Thursday, 14 December 2017 - 10:14

No all’aumento Iva sul pellet. Associazione italiana energie agro-forestali: “Non si abbassa la pressione fiscale aumentando l’Iva”

Dic 15th, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

Aiel associazione italiana energie agroforestaliL’emendamento 3.4111 presentato sabato 13 dicembre dal Governo ed approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, che ha in carico la discussione della legge di Stabilità, prevede l’aumento dell’IVA sul pellet dal 10 al 22%. Se questa scelta fosse confermata dall’aula del Senato avrebbe gravi effetti per i cittadini e per le imprese.

Lo afferma in una nota l’Associazione italiana energie Agro-forestali.

Oltre due milioni di famiglie in Italia usano il pellet per riscaldarsi, si tratta principalmente di famiglie che fanno parte del ceto medio e popolare, quello che è stato più penalizzato dalla crisi economica.
Questo aumento dell’IVA andrebbe a pesare, quindi, principalmente sul consumatore finale.
Inoltre l’effetto del provvedimento, se fosse approvato, avrebbe un effetto pesantissimo sul mercato con una decisa contrazione sui consumi di pellet, al punto che il gettito previsto sarebbe decisamente ridimensionato.
Il settore del pellet è particolarmente significativo per l’industria italiana, con oltre 42.000 unità lavorative impiegate annualmente, di cui oltre 20.000 direttamente nella produzione e distribuzione del combustibile. La sola produzione di pellet ha una ricaduta occupazionale pari a 8,3 unità lavorative per milione di euro fatturato, contro 0,5 per i derivati dalla raffinazione del petrolio.   Inoltre, l’incidenza del valore aggiunto della produzione di pellet è 7 volte superiore rispetto a quello derivante della raffinazione del petrolio.

Non è superfluo evidenziare che i produttori italiani di apparecchi domestici alimentati a pellet sono oggi leader a scala internazionale, esportando oltre il 35% in Europea e Nord America, contribuendo al prestigio del ‘Made in Italy’ nel mondo. Le pesanti e negative ripercussioni che
subirebbe questo settore manifatturiero, leader per tecnologia e ricerca e sviluppo, che vede oltre 22.000 unità lavorative impiegate, sarebbe un grave danno che il Governo Italiano non può permettersi di legittimare.
C’è un vero paradosso nelle finalità dell’emendamento, infatti il gettito previsto dall’aumento dell’IVA andrebbe ad alimentare un fondo per la riduzione della pressione fiscale, come a dire abbassiamo le tasse attraverso l’aumento dell’IVA di un prodotto di largo consumo.
Il pellet è un combustibile che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi europei previsti al 2020 in termini di energia termica rinnovabile e va a sostituire combustibili fossili, esattamente quelli oggetto di unanime critica e contrasto poiché principali responsabili del cambiamento climatico in corso.
L’iniziativa del Governo risulta quindi incomprensibile e impopolare, se non in chiave di una esclusiva ricerca di gettito facile, i cui effetti saranno di solo aggravio nella spesa delle famiglie.
Chiediamo siano adottate tutte le iniziative possibili per abrogare l’emendamento e scongiurare un’iniziativa tanto dannosa sotto tutti i punti di vista.

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2 comments
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  1. La motivazione iniziale era che con questo aumento si pareggiava l’eventuale mantenimento dello sconto del gasolio per le zone montane.
    Questo mi ricorda quando in alcuni esercizi commerciali si esponeva la scritta:
    “Se volete lo sconto, dateci il tempo di aumentare i prezzi”.
    In ogni caso sarà una partita di giro per lo stato, a carico dei più disagiati.
    Questo non è uno stato, è uno strozzino.

  2. E ‘ la solita storia dei politici italiani . Dicono delle cose , noi cittadini ci crediamo e ci adeguiamo e poi, quando meno te l’aspetti, per esigenze di fare cassa , ecco che fanno il contrario . Da quanto tempo ci viene detto di usare le fonti rinnovabili e/o utilizzare caldaie a condensazione, stufe a pellets ,il solare termico per i quali sono previsti anche incentivi fiscali. Così il paradosso : da una parte abbiamo incentivi fiscali per incoraggiare lo sviluppo a basso impatto ambientale e risparmio energetico e dall’altra aumento di tassazione per scoraggiarne l’uso. Questa è la nostra classe dirigente ! Nella tanta vituperata Germania direbbero : “in Italia è così ! “.

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