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Aldo Manuzio e Belluno   * di Sante Rossetto

Feb 6th, 2015 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina
Sante Rossetto

Sante Rossetto

Aldo Manuzio moriva oggi, cinquecento anni fa, il 6 febbraio. Era diventato, nel corso dei suoi 66 anni (o 65 a seconda che lo si consideri nato nel 1449 o nel 1450 a Bassiano di Velletri), un monumento della cultura classica, ammirato e ricercato da tutti i letterati e i potenti d’Europa. La sua collana di classici latini e greci, i celebrati “enchiridia” che oggi chiameremmo tascabili, erano un inno alla cultura: belli tipograficamente, perfetti filologicamente, accessibili per il prezzo, disponibili a molti con la loro tiratura di un migliaio di copie.

E che cosa c’entra Belluno, all’epoca cittadina di pochissime migliaia di abitanti senza una tipografia, con il grande  Aldo?  Anche allora i bellunesi, ma non soltanto loro, dovevano emigrare per farsi valorizzare. Un po’ come adesso i nostri migliori tecnici che se ne vanno all’estero. Uno di questi emigranti fu Urbano Dalle Fosse, conosciuto come Urbano Bolzanio, zio di Pierio Valeriano.  Anche Urbano come una pletora infinita di altri letterati, era un religioso, un frate dei minori conventuali, ordine in cui era entrato nel 1450 (era nato nel 1442 o 1443) nel convento cittadino di San Pietro. Nel 1466 è a Treviso, da qui a Venezia nel 1472. Urbano è, come tanti suoi coetanei umanisti, ardente di conoscenza. Visita tra il 1473 e il 1489 Grecia, Egitto, Siria e Palestina. Ritornerà con una perfetta conoscenza della lingua e cultura greca. Discepolo in greco di Costantino Lascaris diventa uno dei grecisti più affermati del suo tempo. Ha il tempo di frequentare la corte di Lorenzo il Magnifico, diventa il precettore del figlio Giovanni che qualche anno più avanti diventerà papa Leone X. Nel 1489 torna a Venezia dove tiene cattedra di greco fino al 1497. Qui, dal 1494, aveva iniziato l’attività della tipografia di Aldo Manuzio. Il quale era famoso nel mondo dei dotti come umanista, amico di Pico della Mirandola e di tutti quelli che contavano nella repubblica delle lettere. Aldo è, se non il fondatore, il protagonista della editoria greca a Venezia, che significava all’epoca essere i primi in Italia e in Europa. Manuzio aveva già pubblicato due grammatiche greche, quella del Lascaris nel 1495 e  poi quella di Teodoro Gaza. Suo collaboratore per la cura (oggi diremmo per l’editing) dei testi greci era proprio Urbano Bolzanio. Che prepara anche lui una grammatica greca, intitolata “Institutiones Graecae grammaticae”. Anzi la prima grammatica greca redatta in latino, che esce dai torchi di Aldo nel 1498 con dedica a Pico. Fu un testo dal successo straordinario con ventitré edizioni.

L’amicizia e la collaborazione tra Aldo e Urbano era consolidata e Manuzio lo ricorda con affetto e riconoscenza nella prefazione del “Thesaurus cornucopiae et horti Adonidis” del 1496. Aldo aveva in quegli anni fondato una sua accademia riservata ai dotti, dove era obbligatorio parlare solo in greco, pena una multa. E Urbano ne fu socio. Il frate bellunese a Venezia è uno  dei maestri di greco più ricercati e fra i suoi allievi si annoverano Scipione Forteguerri, tra i letterati noto come Carteromaco, Niccolò Leonico, Daniele Renier, Marco Musuro, il Sabellico primo storiografico ufficiale della Serenissima, Gaspare Contarini.

Urbano non è uno stanziale, dal 1503 al 1505 torna a Costantinopoli che da mezzo secolo era già diventata ottomana. Di nuovo, quindi, in Italia si incontra con Erasmo, altro grande dell’umanesimo (il più grande) che sta lavorando ai suoi celeberrimi “Adagia” con l’aiuto del nostro Urbano per l’edizione aldina del 1508. Morto Manuzio nel 1515, il frate bellunese torna a Roma dove, intanto, era diventato papa il suo ex allievo, Giovanni Medici. Morirà una decina di anni dopo, a Venezia, dove si era ancora una volta rifugiato.

Oggi, 6 febbraio, Urbano torna a farsi conoscere nella sua città natale per l’amicizia e la collaborazione con il grande tipografo ed editore. Che è diventato sommo anche con l’aiuto di un bellunese.

Sante Rossetto

 

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