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Ddl concorrenza. La lenzuolata di Renzi scatena l’ira di Federfarma. Grubissa: «Ora basta! Giù le mani dalla salute e dalle farmacie di montagna»

Feb 10th, 2015 | By | Category: Riflettore, Sanità, Società, Istituzioni

Sarà varato dal Consiglio dei ministri del prossimo 20 febbraio. Si tratta del Disegno di legge Concorrenza del governo Renzi che prevede una serie di liberalizzazioni per taxi, rc auto, farmacie, notai, avvocati, parrucchieri, cliniche private, agenti di commercio. Provvedimenti che ricordano le famose “lenzuolate” del governo Bersani (estate 2006-gennaio 2007) che non fanno certamente piacere alle professioni “monopoliste” del mecato.

Roberto Grubissa

Roberto Grubissa

Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno, associazione provinciale dei titolari di farmacia, lancia l’allarme in Veneto con un appello a Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Veneto e coordinatore degli assessori regionali alla Sanità.
«Chiediamo all’assessore Coletto di alzare la voce e unire il Veneto al coro di dissenso nei confronti del disegno del ministero economico – afferma Grubissa -. Coletto conosce le nostre realtà locali e montane, ci siamo confrontati più volte su questi temi. Gli ribadiamo che le farmacie di montagna vanno salvaguardate, hanno fatto tanti sacrifici e sono al limite della sopravvivenza per rimanere disponibili giorno e notte in paesi dove non c’è neanche più la posta e la caserma dei carabinieri. Cancellare le regole sulla distribuzione dei farmaci significherebbe cancellare le nostre farmacie. Non si può pensare che ogni nuovo governo cerchi di scardinare i regolamenti che ci permettono di fare il nostro lavoro stando vicini ai cittadini più disagiati. La sanità ha i propri principi cardine, non deve sottostare a quelle dell’economia, della concorrenza e del risparmio a costo della vita».
Ma, se da un lato è legittima la difesa delle farmacie di montagna, così come gli uffici postali, ultimi presidi di uno stato che sembra aver abbandonato a se stessa la periferia, sono altrettanto necessarie alcune misurev per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica, così come indicata dall’antitrust. Che prevede di aumentare il numero massimo di farmacie (L. n. 475 del 2 aprile 1968), oltre ad abbassare la soglia di popolazione richiesta per l’apertura delle farmacie che da 3.300 cala a 1.500 abitanti.
Il decreto prevede inoltre la “liberalizzazione” a favore delle parafarmacie dei medicinali della fascia “C” ossia quei farmaci che non siano «essenziali e per malattie croniche» o «di rilevante interesse terapeutico», come recita la legge n. 537 del 24 dicembre 1993. Inoltre, gli esercizi commerciali potranno vendere i farmaci di fascia “C”, limitatamente alle preparazioni equivalenti indicate nelle liste dell’Agenzia italiana del farmaco.

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