Sunday, 24 June 2018 - 17:01

Unificazione delle Ulss di Belluno e Feltre, dogma politico irrisolto

Feb 1st, 2015 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Sanità

letteraTra le varie proposte per la riforma della sanità regionale (vedi “Corriere delle Alpi” di domenica 1 febbraio) spicca la riduzione delle Ulss provinciali. L’area vasta’ bellunese (con Rovigo) passerebbe da due ad una Azienda sanitaria.

Se così fosse, saremmo sottoposti ad una decisione esterna, basata su criteri generali di risparmio, che poco terrebbe in considerazione le peculiarità (difficoltà) del nostro territorio. Una prima conseguenza sarebbe, leggo, la “cura dimagrante” per l’ospedale di Feltre.

Sono anni che chiedo che la nostra Comunità ragioni su questa eventualità (unificazione). L’avessimo fatto, saremmo stati i primi a far valere valutazioni di ordine pratico ed economico che un po’ alla volta si fanno largo nella collettività.

Naturalmente ciò non è mai stato preso in considerazione, per motivi campanilistici e politici e di conseguenti posti di comando a nomina, appunto, politica.

Parlare di unificazione a Feltre sarebbe stata blasfemia. Il consigliere regionale Bond, solo per fare un esempio, ha sempre risposto inorridito a tale eventualità. Ma anche il Bard, quando ne accennavo in direttivo, esprimeva contrarietà, timoroso di una defezione dei (pochi) sostenitori feltrini.

Eppure i conti sono presto fatti: tra direttori, dirigenti, uffici, burocrazia, ecc. avremmo avuto milioni di € di risparmio annui da destinare ai pazienti, investiti in farmaci, terapie, presenza territoriale. Di fronte a tale proposta la regione poco avrebbe potuto obiettare. D’altronde analogamente si sta agendo sul fronte della fusione/unione dei Comuni. E i primi risultati si vedono già ora anche nella nostra “area vasta”.

Ma tant’è; la politica (colpevolmente) e la stessa popolazione (beatamente) non avvertono questa necessità di unione, in tutti i campi, e le prime, disgraziate conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Tomaso Pettazzi

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12 comments
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  1. va in pension va…

  2. Bravo Tomaso lo sai bene che il Patto per Belluno nel suo programma elettorale ha sempre inserito la necessità di unificare le due ULSS Bellunesi. Battiamoci per questo obiettivo!

  3. Il rapporto 2013 degli ispettori regionali sulla sanità non ha risparmiato critiche sollevando pesanti rilievi all’ulss 1 di Belluno e Venezia in particolare. L’ulss 2 di Feltre seppur avendo ricevuto in un primo montento rilievi da parte del ministero, li ha superati. Mi chiedo quindi se è giusto in questo momento unificare le Ulss? Oppure se sia più saggio prima risanare e sistemare le cose dove così bene proprio non vanno, e risanare non significa di due pentole fare un unico calierone giustificandolo superficialmente con il solo taglio costi di burocrazia e quant’altro.

    Ulss 1 – Belluno: risultano non superati i seguenti rilievi:

    – mancanza dei presupposti a procedere negoziate negli acquisti di beni e servizi

    – illegittimo frazionamento degli acquisti, disposti per la medesima tipologia di prodotti

    – mancata adozione di procedure di evidenza pubblica, per l’affidamento di lavoro o altre opere

    – impossibilità di ricondurre la gestione aziendale della società partecipata “Codivilla Putti” a livelli di maggiore compatibilità finanziaria stati le rilevanti perdite di esercizio rilevate negli ultimi esercizi, anche a causa della paralisi degli organi amministrativi della struttura stessa

    – frequente proroga o rinnovo dei contratti in essere, talvolta anche a causa del ritardo dell’Ulss capofila nell’indizione delle gare di “area vasta”

    – irregolare introito, da parte dei medici interessati dei proventi delle prestazioni erogate in regime di alpi

    – difformità del numero delle casse interne rispetto a quello inducato nella delibera di istituzione delle medesime

    – illegittimo rinnovo della convenzione di tesoreria

    – illegittimi rinnovi contrattuali

  4. @Dimitri. Esatto. Unificare non vuol dire necessariamente agire al ribasso. Organizziamo un nuovo organismo che faccia tesoro delle eccellenze e possa ridimensionare le negatività di ogni Ulss preesistente. Partiamo dal concetto che tutto sia migliorabile, altrimenti saremo sempre preda del pessimismo.

