Friday, 15 December 2017 - 12:16

“Made in”, l’Europa rinvia al 2015. Deon: “Persa l’occasione del semestre italiano di presidenza per portare a casa un risultato indispensabile per il nostro Paese”

Dic 5th, 2014 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Le speranze di contare sul semestre italiano di Presidenza della Commissione europea per portare a casa finalmente l’approvazione del principio del “made in …” si sono infrante ieri a Bruxelles, quando Consiglio Ue Competitività ha rinviato al prossimo semestre a presidenza lettone la decisione sull’obbligo di indicazione di origine controllata contenuto nella proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti.

Tiziano De Toffol

Tiziano De Toffol

“Sapevamo che era difficile – afferma Tiziano De Toffol, presidente regionale dell’Occhialeria artigiana veneta, categoria che sente particolarmente il bisogno di tale provvedimento – sapevamo che la Germania, e il blocco di Paesi che porta con sé, era troppo forte. Non ci siamo mai illusi ma combattere e farsi onore sul campo questo sì che ce lo aspettavamo dal Ministro Federica Guidi in primis e da tutto il Governo Italiano. Stupisce anche il fatto che, proprio nel momento in cui il Governo dedica impegno e risorse per valorizzare le produzioni made in Italy e per rilanciare investimenti e consumi, in ambito europeo il risultato dell’azione della Presidenza italiana vada in direzione opposta”.

“L’Italia ha perso una grande occasione per difendere l’origine dei nostri prodotti e per valorizzare il patrimonio manifatturiero, di cui il 58% in micro e piccole imprese fino a 20 addetti attive nel manifatturiero come nell’alimentare – ha così commentato la notizia il presidente di Confartigianato Belluno, Giacomo Deon – con questi numeri, se non è l’Italia a difendere l’identità delle produzioni, quale altro Paese europeo è più interessato?”.

Giacomo Deon

Giacomo Deon

“Confartigianato – ha aggiunto Deon – comunque continuerà a battersi affinchè l’Europa riconosca e approvi l’obbligo di indicare il marchio ‘made in’ sui prodotti al fine di garantirne la piena tracciabilità, come già avviene nei principali Paesi aderenti al WTO (ad es. USA, Giappone, Canada e Corea).

Deon Ne va della difesa del patrimonio manifatturiero dell’artigianato e dell’impresa diffusa, del diritto dei consumatori a una corretta informazione sull’origine dei beni acquistati, della lotta al grave fenomeno della contraffazione”.

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One comment
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  1. Ipocritamente molti avevano riposto speranze nel semestre di presidenza italiano dell’UE.
    Ora la verità è chiara a tutti. Il governo Renzi sarà ricordato in tal senso come una nullità.
    Doveva essere caratterizzato dalla realizzazione delle riforme. Non una è stata portata a compimento.

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