Monday, 24 September 2018 - 23:52

Un altro sviluppo è possibile. Nasce V.I.V.A.I.O. Dolomiti, l’Euregio non è l’unica soluzione per il futuro del Bellunese

Feb 6th, 2015 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Istituzioni

vivaio dolomiti«Il Bellunese si guardi intorno, non tralasci alcuna possibilità, per non farsi sopraffare né da Venezia né dagli “amici” trentini e alto atesini». E’ chiara e netta la presa di posizione di “Vivaio Dolomiti”, l’associazione nata dall’esperienza dei comitati contro l’elettrodotto Terna che, forte delle conoscenze ottenute in anni di battaglie, si appresta ora ad approfondire altre tematiche legate allo sviluppo del territorio bellunese.

«Lavorando al caso elettrodotto, ci siamo trovati davanti a scenari gestiti in modo superficiale per ciò che riguarda il nostro territorio», dicono da Vivaio Dolomiti. «Abbiamo rilevato una mancanza di fiducia e di comunicazione fra il mondo delle istituzioni e la cittadinanza, atteggiamento che ha portato ad uno scenario inquietante: oggi poche persone decidono il nostro futuro, senza informare i cittadini o, meglio, informandoli solo di ciò che è conveniente lasciar trapelare. A seguito dell’esperienza maturata nella battaglia legata all’elettrodotto, nella quale siamo riusciti a tener testa a uno dei più grandi colossi europei (Terna), entrando anche in contrasto con varie istituzioni e fondazioni locali che dovrebbero salvaguardare il nostro territorio, abbiamo deciso di formare un nuovo gruppo “V.I.V.A.I.O Dolomiti”, con il quale ci apprestiamo ad approfondire altre tematiche, guardando le cose con ottiche diverse da quelle che ci vengono imposte dalla politica». L’obiettivo dell’associazione, apolitica e apartitica, è di fare da tramite fra le istituzione e la gente comune, che, ormai sfiduciata, ha lasciato in mano a pochi il proprio destino: «Vogliamo promuovere incontri, seminari e approfondimenti su vari temi riguardanti il Bellunese, sfruttando e riunendo le varie competenze che il popolo di questa provincia possiede. Stanchi che le scelte fatte altrove ci cadano sulla testa nell’indifferenza di tutti, vogliamo che i bellunesi diventino protagonisti del loro futuro, e che il vecchio motto degli alpini “Tasi e tira” si trasformi in “Decidon che tirar”».

Giovanni Campeol

Giovanni Campeol

Il primo banco di riflessione per Vivaio Dolomiti è l’Euregio. L’entrata nella regione alpina con Trento, Bolzano e il Tirolo non è, per l’associazione, l’unica soluzione per garantire un futuro al Bellunese. Lo spiega in maniera molto chiara il professor Giovanni Campeol nel suo intervento (allegato al comunicato). «In questi giorni si stanno intensificando le spinte per far sì che la Provincia di Belluno entri a far parte dell’Euregio», scrive Campeol. «E’ bene ricordare che mai nella storia delle comunità umane un territorio forte si è offerto spontaneamente di aiutare un territorio confinante debole in base ai principi della solidarietà, della bontà d’animo della condivisione di costi altrui. Al contrario ha sempre cercato di conquistarlo al fine di trarne vantaggi politici, economici e sociali».

I territori montani alpini si sono sempre sviluppati secondo l’andamento dei bacini idrografici: hanno usato i fiumi come vettori di trasporto, le valli fluviali come bacini per costruire strade di grande comunicazione. La comunicazione, per il Bellunese, dovrebbe dunque proseguire lungo l’asse nord-sud, e non est-ovest: è il Veneto ad aver costruito l’autostrada che ha permesso la sopravvivenza del nostro territorio, mentre al contrario i vicini altoatesini non trovano di meglio da fare che proporre a intervalli regolari la chiusura dei passi dolomitici, sul fronte bellunese.

