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Terapia con farmaci cannabinoidi: appello dei medici ai candidati alle elezioni regionali

Mag 10th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

medici terapeutica. E’ stato inviato ai candidati alla carica di Presidente della Regione Veneto un appello, firmato da medici e associazioni, in cui si chiede ai candidati di attivarsi per una radicale revisione della delibera n. 2526 del 23 dicembre 2014 (in attuazione della legge regionale n. 38 del 28 settembre 2012) che regola l’uso terapeutico dei derivati della ma che di fatto impedisce l’accesso ai malati che ne avrebbero reale necessità.
Il regolamento della regione Veneto limita infatti a poche decine di pazienti all’anno, e solo ai sofferenti di spasmi da lesione del midollo, la possibilità di fruire della terapia a base di cannabinoidi.
L’alto costo dei farmaci, nei casi non rimborsabili, potrebbe costringere i pazienti a rivolgersi al mercato nero o a praticare l’auto coltivazione, con tutti i rischi a ciò connessi.

Obiettivo dei medici firmatari è quello di rendere fruibile la terapia a base di cannabis, la cui efficacia è stata ormai dimostrata in svariate patologie, dal maggior numero di malati.
Il campo di applicazione dei farmaci cannabinoidi spazia dalla sindrome da deperimento nell’Aids, al trattamento di nausea e vomito durante la chemioterapia per neoplasie, ad alcune forme di dolore cronico, alla fibromialgia, alla cefalea, all’epilessia farmaco resistente, ad altro ancora.

I medici firmatari dell’appello chiedono inoltre ai candidati una presa di posizione per scongiurare l’ipotesi di chiusura del centro di Ricerche in Agricoltura Cra Cin di Rovigo, dove si sviluppano e coltivano le linee italiane di cannabis che vengono poi girate all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per la trasformazione in farmaco.

Ecco il testo dell’appello inviato 

L’efficacia terapeutica dei principi attivi della cannabis, detti cannabinoidi, in svariate patologie è oramai dimostrata da una vasta letteratura scientifica e da varie esperienze italiane e internazionali. Essi trovano un potenziale campo di applicazione nella sindrome da deperimento nell’AIDS, nel trattamento di nausea e vomito in corso di chemioterapia per neoplasie, in alcune forme di dolore cronico, nella fibromialgia, nella cefalea, nell’epilessia farmaco-resistente ed in altro ancora. Inoltre vi è sempre maggior evidenza di come i cannabinoidi possano aumentare l’azione analgesica degli oppioidi, permettendo quindi di ridurre il dosaggio (e i conseguenti effetti collaterali) degli oppioidi stessi nei pazienti con dolore cronico.

Si tratta di farmaci maneggevoli, avendo scarsi effetti collaterali e non essendo gravati da rischio di overdose.

Sulla base degli studi esistenti le regioni Toscana e Puglia hanno introdotto, per prime in Italia, la rimborsabilità dei derivati dalla Cannabis: quelle leggi regionali e le successive delibere attuative non specificano né le patologie né la specializzazione del medico che prescrive. Successivamente anche il medico di famiglia può continuare la prescrizione.

La Regione Veneto, nell’ottobre 2012, è stata la seconda a dotarsi di una legge (n. 38 del 28 settembre 2012) sull’uso dei derivati della cannabis; legge votata all’unanimità e presentata con grande clamore, ma, purtroppo, rimasta lettera morta fino a quando una “commissione tecnica” la cui composizione resta non meglio precisata ha stabilito le modalità attuative, subito recepite dalla Regione con la delibera n. 2526 del 23 dicembre 2014, senza sentire le società scientifiche che si occupano di queste malattie e senza consultare le associazioni di medici e pazienti che della legge si erano fatte promotrici. La legge veneta prevede la rimborsabilità esclusivamente per gli spasmida lesione del midollo e solo dopo aver provato tutti gli altri possibili farmaci e solo su prescrizione di specialisti neurologi identificati.

E’ evidente che le decisioni di tale commissione tecnica non sono state prese tenendo in considerazione gli studi e le metanalisi prodotte dalla letteratura scientifica e che quindi la scelta fatta si è basata solo sul timore di un uso indiscriminato dei cannabinoidi (come succede per gli antiinfiammatori e per gli oppiodi). Il regolamento riduce l’accesso alla terapia a poche decine di pazienti (solo 30 all’anno in base alla delibera), mentre viene negato ai tanti pazienti affetti dalle patologie che possono potenzialmente rispondere ai cannabinoidi. Il costo dei farmaci, nei casi non rimborsabili, è così elevato da costringere i pazienti a rivolgersi al mercato nero o all’autocoltivazione, con tutti i rischi, legali e non, a ciò connessi.

