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Lavoro. Ecco il quadro generale, e la situazione locale. Christian De Pellegrin: “Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti è una buona idea solo se si cancellano tutte le altre forme di precarietà”

Ott 30th, 2014 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore
Christian De Pellegrin

Christian De Pellegrin

“Dare uno sguardo ai numeri ci aiuta a dare un giudizio sugli ultimi provvedimenti del governo in materia di lavoro. Un giudizio negativo, almeno per quello che riguarda il settore artigianale”. Lo afferma Christian De Pellegrin, del Dipartimento Artigianato Cgil Belluno che ha analizzato i dati statistici nazionali e locali sull’occupazione elaborati dalla Cgia di Mestre, dell’Istat e dell’Ebav (Ente bilaterale artigianato veneto) .

“Le professioni artigiane più colpite dalla crisi economica in Italia tra il 2008 e il 2013 – prosegue De Pellegrin –  sono stati i muratori: – 177.220 unità (- 24,7%). Seguono gli addetti del tessile, dell’abbigliamento e del legno che sono scesi di 109.250 addetti (-23,9%). Altrettanto pesante è stata la moria di posti di lavoro registrata tra i posatori, i serramentisti, gli idraulici e gli elettricisti: la variazione è stata pari a -100.240 (-18,2%). Sotto la soglia dei 100.000 troviamo i frigoristi: questa categoria ha perso 95.300 posti di lavoro (-19,2%); infine, troviamo i camionisti che hanno visto il loro numero scendere di 50.100 unità (-8,3%). Dati Istat.

Secondo la Cgia di Mestre ( l’Associazione artigiani piccole imprese, non i dati della Cgil sia chiaro) le cause della crisi nell’artigianato sono dovute al fatto che tra il 2008 e il 2013 il costo dell’energia elettrica è aumentato del 21,3 per cento, quello del gasolio del 23,3 per cento, mentre la Pubblica amministrazione ha allungato i tempi di pagamento di ben 35 giorni.

In questi sei anni di crisi economica c’è stata una contrazione dei prestiti erogati alle micro imprese pari a 17 miliardi di euro.

Se confrontiamo questi dati nazionali con quelli locali il discorso non cambia – afferma Christian De Pellegrin – , nella provincia di Belluno le aziende dell’artigianato dal 2008 al 2014 sono calate di 700 unità, ora le aziende sono circa 5216 , di cui una buona parte sono in cassa integrazione in deroga. Dai dati Ebav (Ente bilaterale artigianato veneto) le pratiche di licenziamento nei primi mesi del 2014 sono state per la provincia di Belluno 134, senza contare però che solamente una parte si rivolge allo sportello Ebav per richiedere il sussidio di 1000 euro oltre a quello previsto dalla disoccupazione, cioè sicuramente i licenziamenti nel settore artigianale rischiano di sfiorare le 200 unità.

Fino al 2012 per i licenziati delle piccole imprese, qualora ne avessero avuto i requisiti (essenzialmente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato di durata superiore a 12 mesi), era possibile iscriversi alle liste della mobilità ex l. 236/1993, usufruendo in tal modo dei collegati incentivi in caso di assunzione, anche se era una possibilità in più per il dipendente licenziato ,non hanno portato un grosso aumento di assunzioni, principalmente per la mancanza di commesse di lavoro. Per dirla :se i muratori non hanno case da costruire, i falegnami non hanno porte da costruire, gli elettricisti e gli idraulici non hanno impianti da costruire e cosi per tutte le attività artigianali , anche se metti gli incentivi ma manca il lavoro il risultato non cambia. Manca una politica industriale del paese, magari il governo potrebbe prendere spunto dal piano per il lavoro presentato dalla Cgil ancora nel 2013, o almeno leggerlo. Ed in tutto questo poco c’entrano le modalità contrattuali per l’assunzione di lavoratori.

La riforma del lavoro proposta dal governo – conclude Christian De Pellegrin –  rischia quindi di creare un numero ulteriore di licenziamenti delle imprese, senza che ci siano le possibilità di assunzione, perché quello che manca sono soprattutto le commesse di lavoro. Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti è una buona idea solo se si cancellano tutte le altre forme di precarietà. Altrimenti qual è l’imprenditore che assume a tempo indeterminato se per 6 anni può assumere e licenziare lo stesso lavoratore senza art 18 ma perfino senza il salario quando il lavoratore non gli serve, come previsto dal decreto Poletti?”

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One comment
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  1. Bravo Christian !

    Elaborazione seria, costruttiva e priva di integralismi.

    Mario Svaluto Moreolo

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