Wednesday, 18 October 2017 - 11:24

Taglio dei dipendenti provinciali. Cappellaro: “A queste condizioni è meglio rinunciare al trasferimento delle competenze”

Dic 16th, 2014 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore

Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti: “disponibili a far sentire la nostra voce a Roma per impedire che ciò accada, ma non possiamo ignorare i rischi che abbiamo di fronte”

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

«Come ci si poteva illudere che un governo impegnato nello svuotamento delle Province non agisse di conseguenza tagliando pesantemente i trasferimenti e imponendo una stretta anche sul personale? L’auspicio è che si consideri la specificità della nostra realtà, come previsto dalla “Legge Delrio” e dalla legge attuativa dell’articolo 15 dello Statuto regionale, e che quindi si proceda con determinazione alla riduzione del numero dei dipendenti provinciali, ed eccezione delle aree montane. Temo, però, che si dovrà prendere una decisione sofferta: rinunciare alle nuove competenze, perché senza risorse adeguate non è possibile esercitarle. Sarebbe, questa, una sconfitta per il territorio, ma prima ancora per coloro che non hanno avuto il buon senso di ammettere che il riconoscimento della specificità rischiava di trasformarsi in un boomerang, con effetti pesanti per il nostro territorio». Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, commenta così il piano del governo che prevede un taglio di 126 dipendenti su 250 a Palazzo Piloni, dopo l’ulteriore riduzione dei trasferimenti di 4,5 milioni di euro all’anno sino al 2017.

«La nostra associazione – dichiara Gian Domenico Cappellaro – è sempre stata cauta nel giudicare l’approvazione delle leggi regionali e nazionali sulla specificità della Provincia di Belluno, proprio perché c’era la consapevolezza che il trasferimento di maggiori funzioni da Venezia mal si conciliava con la tendenza accentratrice del governo e con il conseguente disegno di svuotamento, se non addirittura di cancellazione, di questi enti. Eravamo e siamo convinti che non ci possa essere autonomia senza risorse economiche. E sappiamo che sarebbe del tutto pretestuoso chiedere che sia la Regione Veneto a sopperire ai mancati trasferimenti nazionali, visto che anche a Venezia si deve fare i conti con i continui tagli. Insomma, il tanto decantato riconoscimento della specificità bellunese rischia di trasformarsi in una colossale presa in giro, con delle responsabilità politiche ben precise».

«Se i nostri rappresentanti politici non riusciranno ad evitare questi tagli annunciati – conclude il presidente degli industriali – è opportuno bloccare il trasferimento delle competenze, onde evitare un ulteriore peggioramento nella loro gestione che andrebbe anche a scapito della competitività economica del nostro territorio. Noi siamo disponibili a far sentire la nostra voce a Roma per impedire che ciò accada, ma non possiamo ignorare i rischi che abbiamo di fronte. Dobbiamo essere pragmatici. Alle nostre imprese serve un ente in grado di incidere con politiche pubbliche efficaci ed efficienti, quindi con una vera capacità di spesa. Le chiacchiere le lasciamo ai politici».

 

 

 

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8 comments
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  1. Aahahahaah, ma ci credevano! Noooo, che risate! Aahahahhaaah!

  2. Quel pagliaccio di renzie ha proprio paura di nullità come voi, se la ride come me! pd = nemici del popolo!

  3. A proposito della riforma Del Rio delle province, approvata lo scorso agosto dal Senato, riporto il commento di uno studioso competente, dottore di ricerca in Istituzioni di diritto Pubblico all’Università di Padova: “… con questa riforma in prima deliberazione da parte del Senato, le aree montane non sono per nulla garantite (art. 39, comma 4 del ddl 1429-A). Il che significa che, non essendo più elemento costitutivo della Repubblica ai sensi dell’art. 114, comma 1, il legislatore ordinario può disporne come vuole, accorpandole ad altre (Treviso?) e sopprimerle definitivamente”.
    E continua: “una volta esaurita la prima fase del passaggio parlamentare (il testo è stato approvato dal Senato l ’08 agosto 2014 e ora andrà alla Camera), seguirà, ad intervello non minore di tre mesi (così prescrive l’art. 138, comma 1, Cost.), un secondo passaggio (la c.d. seconda deliberazione) nei due rami del Parlamento. Se, nel corso della seconda deliberazione venissero apportate modifiche rispetto al testo approvato nella prima deliberazione (cioè nel primo passaggio parlamentare), l’iter è come se iniziasse di nuovo, in quanto ci si troverebbe di fronte ad un nuovo testo di progetto di legge costituzionale (art. 123 reg. senato, art. 99 reg. camera)”.