La conseguente disparità di trattamento tra i malati veneti e tra i malati in altre Regioni crea di fatto malati e regioni di I e II classe.

Nella delibera si trovano altri paradossi, come l’obbligo di utilizzare i cannabinoidi “in associazione ai miorilassanti” proprio nei casi in cui questi ultimi siano risultati inefficaci e l’obbligo per il medico prescrittore di inviare alla regione (per monitorare, legittimamente, l’uso di questi farmaci) moduli compilati con i dati dei pazienti, in contrasto con la legge.

Per far fronte a tali problemi, il Consiglio regionale ha approvato il 10 aprile scorso un ordine del giorno, anche questo adottato senza voti contrari, che impegna la Giunta regionale a revocare con effetto immediato la deliberazione n. 2526.

Con questa lettera chiediamo a Lei, in quanto candidato alle prossime elezioni del Consiglio Regionale del Veneto, di attivarsi per una urgente e radicale revisione della delibera in oggetto, e l’impegno affinché la legge possa essere finalmente applicata nel pieno rispetto del diritto alla salute dei cittadini residenti in Veneto.

Chiediamo inoltre una presa di posizione affinché sia scongiurata la ventilata ipotesi di chiusura del Centro di Ricerche in Agricoltura CRA CIN di Rovigo, un’eccellenza veneta e italiana, dove le linee italiane di cannabis, che vengono poi girate all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, sono state sviluppate, studiate e coltivate. La sua chiusura non solo sarebbe economicamente controproducente, manderebbe in fumo preziose risorse e conoscenze, ma taglierebbe alla radice la possibilità di produzione di cannabis medica in Italia, che tornerebbe a dipendere dall’estero, con ulteriore danno economico.

Sottoscrivono il presente documento: 

  1. Associazione per la Cannabis Terapeutica (ACT), sede legale: studio Campanelli/Averni via Dardanelli 37, 00195 Roma.

  2. Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia Onlus, sezione di Vicenza.

  3. Paola Bassetto, Medico di Medicina Generale, Venezia.

  4. Giorgio Bignami, già dirigente di ricerca in psicofarmacologia presso l’Istituto superiore di sanità, Roma. Ex Presidente dell’Associazione Forum Droghe.

  5. Bruno Breda, Medico Chirurgo, specialista in Chirurgia generale e Toracica, Chirurgia Oncologica C.R.O. di Aviano.

  6. Nicola Cacciani, Senior Researcher, Department of Physiology and Pharmacology, Karolinska Institutet, Stoccolma, Svezia.

  7. Vincenzo Cordiano, Ematologo presso l’ospedale diValdagno (VI)

  8. Francesco Crestani, Servizio di Terapia del Dolore e Cure Palliative, U.O. Anestesia e Rianimazione, ULS 18 Rovigo-Trecenta. Presidente Associazione Cannabis Terapeutica.

  9. Paolo Crocchiolo, medico, già funzionario direttivo dell’ONU a Ginevra, docente di Biologia evoluzionistica presso l’American University of Rome.

  10. Sandro Dal Fior, Medico Chirurgo, specialista in Radioterapia, Belluno.

  11. Mario Dauri, Professore Associato, Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina Translazionale, Cattedra di Anestesia e Rianimazione, Università di Roma Tor Vergata.

  12. Luigi De Lazzer, Medico Chirurgo Servizio di Anestesia e Rianimazione SUEM 118 Elisoccorso Bellunese Ospedale Pieve di Cadore.

  13. Sandro Fabbro, Medico Chirurgo, Odontoiatra, Moruzzo, Udine.

  14. Francesco De Marchi, Direttore UOC di Chirurgia Generale Ospedale San Bortolo Vicenza.

  15. Margherita De Marchi, Medico di Medicina Generale, Belluno.

  16. Enrico Facco, Specialista in Anestesiologia e Rianimazione, Specialista in Neurologia,  Studioso Senior – Studium Patavinum, Università di Padova.

