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Bellunopress non ha diffamato, ma ha semplicemente esercitato il diritto di critica. Il Tribunale di Belluno respinge la richiesta di risarcimento di 20mila euro avanzata dall’ex assessore Maria Grazia Passuello

Feb 18th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Società, Istituzioni
Maria Grazia Passuello

Maria Grazia Passuello

Daniela Nicosia

Daniela Nicosia

Roberto De Nart

Roberto De Nart

Non c’è stata alcuna diffamazione, ma  “pieno compimento del diritto di critica”. Il Tribunale di Belluno ha accolto in toto la tesi difensiva dell’avvocato Roberto Granzotto ed ha respinto la richiesta di 20mila euro di risarcimento richiesti dall’ex assessore alla cultura Maria Grazia Passuello nei confronti di Daniela Nicosia (direttore artistico Tib teatro) e Roberto De Nart (direttore responsabile Bellunopress).

La vicenda risale a dicembre del 2011 – gennaio 2012 quando era già in corso la campagna elettorale per le amministrative al Comune di Belluno, e su queste colonne vennero pubblicati tre articoli  (oltre ad un editoriale del direttore responsabile Roberto De Nart) nei quali il direttore artistico di Tib teatro Daniela Nicosia criticava la gestione dell’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Maria Grazia Passuello. Quest’ultima ritenne che gli scritti fossero diffamatori e chiese un risarcimento di 20mila euro che il Tribunale di Belluno ha rigettato con sentenza del 9 febbraio 2015.

“Si chiamano querele temerarie – commenta Roberto De Nart – è quel vizietto dei politici italiani di servirsi della querela per tentare di imbavagliare la stampa, con l’intimidazione a farsi pagare cifre fantasiose di risarcimento per articoli ritenuti diffamatori. Chi querela, in Italia, non rischia nulla in caso di soccombenza e dunque sarebbe il caso che il Parlamento per evitare che si vada ad intasare la giustizia, provveda ad istituire dei contrappesi come nei paesi di diritto anglosassone, dove chi porta un giornalista in tribunale senza motivo rischia di pagare un multiplo di quanto chiede, in forza del principio che intimorire la stampa lede il principio supremo della libertà di informazione.
Intendiamoci, le parole sono pietre e quando sono i giornalisti a sbagliare devono rimediare ai propri errori come avviene in tutte le altre professioni. Ma questo non ha nulla a che fare con le azioni legali al solo scopo intimidatorio, soprattutto se avviate in campagna elettorale, per dissuadere dal pubblicare situazioni scomode”.

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One comment
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  1. Complimenti a De Nart per la felice conclusione dell’odissea giudiziaria.
    Spero proprio serva di lezione ad altri politici che su questa ipotesi balzana basano la speranza di non essere colti in castagna.