    Sono mesi che ripropongo questo giudizio ma né De Menech, né Reolon, né Bressa hanno saputo controbattere alcunché, prova ne sia che su questo tacciono da tempo.

    Purtroppo nel Bellunese tutti hanno fatto finta di crederci, tra questi lo stesso Cappellaro e tutti i nostri bravi sindaci che hanno bramato per arrivare in Consiglio di “area vasta”.
    Ora che ci sono si accorgono che la cassa è vuota, anzi che c’è un bel buco, e che Roma procede diritta verso l’eliminazione delle autonomie locali, non sanno far altro che piangere.
    Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
    Se veramente credessero nell’Autonomia saprebbero cosa fare.

    Il Consiglio regionale veneto ha fatto la sua onesta parte. Accusarlo ora per quanto non ne è seguito da parte del governo italiano equivqle a dire che se qualcuno mi da qualcosa di buono è meglio non accettarlo perchè i ladri subito dopo me lo ruberanno. Non è meglio eliminare i ladri?

  4. Con o senza soldi (che comunque non ci sono per nessuno) le competenze vanno acquisite e si deve fare tutto quello che si può contando solo sulle le nostre forze. L’autonomia resposabilità delle proprie cose non una richiesta continua di assistenza esterna.
    E davvero desolante sapere che il contributo espresso di chi rappresanta l’industria bellunese sia privo di ogni coraggio e pronto ad offrire la sudditanza dei bellunesi pur di non assumersi nessuna fatica…
    Se il piagnisteo è l’unica forma di comunicazione ufficialmente accreditata presso confindustria la rinuncia è la regola allora c’è da chiedersi se il problemi produttivi e occupazionali siano solo dovuti a fattori esterni….

  5. @ Tomaso “Non è meglio eliminare i ladri?”
    Attribuendo il giusto nome, convieni sul fallimento del progetto Italia?
    Grazie.
    Max Vidori

  6. BL-Frei le competenze vanno acquisite, ma senza soldi cosa fai? La verità che come sempre la raccontano come la vogliono e non dicono la verità. Il commissariamento è costato di più, oltre che in termini politici, anche in termini di denaro. i vari commissari e sub-commissari venivano pagati profumatamente e, oltretutto, c’erano impiegati provinciali che venivano mandati a prenderli a Vittorio Veneto piuttosto che in altra parte. Ora ci sono i super Sindaci e vedrete che, tra un po’, ci saranno i rimborsi spese, perchè quelli non sono stati tolti, e vedremo quanti quattrini si mangeranno. Inoltre, come dico sempre, perchè continuano a dare incarichi esterni per qualsiasi cosa, visto che non ci sono soldi e c’è esubero del personale?
    Per Tommaso Petazzi; concordo pienamente su tutto ciò che hai scritto.

  7. @Mirco
    Concordo su quello che dici sui commissari ma la colpa è anche mia tua che ci siamo limitati a mugugnare o a fare qualche sparata sui social network.
    Per i super sindaci come li chiami tu, dovremmo stargli sotto e stimolarli a fare tutto il possibile per iniziare un percorso di autonomia.
    Non è detto che senza soldi non si faccia niente anche solo creare regole su misura per Belluno può aituare molto.
    Se c’è qualche fondo europeo e riesci ad creare dei progetti per Belluno con parametri “montani” non finisci in coda a centinaia di richieste di altre zone.
    Un comunicato come stampa come questo mi fa vergognare di essere bellunese se questo è un nostro rappresentante.
    I sostanza se troviamo qualcuno a cui dare la colpa delle nostre lagnanze e se lasciamo i sindaci si ingrassino di rimborsi spesa possiamo tutto sommato accontentaci così, in fondo qua da noi si sta anche bene, buone feste!

  8. Solo il BARD ha difeso la provincia e l’autonomia.

    Dove erano gli altri?

    W Belluno Autonoma!

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