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Auto storiche ultraventennali, fine dell’esenzione bollo e fine del monopolio dell’inadempiente Asi

Ott 19th, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

auto fiat punto 1994La Legge di stabilità cancella il regime fiscale agevolato (bollo solo in caso di circolazione di 28.40 euro per le auto e 11,36 per le moto) per le auto e moto storiche dai 20 ai 30 anni. Cessa così anche il monopolio Asi Automotoclub storico italiano che certifica la storicità dei veicoli e che dal 2000 avrebbe dovuto pubblicare la lista di veicoli dai 20 ai 30 anni storici (come ha fatto l’Fmi Federazione motociclistica italiana) e non l’ha mai fatto, per incassare la tessera d’iscrizione al club.

Una storia tipicamente italiana che vale la pena d’esser raccontata. Nel cosiddetto collegato alla legge finanziaria dell’anno 2000 (art.63 L.342/2000), si stabiliva che l’Automotoclub Storico Italiano (Asi) per le auto e la Federazione Motociclistica Italiana (Fmi) per le moto, avrebbero dovuto redigere un elenco dei veicoli di età compresa dai 20 ai 30 anni di particolare interesse storico collezionistico. Auto e moto comprese nelle due liste avrebbero così beneficiato dell’esenzione del bollo o, in caso di circolazione, della tassa agevolata rispettivamente di 50.000 e 20.000 lire, oggi 28,40 e 11,36 euro, esattamente come i veicoli con più di 30 anni che beneficiano tutti d’ufficio di questo regime agevolato. La norma fissava inoltre i criteri generali per l’identificazione dei veicoli storici: ad esempio quegli esemplari costruiti per le competizioni, per la ricerca tecnica o quei modelli che avessero rivestito particolare interesse per rilievo industriale, sportivo, estetico e di costume. Per le moto, tutto filò liscio, la Fmi poco dopo pubblicò la lista in internet. Per le auto, invece, il Ministero delle Finanze si vide costretto ad intervenire nel giugno 2000 con una nota, dove, nel rinnovare all’Asi la richiesta di pubblicazione della lista, diceva anche che non può essere imposto nessun obbligo di certificazioni per l’esenzione, né tantomeno il restauro del veicolo, in netto contrasto a quanto sostenuto dall’Asi. Ma non è finita. L’Asi, non ne ha mai voluto sapere di pubblicare la lista ed ha costretto gli automobilisti possessori di auto ultraventennali all’iscrizione ad un club federato Asi per il rilascio del certificato d’esenzione.

Va detto che in questi 14 anni l’Asi ha certificato di tutto e di più, bastava pagare l’iscrizione ad un club e inoltrare la richiesta. Cosicché, su totale di circa 4 milioni di auto storiche, si stima che solo 800mila sarebbero realmente d’interesse storico collezionistico. Le altre sarebbero solo delle vecchie auto certificate storiche, che circolano sulle strade con bollo e assicurazione agevolati, ma non si vedono mai ai raduni.

Spiace dunque, per le vere auto storiche ventennali, che la mannaia di Renzi si sia abbattuta cancellando i benefici, ma consola il fatto che lo Stato si liberi finalmente dell’inadempiente certificatore Asi.

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2 comments
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  1. In effetti c’è una profonda e sostanziale differenza tra “auto storiche ” ed “auto vecchie”, ma in Italia si sa bene come funziona o, si potrà finalmente dire, …. funzionava?

  2. questi al governo non solo sono dei barboni (prendono così poco da non poter dare nulla al paese) ma si accaniscono ovunque possono….ora è il turno delle auto vecchie che certo non possono percorrere i chilometri delle auto nuove!
    Manca solo di attuare una idea famosa di Paperon de Paperoni…perchè non tassare l’aria che si respira?Sospironi=dollaroni,sospirucci=dollarucci(da il RESPIROMETRO)

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