Friday, 15 December 2017 - 17:55

Qualità della vita: tre città venete nella top ten. Zaia: “Quest’area mantiene l’Italia con la laboriosità. Subito i costi standard. Basta sprechi con Roma mangiatutto!”

Dic 29th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Luca Zaia

Luca Zaia

Tre capoluoghi veneti nella top ten delle città italiane dove si vive meglio (Treviso quarta, Vicenza settima e Verona nona, con Belluno appena sotto, dodicesima) e un successo generale del Nordest significano molto: indicano che quest’area del Paese soffre la crisi ma sa reagire e continua a trainare l’Italia, praticamente la mantiene”.

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando l’indagine del quotidiano economico Italia Oggi sulla qualità della vita nelle città italiane.

La qualità della vita – aggiunge Zaia – è l’insieme di una quantità di parametri, ai quali però è trasversale la capacità della gente di sacrificarsi per garantire alla propria famiglia un buon tenore di vita, per rispondere con laboriosità e coraggio alla crisi, e la buona prova di sé che danno le Amministrazioni pubbliche nell’usare al meglio i sempre più scarsi denari che uno Stato mangiatutto lascia loro”.

Di fatto – incalza Zaia – vinciamo applicando i costi standard, sulla base dei quali ogni euro va speso con attenzione maniacale perché produca il massimo effetto al minor costo. Facciano così anche in tante altre parti d’Italia, dove con i parametri del Veneto si potrebbero risparmiare 30 miliardi l’anno invece che tagliare la sanità e la sicurezza e questo Paese mezzo affondato dagli sperperi potrebbe rialzarsi senza mendicare ai piedi dell’imperatore europeo e della Merkel e senza taglieggiare imprenditori, lavoratori, famiglie, Enti Locali e Regioni virtuose”.

I costi standard – vera fonte di reale sviluppo perché capaci di tagliare gli sprechi mentre qui si continuano a tagliare risorse– conclude Zaia – vanno applicati subito e in tutta Italia, in tutti i settori in cui è possibile, in forza di legge. Renzi può farlo, ma non bastano un tweet e parole rassicuranti”.

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