Saturday, 18 November 2017 - 21:37

Nuovo Comitato per i Fondi di confine. Le associazioni di categoria: “Fate presto, si è perso troppo tempo”

Ott 24th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

lavoroBelluno, 24 ottobre 2014 – «Era ora. L’insediamento del nuovo organismo che gestirà i così detti “Fondi Brancher”, dopo più di quattro mesi dall’abolizione dell’Odi, è una notizia positiva, così come la nomina di un bellunese alla presidenza. Tuttavia, non possiamo non stigmatizzare il troppo tempo perso, che va a scapito del territorio e delle imprese. A questo punto, auspichiamo che questo nuovo organismo diventi subito operativo».

Ance Belluno, Unione Costruzioni Appia-CNA di Belluno e Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Belluno commentano così l’insediamento del “Comitato per i Fondi di Confine” avvenuta stamattina (venerdì 24 ottobre) a Roma. «L’aspetto positivo – sottolineano le tre associazioni di categoria in una nota congiunta – è che si mette fine all’incertezza di questi mesi, durante i quali mancava un interlocutore. Per i pochi lavori assegnati e in fase di esecuzione, non si sapeva nemmeno se le nostre aziende avrebbero preso i soldi, visto che la stazione appaltante (Comuni, Provincia o Unione montana che sia) non sapeva bene a chi rivolgersi per avere l’erogazione del finanziamento. Questo problema dovrebbe essere superato. Ma restano le incognite per l’immediato futuro: si sbloccherà davvero l’attuale situazione di stallo? Siamo alla fine del 2014 e non sono nemmeno stati riaperti i termini per la presentazione di progetti a valere sul 2013».

«Proprio a causa di questo immobilismo seguita alla cancellazione dell’Odi – aggiungono Ance Belluno, Unione Costruzioni Appia-CNA di Belluno e Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Belluno – sono “congelati” circa centossessanta milioni di investimenti. In un momento di crisi gravissima per il settore dell’edilizia, provocato anche da una contrazione degli appalti pubblici, questa situazione è intollerabile: lo sblocco dei “Fondi Brancher” deve perciò essere una priorità».

«L’Odi aveva sicuramente alcuni limiti – concludono le associazioni di categoria – ma almeno aveva sviluppato una procedura e definito la convenzione quadro per l’avvio effettivo dei lavori da parte dei comuni. Se va bene, la maggioranza dei progetti inclusi delle graduatorie 2010/2011 e 2012 si tradurranno in cantieri a fine 2015. Ad oggi, su 100 milioni disponibili, i lavori effettivamente cantierati sono pari a poco meno di 4. Molti progetti sono in fase di progettazione definitiva, ma intanto le imprese aspettano. E per il futuro? Quanto dovrà ancora passare prima che i soldi stanziati siano effettivamente utilizzati per realizzare opere pubbliche? Ancora una volta, saranno le aziende e il territorio a pagare per l’indecisione della politica. Forse qualcuno non se n’è accorto, ma il tempo e la pazienza sono finiti. Perciò ai componenti del nuovo organismo di gestione dei “Fondi Brancher” diciamo: fate presto!»».

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