Wednesday, 18 October 2017 - 15:07

Embargo alimentare russo. Silvia Benedetti: “Ringraziamo Renzi per una politica estera inefficace”

Dic 19th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Silvia BenedettiQuesta settimana il presidente del Consiglio Renzi, ha reso comunicazioni all’Assemblea in vista del Consiglio europeo del 18 dicembre 2014. Si è quindi svolta la relativa discussione.

La pentastellata del Veneto, segretario di commissione agricoltura Silvia Benedetti ha messo il presidente del Consiglio davanti alla triste verità: “è passato un semestre di Presidenza italiana in cui l’Italia poteva essere molto incisiva soprattutto in Agricoltura e invece poco o niente è stato fatto, basti pensare ai danni provocati al comparto agricolo in seguito all’embargo russo, risultato di una inconsapevolezza politica grave”.

“Nel nostro Paese –  continua Benedetti –  le conseguenze sono state un primo impatto di 30 milioni di euro per il blocco di partite di prodotti già arrivate alle frontiere russe. Sono finiti sotto embargo il 23 per cento dei prodotti che normalmente esportavamo in Russia, come pesche, nettarine, mele, pomodori e peperoni. Il valore totale di questo export verso la Russia è stato quantificato in 705 milioni di euro e le ipotesi di valore di perdita totale delle esportazioni italiane oscillano tra i 163 e i 200 milioni di euro, chiaramente senza considerare le conseguenze indirette di questa misura economica. Basti pensare anche al danno economico dovuto al riversarsi delle produzioni europee nel mercato interno, con effetti ingovernabili anche sui prezzi, e questo appunto è successo per pesche e nettarine, e l’abbiamo visto, oppure basti pensare al ricorso della Russia a fornitori stranieri alternativi, quindi a Paesi sudamericani, oppure alla Turchia, alla Serbia e all’Egitto”.

“Ci saremmo aspettati da questa classe dirigente e dal presidente del consiglio una politica estera più oculata sulle conseguenze di provvedimenti come sanzioni e embarghi, sopratutto perché questi danni per milioni di euro sono stati solo parzialmente indennizzati dall’Esecutivo comunitario. Renzi ha negoziato la candidatura dell’Alto rappresentante PESC, un ruolo insignificante al di là del nome, perché l’Unione europea non ha una politica estera, e ha venduto questa cosa come un grande risultato, in cambio della rinuncia ai posti chiave nelle direzioni generali, dove Germania e Regno Unito hanno messo i loro direttori generali, che poi sono quelli che decidono in una realtà come attuare le politiche. Anche in Europa, come in Italia, quello che conta è più l’apparato che non la parte politica, Renzi si è preoccupato più di questo risultato che non di portare avanti l’intero asse del comparto primario, quando è stato il momento di decidere cosa fare con il caso russo”, conclude la deputata del Veneto Silvia Benedetti.

 

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