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mercoledì, Giugno 3, 2020
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Erika Dal Farra delegata dalla presidente dell’area vasta” bellunese?

Erika Dal Farra, segretaria provinciale del Pd di Belluno, ha presenziato la scorsa settimana all’incontro di Vogogna (in provincia del Verbano Cusio Ossola)  “Montagna e dintorni”, in rappresentanza del presidente della Provincia Daniela Larese Filon.

Quando mai può avvenire ciò? Non è stato dato incarico a Pier Luigi Svaluto Ferro di gestire i rapporti con le “aree vaste” montane di Verbania e Sondrio? La Dal Farra ha forse funzione di assessore esterno? La legge Del Rio non prevede assessori; in aggiunta la circolare di attuazione della ministro per gli affari regionali Lanzetta stabilisce che la stesura dello Statuto deve  precedere l’eventuale assegnazione di deleghe. In questo la Larese Filon sembra agire in difformità dalla legge, ma tutti tacciono.

La nomina della nuova “governace” provinciale non era un patto tra sindaci di buona volontà? Cosa centra la segretaria del Pd provinciale? Questa non è forse la dimostrazione lampante che il tutto è invece avvenuto in base al patto del Nazareno in “salsa bellunese”, cui seguirà la spartizione del tesoretto Bim?

Ma proseguiamo: la fantasia diviene realtà. Si accenna al fatto che Verbania/Cusio/Ossola sarà il laboratorio per l’attuazione della riorganizzazione promossa dalla legge Del Rio ed Enrico Borghi (deputato Pd locale) vede in ciò la svolta per le aree montane. Ora vi dico qual è invece la vera situazione del Vco. Da decenni frequento la provincia azzurra (così detta perché caratterizzata dalla presenza sostanziale del lago Maggiore) e come socio fondatore del Bard ho più volte incontrato persone del mondo civile ed imprenditoriale; ho interloquito con Andrea Dallapina, direttore del giornale locale “Ecorisveglio”, con Raffaele Frassetti, direttore della locale emittente Vco Azzurra Tv, con imprenditori turistici locali, ecc. Ma ho parlato anche con l’on. Enrico Borghi, lo scorso 11 aprile, ospiti da Dallapina, che mi ha dato una interessante definizione di “area montana”, nella quale fa infatti entrare anche zone dell’Appennino e non solo, e se ne comprende il motivo nei punti che seguono.

  • in loco non esiste una benché minima forza autonomista, neanche a cercarla col lumino; prova ne sia che quando si parlò due anni fa di accorpamento delle province, la regione Piemonte propose che la Vco venisse riaggregata con quella di Novara (ne era infatti stata distaccata nel 1992 e divenne operativa nel 1995), nessuna voce locale si levò per contrastare l’ipotesi.
  • la Vco conta 163.000 abitanti, sparsi in 77 comuni, dei quali quelli più popolati (i principali sono Verbania, Domodossola ed Omegna) non raggiungono i 300 msl e sommano oltre 105.000 persone. A titolo d’esempio nel Bellunese solo Puos d’Alpago non è un comune montano (2.529 ab. su 209.550).

Borghi è riuscito nel capolavoro di far apparire montagna ciò che non è né mai sarà ed in ciò è stato perfetto, appunto annacquando il concetto di montanità, altrimenti Vco ne sarebbe stata esclusa.

Infine veniamo al viaggio nel futuro. Erika Dal Farra rappresenta una parte politica che mente sapendo di mentire. Belluno, come da tempo evidenzio, subisce da parte del Pd una campagna autoreferenziale che tenta di trasmettere un messaggio che al momento è una pia illusione. Manifesti sui muri dei nostri paesi, vele pubblicitarie lungo le nostre strade, incontri sul territorio inneggianti all’ottenuta autonomia che non esiste e per la quale invece dovremo impegnarci ora e in un futuro purtroppo ancora lungo. Il Pd ha iniziato da tempo la campagna elettorale per le elezioni regionali ed utilizza anche il metodo della menzogna, appropriandosi di meriti che non ha. La specificità (non autonomia) bellunese in Consiglio regionale è stata approvata anche, ma non esclusivamente, col suo voto. Al contrario stravolge quanto non è stato fatto proprio da parte sua al Senato, dove gli emendamenti che erano stati proposti grazie ai contatti tessuti dal Bard con parlamentari  trentini e sudtirolesi sono stati cancellati da un emendamento che nulla produce o produrrà per la vera autonomia bellunese, e che è stato infatti bocciato da emeriti costituzionalisti. La triste realtà è che, mentre il Pd provinciale si vanta di quanto non esiste, al nostro territorio viene scippata sotto il naso la possibilità di vedere la realtà montana bellunese divenire il vero laboratorio per un possibile cambiamento.

I Bellunesi ringraziano. Importante sarebbe anche che ricordassero.

Tomaso Pettazzi – Belluno

 

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