  17. Simone Fagherazzi, Medico Chirurgo.

  18. Stefano Ferretti, Medico Chirurgo, Specialista in anestesia e rianimazione, U.V.T.A (Unità Valutazione Technology Assessment), Azienda Ospedaliera di Padova.

  19. Gianpaolo Grassi, Primo ricercatore del Consiglio per le Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per le Colture Industriali, CRA-CIN, Rovigo.

  20. Franjo Grotenhermen, M.D. Executive Director, International Association for Cannabinoid Medicines (IACM), Am Mildenweg 6 D-59602 Ruethen, Germany.

  21. Marco Leonti, Dipartimento di Scienze Biomediche, Università di Cagliari.
    13) Giovanni Marsicano VD, PhD, NeuroCentre Magendie, U862 INSERM Université Bordeaux, Group “Endocannabinoids and Neuroadaptation”, 146, rue Léo Saignat, Bordeaux.

  22. Diego Mares, Medico di Medicina Generale, Belluno

  23. Giorgio Mariot, Direttore UOSD Terapia Antalgica ULSS 5 Regione Veneto.

  24. Davide Mazzon direttore UO Anestesia e rianimazione Belluno e Dipartimento chirurgico Ulss 1;  vicepresidente Comitato regionale per la bioetica Regione Veneto.

  25. Marco Perduca, giunta Associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca scientifica.
    15) Giovanni Maria Pittoni, Direttore Sanitario ULSS 2 Regione Veneto; Direttore dell’UOC di Anestesia e Rianimazione del complesso ospedaliero Azienda- Università di Padova.

  26. Daniele Rodriguez, professore ordinario di medicina legale nell’Università degli Studi di Padova.

  27. Luigi Romano, Cannabis Biologist, Associate Member of the International Association for Cannabinoids Medicine.

  28. Roberto Saia, Medico Chirurgo, Libero Professionista, Specialista in Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Odontostomatologia. Membro del Comitato Ospedale Senza Dolore (C.O.S.D.) dell’Azienda Ospedale-Università, Padova.

  29. Nunzio Santalucia, medico specialista in tossicologia, Servizio Tossicodipendenze, Pisa; socio fondatore di Forum Droghe, del Centro Culturale Canapa e dell’Associazione Canapa Terapeutica.

  30. Giovanni Tonel Medico di medicina generale, Belluno

  31. Leonardo Trentin, Direttore UO Terapia del Dolore e Cure Palliative, Istituto Oncologico Veneto, IRCCS, Via Gattamelata, 64, 35128 Padova.

  32. Gastone Zanette, Ricercatore in Anestesiologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Padova.

  33. Luciana Zollino, Medico di Medicina Generale, Belluno

  34. Salvatore Grasso,  Specialista in Malattie Cardiovascolari, ex-presidente Associazione Cannabis di

Palermo.

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2 comments
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  1. Sono una mamma .. Mia figlia Denise di 28 anni soffre di epilessia farmaco resistente sindrome di west .. Sono 28 anni che vivo con la speranza di trovare il farmaco miracoloso .. Ne abbiamo provate un infinita’ con risultati minimi ,non abbastanza purtroppo .. Abbiamo sperato anche con l’intervento dello stimolatore dell’nervo vago perché un intervento al cervello non era possibile per lei ..ma anche questa speranza e’ stata annullata vedendo i risultati .. Le sue cadute causate dalle crisi hanno provocato diverse lesioni ossei .. Per evitare queste cadute violente abbiamo deciso di tenerla sulla sedia rotelle onde evitare queste cadute .. A casa si sposta con la sedia da doccia .. Ma a volte cadde anche da questi ausili .. Le crisi arrivano e causate da rumori vari del tipo cane che abbaia , porta che sbatte , piatto che cadde ecc.. Arriva lo spavento dai rumori inaspettati che scatena la crisi con caduta in avanti .. E me la ritrovo a terra con la paura che si rompa la testa ..la sua terapia e’ al di .. Depakin 1800 mg … Inovelon 6400 mg .. Keppra 6000mg .. Solo alla sera mogadon 15mg … E il risultati pressoché poco o niente … La mia speranza era verso la tc

  2. La mia speranza dicevo era la cannabis .. Aiutatemi a sperare ancora e dare a mia figlia una sua indipendenza vi ringrazio per la vostra attenzione