Sunday, 23 September 2018 - 07:08

Andrea Tomat e l’economia possibile. Quella volta che l’ambasciatore cinese disse “noi facciamo già un grande sforzo a dar da mangiare ad un miliardo e mezzo di persone, che tratteniamo dentro i nostri confini”

Feb 21st, 2015 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

andrea tomat gigi svaluto“Capacità di fare, grande resistenza, impegno, sacrificio e inventiva”. Sono queste le doti vincenti dell’imprenditorialità bellunese secondo Andrea Tomat, presidente di Lotto Sport Italia e Stonefly presidente ICC Italia – presidente Fondo Solidarietà Veneto e Past President Confindustria Veneto. Che è stato ospite venerdì sera (20 febbraio) nel salotto culturale dell’Astor, all’ultimo appuntamento organizzato da Mariano Moritsch sul tema “L’economia possibile per il nostro territorio in relazione ai mutamenti in atto a livello nazionale e internazionale” con moderatore Gigi Svaluto. Tomat, udinese di nascita, conserva un rapporto particolare con Belluno, per essere stato assistente al controllo allo stabilimento Eaton, quando era agli inizi della sua carriera.

Abbiamo una finanza fuori controllo – ha detto nel corso della conferenza – con un mercato di derivati dove si cambiano obblighi e diritti rispetto ad eventi. Ma c’è una sproporzione tra questi valori e l’economia reale. Contratti sovranazionali che sono sfuggiti al controllo”.

Sulla globalizzazione Tomat ha un’opinione positiva. “Dove è arrivata la produzione delocalizzata – sostiene l’ex presidente di Confindustria Veneto – ha portato benessere, come è successo per il caso dello stabilimento Holzer di Belluno”.

Favorevole anche alla politica industriale di Renzi del Jobs Act. “Per anni abbiamo avuto una barriera troppo protettiva per chi era dentro il circuito – ha detto Tomat – e troppo poco protettiva per chi non ne faceva parte. Ebbene, il Jobs Act tende a creare una maggior dinamicità nel mercato del lavoro. Ossia riuscire a salvare i posti di lavoro spostando i lavoratori delle aziende in crisi in altri settori dove c’è richiesta. Quello che mi preoccupa – ha sottolineato – è la grande litigiosità che c’è nel nostro Paese e dunque mi chiedo quale sarà l’interpretazione delle norme?”

Anche sugli effetti di otto anni di crisi economica, Tomat riesce ad inquadrare la metà piena del bicchiere. “Certo, non si è fatto abbastanza e nemmeno rapidamente per arginare la crisi. Con il risultato che molti giovani hanno cercato all’estero. E tuttavia, oggi vedo molti curriculum che ritornano con esperienze importanti. Il richiamo che mi sento di fare ai giovani è il seguente: in una fase critica come questa, bisogna dare di più… la difficoltà aguzza l’ingegno”.

Tomat ha parlato anche di innovazione e dei costi troppo elevati della politica ed ha auspicato uno stato “più leggero”, senza gli attuali apparati burocratici enormi, utili solo alle clientele. Ed ha raccontato l’aneddoto accaduto nel 2000, quando l’ambasciatore cinese venne a Roma ad un convegno nel quale fu chiesto al suo paese di sostenere il debito italiano sottoscrivendo i nostri titoli. Il cinese liquidò la questione in due parole dicendo “noi facciamo già un grande sforzo a dar da mangiare ad un miliardo e mezzo di persone, che tratteniamo dentro i nostri confini”.

Il video:

https://www.youtube.com/watch?v=VGLBUNiPMF4&feature=youtu.be

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