«Oggi il Bellunese è un territorio che presenta ancora un certo benessere, ma non ha più alcun entusiasmo e si sta avviando velocemente verso il decadimento culturale», prosegue Campeol. «Situazione alla quale la politica locale, regionale e nazionale negli ultimi anni non ha saputo dare risposta, individuando opportune strategie. E quando mancano forti idee politiche, i territori diventano facilmente preda di interessi dei territori contermini». Nel Bellunese questo viene presentato come un atto di solidarietà, ma in realtà servirebbe per trarre vantaggi: avere a disposizione nuovo spazio fisico, usare la risorsa acqua, fruire la bellezza delle Dolomiti.

«Portare i nostri 200 mila abitanti sotto il governo di Trento e Bolzano (che hanno una popolazione di circa un milione di persone) significherà avere solo le briciole dei fondi europei. E abbandonare in modo innaturale le relazioni con l’unica via di comunicazione per il nostro territorio, che è quella con il Veneto». Va dunque declinata la pur generosa offerta di diventare una colonia di Trento e Bolzano.

Nelle conclusioni del professor Campeol ci sono alcune strategie e proposte da attuare per il futuro del Bellunese:

  • prolungare l’autostrada A27 fino a Monaco di Baviera, diventando competitivi con l’autostrada A22 del Brennero e con la A23 di Tarvisio. Ciò consentirebbe di commerciare in modo diretto la nostra produzione manifatturiera con l’Europa del nord e con quella in grande crescita del nord-est. Ciò inoltre consentirebbe al turismo di questa parte d’Europa di arrivare velocemente nel sito Unesco delle Dolomiti (la cui Fondazione va chiusa per inefficienza) e in quello di Venezia e di tutti gli altri siti del Veneto;

  • ammagliare la rete stradale minore e riattivare la ferrovia Calalzo-Cortina-Dobbiaco;

  • predisporre un grande progetto di ammodernamento e incremento delle infrastrutture del Bellunese come acquedotti, fognature, depuratori, smaltimento rifiuti, banda larga, etc.;

  • ridurre del 50% il costo dell’energia elettrica al fine di rendere competitive le nostre aziende e favorire così la reantropizzazione del bellunese;

  • riconsiderare i canoni idrici al fine di trattenere nel Bellunese una quota significativa;

  • mantenere vivi i servizi di base come gli uffici postali nei centri minori al fine di mantenere vivi questi luoghi;

«Solo una volta realizzate queste strategie di base, e constatato il rafforzamento competitivo socioeconomico del nostro territorio, si potrà trattare da pari, non da paria, con gli “amici” di Trento e Bolzano».

Share

19 comments
Leave a comment »

  1. Assolutamente d’accordo ! Sembra perfino banale da quanta semplicità e chiarezza.
    Certo è che se pensiamo alla classe politica bellunese che ci rappresenta,le speranze sono molto
    scarse.Credo però che sia fondamentale per una associazione come questa farsi conoscere più possibile
    Bravi

  2. Complimenti per la sflza di luoghi comuni e ovvietà propinate come fossimo al mercato del pesce. Cosa fantastica, per esempio, è il chiedere il prolungamento dell’autostrada dopo essersi proclamati “illuminati” per aver combattuto contro l’elettrodotto Terna…ci siete o ci fate??
    Poi…dove eravate fino a ieri? Ieri inteso fino a quando qualcuno non ha proposto l’Euregio come contenitore di idee da cui imparare ed assimilare buoni metodi di sviluppo in ambito montano.
    Siete come quelli che preferiscono riscoprire l’acqua calda piuttosto di chiedere come si accenda un fuoco con la legna per riscaldarla? Ma fateci il piacere…
    Chi è il “Pinguin” di turno che vi manovra dietro le quinte? Quale oscuro (non poi tanto…tranquilli…) manipolatore vi suggerisce le parole di queti comunicati farsa?

    Ah si…informatevi su cosa siano le euroregioni e come funzionano prima di fare figuracce a livello Europeo…corajo…

    A volte i “parìa” sono quelli che non sanno imparare dal prossimo… i famosi “parìa-poarett-tel-zervell”…

    p.s. a prof. Campeol…sta pur in Veneto se te ol… MI NO!!!

