Thursday, 14 December 2017 - 06:31

Veicoli storici, si cambia: il governo Renzi cancella i benefici alle ultraventennali

Dic 23rd, 2014 | By | Category: Eventi, sport, tempo libero, Prima Pagina, Società, Istituzioni

Il governo Renzi abbatte i benefici per i veicoli cosiddetti ultraventennali, ossia di anzianità compresa tra i 20 e 30 anni, istituiti con la Legge 342 del 21.11.2000. La norma attribuiva all’Asi (Automotoclub Storico Italiano) e alla Fmi (Federazione Motociclistica Italiana) il compito di individuare i veicoli considerati di particolare interesse storico collezionistico che godevano del regime agevolato del bollo e dell’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione). Le agevolazioni rimangono in vigore solo per i veicoli ultratrentennali per i quali non è richiesta alcuna iscrizione Asi. Dopo 14 anni, dunque, viene ridimensionata una legge con una tagliola che fa giustizia sulle inadempienze dell’Asi. L’Automotoclub Storico Italiano, infatti, avrebbe dovuto per legge redigere e pubblicare ogni anno l’elenco dei veicoli ultraventennali storici, ma in realtà non l’ha mai fatto. Esiste infatti solo la lista Fmi delle moto ultraventennali, ma non quella delle auto. I proprietari delle auto ultreventennali, per avere i benefici di legge erano costretti all’iscrizione al Club Asi, solo così la loro auto veniva inserita nella lista delle storiche trasmessa alle Regioni per i benefici sulla tassa automobilistica. Finisce quindi il monopolio Asi, ed era ora. Ma se fa sorridere vedere certificate Asi come d’interesse storico collezionistico delle Fiat Punto prima serie di 20 anni, la scure di Renzi si abbatte indiscriminatamente anche su veicoli che effettivamente rappresentano un pezzo di storia dell’automobilismo.

RivsSull’argomento interviene il Rivs, Registro Italiano Veicoli Storici di Padova (www.rivs.it). “Prima la Camera e successivamente il Senato – afferma una nota del Rivs – hanno cassato ogni tentativo di revisione di una norma che, sospinta e supportata dal ritornello delle “false storiche” da punire, ha portato, come spesso capita in queste situazioni, a una forma di giustizia sommaria che va a colpire uno dei pochi settori italiani in costante crescita. La retorica, che cavalca il formidabile argomento dell’Europa, dove “per tutti valgono i trent’anni”, senza tenere in minima considerazione il fatto che in Europa la tassa di possesso non esiste, esiste ovunque la tassa di circolazione. Senza che nessuno poi ci spieghi quanto meno costa in Europa mantenere un’auto e quanto questa differenza di costo va ad incidere nel conto complessivo di 30 anni di tasse.

 

La retorica di chi sostiene la necessità di “svecchiare il parco auto circolante” e non si rende conto che avere anche un’auto nuova piacerebbe a tutti (o quasi), ma che il mancato acquisto non dipende dal possesso di auto “vecchie”, ma che esiste un discorso più ampio legato al potere d’acquisto degli italiani, al peso delle tassazione in generale, alla disoccupazione e alla precarietà nel mondo del lavoro. Non si incentiva l’acquisto di auto nuove imponendo ulteriori tasse a quelle più anziane, lo si incentiva aumentando il lavoro, i redditi, la produttività. Perché le cause dell’invecchiamento del parco auto stanno tutte nella crisi economica peggiore degli ultimi 50 anni, una crisi da cui l’Italia sta uscendo – forse – con le ossa rotte, molto peggio che gli altri paesi europei.

Una retorica di improvvisati censori formata da argomenti che non reggono, o che perlomeno non giustificano una manovra così drastica e miope – ricordiamo che per alcuni modelli, oltre alla tassa di possesso, scatterà anche il superbollo – pensata solo in funzione di un raggiungimento dei saldi necessari per ottenere il 6 nei compiti a casa da presentare a Bruxelles, una sufficienza stiracchiata che va bene oggi – forse, nuovamente forse – ma mette in gioco il domani.

 

C’è poi la buona notizia: dal punto di vista assicurativo non cambia nulla. Le agevolazioni assicurative, frutto di accordi tra privati (i club e le compagnie), continueranno a restare in vigore, non essendo le assicurazioni in alcun modo vincolate alle definizioni legislative.

 

Siamo ottimisti  – conclude la nota del Registro Italiano Veicoli Storici – e vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, dunque, qualche buona notizia c’è: maggiore libertà di scelta per gli appassionati e maggiore concorrenza tra gli enti. Una maggiore concorrenza che, in un settore per anni prigioniero di una legge scritta male e interpretata peggio, siamo sicuri porterà una sferzata di novità a tutto il movimento”.

 

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One comment
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  1. “il rottamatore” colpisce ancora….

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