Thursday, 14 December 2017 - 06:32

Belluno una provincia bio? Successo di pubblico ai due incontri del Movimento Terra bellunese

Dic 3rd, 2014 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina
movimento terra belluneseCresce ogni giorno di più l’interesse per l’agricoltura biologica. Impossibile avere un elenco, al momento non c’è. Di aziende che producono frutta o verdura senza l’uso di erbicidi, pesticidi, glifosati se ne contano più di una decina.
Il Movimento Terra Bellunese ha registrato il tutto esaurito nei due incontri che si sono tenuti all’asilo di Bolzano Bellunese. «Ciascuno di noi, scegliendo cosa mettere in tavola, decide di dare un contributo – positivo o negativo – alla propria salute e a quella dell’ambiente. Il tema è fortemente sentito, dato che intorno a Belluno sempre più si vedono insediare colture di tipo intensivo», ha spiegato Antonella Galantin. Si è cominciato con gli «effetti dei pesticidi sulla salute dell’uomo» con Luciano Bortolamiol, che ha portato dati della zona in cui vive, nel Trevigiano, in cui tumori sono in aumento soprattutto nei bimbi, si pensa proprio a causa di ciò che si mangia.
Lo ha preceduto Natalia Fregnan, una mamma che si è convertita al biologico, quando ha scoperto che il latte che dava al suo primogenito era contaminato dalle sostanze presenti nei mangimi che venivano dati alle mucche.
Venerdì scorso il tema era dedicato all’«Agricoltura bellunese per stare bene», cioè «per vivere bene», ha specificato la Galantin. Mauro Zanini ha quindi parlato della sua azienda di mele biologiche a Cesiomaggiore, che vanta più di 42 mila piante.
«C’è molta richiesta, più di quella che si riesce a produrre». La titolare della società agricola Col Belin è Annalisa De Dea, mamma di tre bambini, alla nascita del primo ha abbandonato il suo lavoro da impiegata e si è dedicata alle orticole, ai piccoli frutti rigorosamente coltivati con metodo agro-ecologico «senza l’impiego di concimi, diserbanti e antiparassitari di sintesi». Da qualche tempo alleva anche alcune alpaca, «rasaerba naturali dalla lana pregiata».
Infine Filippo De Martin, promotore dell’associazione Piwi nel Bellunese, ha portato l’esempio della riscoperta delle viti resistenti, quelle «varietà naturalmente immuni a patogeni fungini quali oidio e peronospora», che non necessitano di trattamenti. La giunta regionale, a fine settembre, «per la prima volta ha ammesso alla coltura 8 nuove tipologie di viti. Le varietà isono il Bronner, Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Helios, Johanniter, Prior, Regent e Solaris», ha concluso De Martin. Il giovane viticoltore è un vulcano di idee e sta già promuovendo la sensibilità Piwi in varie occasioni, l’abbiamo incontrato anche all’Expo Dolomiti (nella foto) dove si adoperava a diffondere la cultura dei vini biologici.
(Alberto De Nart)
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