  5. Tra qualche anno le unificazioni “mangia comuni” saranno come un boomerang in testa per le comunità che si sono svendute per qualche contributo, ma questo è fuori tema.
    Le ULSS non sono comunità con identità storiche e culturali ma significano servizi e tanti posti lavoro, è ovvio che questo animi discussioni.
    Un principio sicuramente va rafforzato quello della sanità di montagna dove le grandi distanze e la dispersione territoriale richiedono una impostazione diversa e correttivi nella valutazione di alcuni costi.
    Meglio farlo con una due o quattro ulss? Poco importa e solo una questione organizzativa che contano solo le strutture ospedaliere, reparti e ambulatori che devono restare diffusi al servizio del territorio.
    Ho però il sospetto che come al solito per le bege tra Belluno e Feltre ci ritroveremo senza più servizi in Cadore e Agordino e con le “teste” delle ulss fuori provincia in mano a qualche mercante veneziano….

  6. “Per gli ospedali, il Piano [socio-sanitario] ne prevede uno ogni 300 mila abitanti, in Veneto siamo 5 milioni e di pubblici ne abbiamo 51. Un numero consistente di essi va chiuso e riconvertito a struttura intermedia di cura». Parole di Leonardo Padrin (FI), il capogruppo della commissione sanità in Regione”.

    http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2015/01/30/NZ_08_23.html?ref=search

  7. qua c’è qualcuno che confonde le cose. Quando si parla di unificazione si intende di eliminare burocrati che nulla hanno a che vedere con le strutture sanitarie. Con l’unificazione si risparmierebbe qualche milione di Euro da utilizzare al miglioramento dei servizi socio sanitari (medici specialisti, infermieri, ed apparecchiature) da offrire ai cittadini di tutta la provincia di Belluno o meglio ancora a tutto il territorio montano, perché la Provincia di Belluno è montana.

  8. Aggiungo, perché non si fraintenda, che i risparmi dovranno servire logicamente per rafforzare la presenza sanitaria sul territorio, ovviamente senza “cura dimagrante” per Feltre o altri ospedali provinciali.
    Il Codivilla è un altro discorso.

  9. Va bene se la sede sarà a Feltre e non a Belluno.

  10. Sommessamente :

    Convegno quadri della DC Bellunese anno 1979.
    Documento presentato dal sottoscritto Mario Svaluto Moreolo

    omissis

    U.L.L.S.S.

    – una unica con mantenimento e potenziamento della rete ospedaliera esistente (Belluno,Feltere, Agordo,Pieve) evitando moltiplicazione di servizi specialistici,
    – destinazione a funzioni particolari di lungodegenza o di alta specializzazione per alcune strutture (Cortina,Auronzo,Lamon),
    – cooperazione ed interscambio di conoscenze ed esperienze fra settori omologhi dei vari ospedali ,
    – programmi di assistenza domiciliare.

    omissis

    Cordiali saluti

    Mario Svaluto Moreolo

  11. Mi sembra che allora la Dc non fosse un piccolo partito, né a Belluno né a Venezia o Roma.
    Evidentemente le logiche erano allora quelle di adesso.

  12. Da dove salta fuori questo Tizio? E’ evidente che – in buona o malafede – non capisce molto di sanità della montagna bellunese. Ripete come un mantra i soliti temi che hanno sempre sorretto la politica campanilistica e bellunocentrica di taluni notabili locali di ogni partito, in nome di un centralismo parassitario che in duecento anni di storia provinciale non è mai stato capace di gestire i territori di montagna nel rispetto delle loro autonomie e della loro storia. Finora a salvarsi era stata la sanità feltrina che è evidentemente un boccone troppo ghiotto per le loro disatrate finanze. Resistiamo!