Tuesday, 21 November 2017 - 04:38

Discese su skateboard dal Passo Giau. Piccoli: “Una moda che può diventare tragedia. Si modifichi il codice della strada. Garantita la sicurezza potrà diventare un’attrazione”.

Ott 22nd, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

Giovanni Piccoli, senatore Pdl

“Quella che è una moda può trasformarsi in tragedia. Dobbiamo intervenire dal punto di vista legislativo con un’apposita norma nel codice della strada”.

A parlare è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, che così interviene sul fenomeno delle folli discese in skateboard dal passo Giau, “moda” più volte denunciata dal sindaco di Colle Santa Lucia Oscar Troi. Sulla questione è intervenuta la scorsa estate anche la Prefettura di Belluno che ha aumentato i controlli delle forze dell’ordine sul tratto in funzione di supporto alla polizia locale.
“Tutto questo però non può bastare perché, come segnalato dal sindaco Troi, non esiste il modo di sanzionare in maniera pesante questi soggetti che si lanciano dal passo su strade aperte al traffico. Per questo penso sia opportuno studiare una norma, probabilmente una modifica al codice della strada, che permetta sanzioni adeguate e non piccole multe inferiori ai 50 euro, così come avviene ora”.
“Dobbiamo renderci conto che tali comportamenti possono davvero mettere a repentaglio l’incolumità di chi percorre legittimamente il passo”, prosegue Piccoli.
Piccoli guarda anche con preoccupazione al filmato postato su YouTube dove si vedono le “gesta” di alcuni skateboarder impegnati proprio nella discesa a tutta velocità del passo Giau: “Di fronte a oltre 250 mila visualizzazioni dobbiamo interrogarci sull’effetto di emulazione che tale video può provocare tra i più giovani. Non deve passare il messaggio che tale pratica è lecita in strada aperta al traffico. Altro discorso è regolamentarla come già avviene in altri sport estremi dove ci sono precisi protocolli di sicurezza”, conclude Piccoli, che anzi rilancia: “Una volta garantita la sicurezza di tutti, perché non possiamo pensare a farla diventare un’attrazione turistica? E’ una idea sulla quale occorre lavorare”.

Raccoglie il guanto della sfida lo stesso Troi: “Il problema sta nell’assenza di regole e di sicurezza. Se riusciremo a garantire entrambe, nessuno esclude un ragionamento di tipo turistico: gli amanti degli sport adrenalinici sono in costante aumento e portarli al Giau potrebbe essere una opportunità per tutti”.

Troi torna poi al cuore del problema: “La priorità resta comunque garantire la sicurezza di tutti. Come comune piccolo abbiamo a disposizione solo un vigile per l’intero territorio comunale, è ovvio che servono altri strumenti, anche normativi per mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di operare”, conclude Troi.

 

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