  3. quoto merovingio in ogni frase… Sti qua i salta fora dal capel così a “caso”… Vedo fili e tessitori molto interessanti. Paura nia avanti BARD sono con voi…

  4. Attenzione, il BARD vuole l’esclusiva!

  5. Io non penso che questi siano luoghi comuni. Il Bard ci ha mai detto perché dovremmo entrare nell’Euregio? Dove c’è una carta che dice che Trento e Bolzano ci daranno le stesse condizioni che hanno loro? Bolzano che vuole chiudere i nostri passi dolomitici. Bolzano che ha bloccato i fondi Brancher per anni.
    Non voglio avere la mente chiusa, ho seguito per anni quello che ha fatto il Bard, ades voglio capire cos’hanno da dire questi di questa associazione.
    Se questa associazione (a proposito, bel nome!) è manovrata da qualcuno allora lo è anche il Bard. I legami col Pd sono talmente chiari che i me fa rider. Seo boni de accetar an cin de dibattito e confronto o solo voi altri avè la verità in tasca? Mi rivolgo a voi del bard, che non capisco se siate solo ingenui o consapevoli di cosa sta succedendo al vostro movimento.
    Ho votato Dorfman alle europee. Credevo in voi e in quello che volevate fare. Cosa ha fatto per la nostra meravigliosa terra? Se la smettiamo di prenderci in giro…

  6. Forse per un semplice errore di trascrizione credo vi siate dimenticati di chiedere un essenziale piccolo pezzettino di luna nel pozzo.
    Lo stesso pozzo dove guardando deve naturalmente essere nato il nome dell’associazione VIVA IO.

    Saluti Max

  7. Maria noi entreremmo nell’Euregio come osservatori x i primi anni, quindi niente benefici ma possiamo osservare chi più di noi ne sa x poter imparare gratis qualcosa in più le nn va mai male!!! in quanto all’autostrada sono assolutamente in disaccordo… x l’amor di Dio ci manca solo quella!!! di questi tempi meglio puntare solo sulla ferrovia…. la gomma è passata di moda! poi la Venezia Monaco la vogliono solo i Veneti, ma fuori dai confini regionali la costruiamo con la fantasia? ma x piacere!!!!!!

  8. E sei i tralicci di terna li mascheriamo dietro i piloni dell’autostrada? paesaggio dolomitico salvo!
    Apartitici? Sembra un comunicato del nostro sedicend(s)e senatore.

  9. Alcune precisazioni, con il mio nome e cognome.Mai detto che non bisogna fare l’elettrodotto ma farlo bene con progetti sostenibili alla luce di nuove tecnologie, come si possono fare strade e ferrovie ( mi si spieghi perchè una ferrovia è meno impattante di una strada visto poi che poi i svincoli diventano stazioni e che per spostarsi da esse servono strade ) .
    Credo che ogniuno di noi normalmente per andare al mare o in montagna usi il treno, infatti proporrei per solidarieta di chiudere il Brennero e sostituirlo con un paio di ferrovie.
    Come per l’elettrodotto, anche per l’ euroregione nessuno è contrario, anzi considero Moreno Broccon una brava persona, un pò meno alcuni altri, ci sono troppe cose che non tornano in questo progetto e su cui cerchiamo chiarezza, anche con un’incontro pubblico dove l’ideologo Cason, si confronti con altri opininionisti.
    Tutto perchè si spieghi ai cittadini cosa si va a fare PRO e CONTRO.
    Queste reazioni e la mancanza di utilizzo di nomi e cognomi, non fa altro che aumentare i sospetti che qualche cosa non torni. Se invece di sbraitare con la verità in tasca,cercaste di spiegare le cose in modo serio e non di parte accettando anche le critiche, forse potremo credere alla bontà di questa cooperazione trans frontaliera. Per il ritardo avete ragione ( dove eravate ) ma se nascere dopo è una condanna allora deciderebbero sempre i vecchi come gente che è alla quinta legislatura, quindi sareste troppo giovani anche voi.

