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L’onorevole D’Incà (M5S) restituisce 81.508,79 euro dall’inizio del suo mandato

Feb 25th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

federico d'incà“81 mila 508 e 79 centesimi. Questi sono i soldi che ho restituito da quando sono entrato in Parlamento (da aprile 2013 a novembre 2014 compresi), al fondo per le piccole imprese” annuncia il deputato Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle con un video particolare postato sulla sua pagina Facebook ufficiale e ora visibile sul sito www.federicodinca.it.

“Nessun altro ha mai fatto come noi, un sacrificio che dimostra la nostra coerenza e che fino ad oggi ha portato a restituire quasi 11 milioni di euro dei nostri stipendi oltre ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali che abbiamo rifiutato” spiega D’Incà.

Il videoclip del deputato bellunese, postato il 19 febbraio scorso, è diventato virale nel giro di poche ore arrivando a totalizzare quasi 2 milioni di visualizzazioni in 4 giorni ed oltre 10.200 condivisioni, oltre ad essere stato ripreso anche dalla pagina Facebook ufficiale di Beppe Grillo: nel video il parlamentare ipotizza, in modo ironico, quante cose avrebbe potuto fare se quei soldi se li fosse tenuti per sé, concludendo poi in maniera molto seria che il suo impegno è stato invece mantenuto come promesso.
Numerosi anche i migliaia di commenti positivi: il tema dei salari parlamentari è ancora caldo e in molti auspicano che la buona prassi del MoVimento si allarghi a tutte le fazioni politiche.

La rendicontazione dettagliata degli stipendi restituiti è disponibile sul sito www.tirendiconto.it

 

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4 comments
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  1. Fatti, non promesse da renziano.

  2. Questo parlamentare rinuncia a ciò cui avrebbe diritto.
    Altri continuano a percepire vitalizi che sono un furto alla collettività.
    Altri ancora, nel dubbio, non votano contro quei vitalizi rubati.
    E noi quando mai andremo alle votazioni per esprimere il nostro punto di vista?

  3. Gli fa onore anche per coerenza con gli impegni elettorali.
    La stragrande maggioranza dei suoi colleghi politi con la P MINUSCOLA senz’altro gli ridono dietro, invece che prendere esempio..

  4. Tratto dalla pagina web di Pippo Civati ( PD) : le quote che la maggioranza degli eletti versa al proprio partito e che – guarda caso – coincidono con le somme che deputati e senatori del Movimento 5 Stelle riescono a devolvere al Fondo di Garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico. In sostanza, la fetta che costituisce la parte riducibile delle indennità parlamentari è simile per tutti e, per tale ragione, nessuno vedrebbe compromesso né il tenore di vita, né l’attività politica qualora si provvedesse al taglio prospettato. In parole povere: una parte delle retribuzione del parlamentare (pari circa ad un terzo del totale) già ora non retribuisce il parlamentare ma finisce altrove: nelle casse del partito, nelle casse di un Fondo di garanzia. Tanto vale tagliarla…..omissis.

    Riguardo ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, il M5S, non avendo uno statuto che abbia, come prevede la legge, caratteristiche formali conformi “a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo… al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti, non ha nemmeno depositato la documentazione per incassarli. Ne avesse avuto diritto avrebbe potuto riscuoterli per poi versali sul fondo di garanzia per le p.m.i. e direi di averli rifiutati.
    Ma così come la raccontano, è per lo meno una rappresentazione artefatta della realtà.