Monday, 25 September 2017 - 20:55

Servizi sanitari territoriali. «Utap sono un fallimento in montagna, le Ulss promuovano la nostra specificità»  * intervento di Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno, associazione sindacale provinciale dei titolari di farmacia di Belluno

Ott 18th, 2014 | By | Category: Lettere Opinioni, Riflettore, Società, Istituzioni
Roberto Grubissa

Roberto Grubissa

Dov’è la tanto agognata specificità bellunese? E’ tempo di riempire questo concetto di contenuti reali, come la farmacia dei servizi. Invece, si punta ad allontanare i medici e portarli nei fondovalle. Aggregare i medici nel Bellunese significa pensare che lo Zoldano o il Comelico siano come un quartiere di Padova. I bellunesi dovrebbero avere le stesse opportunità dei cittadini che vivono in città, almeno per quanto riguarda la salute. Invece, uniformando i servizi, si creano cittadini di serie A e serie B.

I nostri direttori sanitari dovrebbero farsi portavoce dei bisogni del territorio, riconoscendo il fallimento delle aggregazioni di medici in montagna. Li invito ad ascoltare pazienti, cittadini, e sindaci. Noi farmacisti, che viviamo giorno per giorno il territorio e siamo in contatto soprattutto con le fasce deboli della popolazione, abbiamo ben chiaro cosa farebbe bene alla vita in montagna e cosa la rende ancora più difficile.

Ma ormai è chiaro anche a livello nazionale: sindacati dei medici hanno capito che i grandi ambulatori come gli Utap creano solo disagi al di fuori delle grandi città, tanto che l’hanno messo nero su bianco nella bozza di nuova convenzione con lo Stato. Nel documento, pubblicato in un’anticipazione esclusiva del Sole 24 Ore, ministero e mediciconcordano sulla necessità che le aggregazioni vadano istituite solo nelle zone ad alta densità di popolazione.

Innovazione, risparmi e miglioramento dei servizi per i cittadini della montagna, potrebbero già essere realtà se la Regione Veneto avesse rinunciato alla distribuzione diretta dei farmaci e a ridurre gli ambulatori, puntando piuttosto sulla farmacia dei servizi: le tecnologie permettono già di effettuare in farmacia l’elettrocardiogramma, la spirometria, esami di prima istanza come colesterolo, trigliceridi, glicemia. Il referto firmato dal medico arriva in farmacia in tempo reale, senza spostarsi dal proprio paese.

Infine, far sì che i medici di medicina generale rimangano nei loro ambulatori, anche nei comuni più piccoli, significherebbe difendere la sostenibilità della farmacia. Ricordo a tutti, direttori sanitari compresi, che i farmacisti conoscono meglio dei medici se e quanto i pazienti seguano la terapia prescritta. La nostra presenza è fondamentale per il monitoraggio, siamo sentinelle nel territorio, presidio sanitario cruciale e apprezzato. Vorremmo continuare il nostro lavoro con i medici, ma se le politiche non cambiano che faremo? Quando si aggregheranno gli ambulatori, dovremo fare noi i medici nei paesi di montagna?

Roberto Grubissa –  presidente di Federfarma Belluno, associazione sindacale provinciale dei titolari di farmacia di Belluno

 

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2 comments
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  1. E’ un anno che faccio presente questa disgrazia per il nostro territorio.
    Un esempio si verifica nell’alto Agordino, dove zone come la Val Fiorentina sono praticamente prive di copertura e per visite ed urgenze si deve scendere a fondovalle, in quel di Alleghe.
    Le farmacie di conseguenza seguiranno lo stesso destino. Ricordate quanto è successo ad esempio a Cibiana di Cadore?
    Ma sembra che a nessuno ne possa fregare alcunché.
    Ben venga la denuncia di Gubrissa.
    La presidente della nuova “area vasta” ha qualcosa da dire in proposito?
    E le associazioni di categoria che si riempiono sempre la bocca di specificità ed autonomia?
    E Bond e Reolon che gongolano per il mantenimento della palla ai piedi del Codivilla?

  2. È una situazione insostenibile. Si pensa di poter riprodurre in montagna servizi analoghi alla pianura. Se seguiamo il pssr cosi come si pone per i gruppi di medicina integrata molte nostre frazioni e vallate verranno spogliate del servizio ambulatoriale con gravi conseguenze anche per i presidi farmaceutici.

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