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Fondo per la non autosufficienza. Sergio Reolon: “La Regione dell’epoca Zaia ha avviato lo smantellamento di un sistema sociale che era uno dei più avanzati d’Italia”

Mag 13th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Sergio Reolon

Sergio Reolon

«Sono cinque anni che la Regione non rivede le quote che versa alle famiglie per i parenti in Casa di Riposo. A Belluno questo non è un dato da poco – afferma Sergio Reolon, consigliere ricandidato per il PD alle elezioni regionali – Lo dice la conformazione stessa della nostra popolazione: non solo, rispetto al Veneto (che è in crescita costante), stiamo perdendo abitanti (oltre tremila tra il 2008 e il 2013). Ma, per di più, un quarto della popolazione bellunese è over 65: 1 anziano ogni 4 abitanti; in Veneto, invece, il dato è diverso: 1 anziano ogni 5 abitanti».

L’integrazione socio sanitaria è stata una delle peculiarità della Regione Veneto è la tesi di Reolon: l’attenzione alle fasce deboli è vitale per il Bellunese.

«Per la provincia di Belluno è fondamentale garantire il fondo per la non autosufficienza, l’applicazione della legge 30, con parametri che riconoscano veramente la condizione della nostra terra: avere garanzie di aiuto ai disabili e il loro trasporto, mantenere i Ceod, investire su asili nido.

La famiglia è una struttura fondamentale per la rete della solidarietà sociale, su questo non c’è dubbio.

Ma non si può scaricare tutto il pacchetto della cura della persona (bambino, disabile o anziano che sia) sulle famiglie, ovvero sulle donne. Questo vuol dire togliere le donne dal mondo del lavoro: in definitiva, tornare indietro di cinquant’anni».

Si tratta di ribaltare una linea di governo che rischia di strozzare in particolare il bellunese, conclude Sergio Reolon:

«La Regione dell’epoca Zaia ha avviato lo smantellamento di un sistema sociale che era uno dei più avanzati d’Italia: una scelta fatta per risparmiare soldi su questo settore, buttando di fatto il sociale addosso alla sanità. Risultato: meno risorse sia per il sociale, sia per la sanità, e interventi ingessati.

Questa mentalità significa una sola cosa: che a rischio ci sono i trasferimenti ai Comuni, e i Comuni, di questo passo, potrebbero non potersi più permettere progetti in campo sociale».

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One comment
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  1. quindi il “sistema sociale che era uno dei più avanzati d’Italia” era merito di Galan???
    sti qua no i sa pi che bale contar…