che riguarda le province interamente montane……….sono bricciole?……secondo me l’elettività diretta con strumenti e risorse adeguate non sono proprio bricciole e credo che sia la base per poter conferire in futuro il vero autogoverno di questo territorio.

  2. Auguro a Vello che Tosi prenda almeno il 50% dei voti alle prossime elezioni, così potrà fare (forse) qualcosina per l’autonomia di Belluno…. ma credo che non andrà proprio così e le belle parole sull’autonomia resteranno, come sempre accaduto finora, soltanto belle parole proferite al vento.

  3. Caro Silvano, spero vivamente per te e per tutti noi che quanto auspichi possa avvenire.
    Da parte mia ritengo una pia illusione andare a patti con chi prima ti ha depredato.
    Ne parleremo dopo il 31 maggio.
    Auguri a tutti.

  4. Tommaso, anch’io, come te e Silvano spero nella modifica della scellerata legge Delrio… mi limito ad osservare che non ho mai sentito i nostri vicini autonomisti di SVP e Patt, ben più forti del BARD, porre pregiudiziali di sorta su accordi politici: hanno sempre trattato con tutti fin dai tempi della DC e del PCI e senza guardare in faccia nessuno… e i risultati sono sotto gli occhi di tutti….

  5. Gianluca, ho già detto, ma lo ripeto perchè sia chiaro, che c’è una differenza sostanziale tra SVP e PATT, che sono arganizzati in partito, hanno fatto come si dice la prova del fuoco delle elezioni e quindi sono rappresentanti “istituzionali” e il BARD, che per ora è un’ associazione tra liberi cittadini e quindi non ha forza contrattuale. L’accordo da voi stipulato con alcuni maggiorenti del Pd non è vincolante per il Governo.
    Questa è la realtà. Ribadisco quello che ho sempre detto quando ero in direttivo e che concorda con molti di voi: il Bard doveva prima fare attività culturale sul territorio ricordando le nostre peculiarità, specificità e la nostra storia. Doveva prender posizione decisa sulle criticità bellunesi che sono idroelettrico, Bim Gsp, trasporti, sanità (Ulss), ecc. Si è invece preferito dare un colpo alla botte e un altro al cerchio.
    Autonomia è anche assumersi responsabilità di indirizzo per le Collettività.
    Ogni volta che ho parlato di ciò sono stato stoppato percheé non si doveva disturbare il manovratore.
    Così ora vi trovate senza appoggio, senza iscritti e col manovratore padrone assoluto.

    Ripeto, dopo la batosta elettorate fate tutti un esame di coscenza, fate un congresso straordinario, dopo aver lavato i panni in Piave. Forseci saràancora una possibilità di ricompattare un forte movimento autonomista; solo allora si porà confrontare il Bard con Svp e Patt.