  10. In attesa di auspicabili incontri pubblici, pongo alcune domande:
    1) qual’è il significato dell’acronimo V.I.V.A.I.O.?
    2)se il Bellunese avrebbe poco da un’unione (che brutta espressione “sotto il governo”) con Tn e Bz., col rapporto di 200.000 a 1.000.000 di abitanti, mi spiegate se abbiamo avuto di più sotto il governo (è proprio il caso di dirlo) del Veneto, con un rapporto di 200.000 a 5.000.000 circa?
    3)l’unica via di comunicazione è col Veneto? Anch’io sono uno studioso e amante del Piave e degli “zater”, ma per favore guardiamo avanti, siamo giunti al 2015 e tra poco, come ha detto pochi giorni fa Oscar Farinetti, voleremo, riferendosi a internet e banda larga. Quindi ben vengano anche le comunicazioni est-ovest.
    4)non occorre guardare all’ipotesi dei contermini per scoprire che già siamo stati depredati dalla nostra pianura: acqua per irrigazione ed elettricità, terreni (vedi vigneti), seconde case, ecc. sono esempi sufficenti?

    Mi auguro infine che effettivamente i punti esposti dal prof. Campeol vengano trattati con dovizia di proposte e non restino enunciazioni come troppo spesso abbiamo visto in passato.

    Infine noto che anche voi parlate di ferrovia. Sembra che sia il toccasana che tutti evocano, ma alla resa dei conti poi nessuno sa cosa dire.
    Ebbene tra poco tempo si scopriranno, spero, le carte di chi lancia il sasso ma poi nasconde il braccio.

  11. Certo che una riga di ca**te e banalità come questa non val nemmeno la pena di commentare… Un VIVAIO per Allocchi!

  12. Ma se pensate che questi di Vivaio siano cretini, perché vi scaldate tanto?
    Ferrovia, come no. E i venessiani i vien a sciare in treno. Poi dalla stazione li portate voi sulle piste. Smettiamola di dire che la ferrovia è la soluzione, la soluzione si chiaam autostrada perché siamo tutti sempre con la macchina sotto il sedere. E non dite di no che senza macchina sareste tutti morti (me compreso). Basta fare un progetto non impattante, si può.

  13. Mi spiace non avere avuto risposte.

  14. “E i venessiani i vien a sciare in treno. Poi dalla stazione li portate voi sulle piste. Smettiamola di dire che la ferrovia è la soluzione”. Suggerirei di vedere in proposito quanto accade in altre realtà a noi vicine: ad es. la nuova stazione ferroviaria di Versciaco in Val Pusteria a servizio delle stazioni sciistiche di Plan de Corones e delle Dolomiti di Sesto, inaugurata solo un paio di mesi fa, o ancora il Dolomiti Express in Val di Sole (Folgarida – Marilleva – Madonna di Campiglio) o il boom dello snow’n’rail delle ferrovie Svizzera… ma noi andiamo avanti con le autostrade, come negli anni 50 del secolo scorso…

  15. Mi scuso con Pettazzi, vedo ora, preferirei fare un’incontro onde evitare di scrivere poemi..
    .l’acronimo…. Varie Idee Verso Ambiente Istituzioni e Obiettivi

  16. Grazie.
    Quando vuole ci si può confrontare.
    Spero ci saranno a breve incontri pubblici.

  17. mi hanno interessato, dell’incontro con D’averio e Campeol, in particolare le questioni:
    -prolungare l’autostrada A27 fino a Monaco di Baviera, diventando competitivi con l’autostrada A22 del Brennero e con la A23 di Tarvisio. Ciò consentirebbe di commerciare in modo diretto la nostra produzione manifatturiera con l’Europa del nord e con quella in grande crescita del nord-est. Ciò inoltre consentirebbe al turismo di questa parte d’Europa di arrivare velocemente nel sito Unesco delle Dolomiti (la cui Fondazione va chiusa per inefficienza) e in quello di Venezia e di tutti gli altri siti del Veneto;
    -ammagliare la rete stradale minore e riattivare la ferrovia Calalzo-Cortina-Dobbiaco;
    -ristrutturare dal punto di vista paesaggistico e immobiliare, senza nuova cementificazione ma in modo essenziale, frugale, dignitoso.
    -fa rinergia tra chi si occupa di queste cose
    in che sedi è possibile discutere ed approfondire con voi queste questioni? ci sono dei riferimenti in merito? grazie, saluti.

  18. Ricominciamo con lo pseudo mito dell’ l’autostrada salvifica! Ma le lezioni della storia recente non insegnano proprio nulla? Si sappia che noi di Mountain Wilderness Italia ci batteremo con tutti i mezzi legali per bloccare il proseguimento dell’autostrada e altre trovate insensate come questa. .