Thursday, 23 November 2017 - 18:45

La comunità di Erto riflessa nella laboriosità delle api. All’ottavo simposio di scultura viene premiata l’opera dell’artista spagnola Inma Garcia Arribas, che evidenzia l’ingegno e la capacità di rinascere e prosperare

Ott 14th, 2014 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Il 12 ottobre si è conclusa l’ottava edizione del simposio di scultura lignea di Erto, organizzato dall’Ecomuseo Vajont-continuità di vita, l’associazione che ormai da anni promuove e tutela il significato della continuità all’interno della comunità ertana, che fu colpita dalla tragedia del 9 ottobre 1963 e seppe difendere e ricostruire il proprio nucleo collettivo senza perdere identità e dignità. Nove gli artisti presenti, provenienti dall’Italia e dall’estero, impegnati a ricavare dai tronchi di cirmolo, armati di scalpelli e motosega, opere di pregio artistico molto diverse fra loro: dalle figure concrete ma simboliche di uomini e animali a lavori più astratti e concettuali, tutte però accomunate dal fil rouge della continuità di vita, tema e motivo ispiratore del simposio e dei suoi artisti.

L'artista spagnola Inma Garcia Arribas

L’artista spagnola Inma Garcia Arribas

Per tre giorni, nel fine settimana dal 10 al 12 ottobre, gli scultori hanno lavorato alle loro creazioni dislocati nelle vie principali del centro storico e della parte nuova dell’abitato di Erto dove, in diversi luoghi caratteristici, negozietti e trattorie, erano ospitate anche alcune opere realizzate nelle precedenti edizioni del simposio, che hanno dato vita ad una vera e propria mostra itinerante per i visitatori, sottolineando una volta di più il legame che esiste fra arte e vita. Un nesso messo in luce anche dalle altre forme di espressione artistica intervenute al simposio: lo spettacolo teatral-musicale dei Lady sings the blues che hanno dato rilievo alla falesia di Erto esibendosi sabato sera ai piedi della parete rocciosa solitamente meta dei più forti free climbers, e la sofisticata musica jazz del Trio Dresna, che ha accompagnato il finale del simposio domenica pomeriggio.

Proprio pensando all’importanza che riveste la volontà di recuperare e far rivivere i valori, i ricordi e il modo di essere di una comunità, l’associazione ha scelto l’opera maggiormente rappresentativa del concetto di “continuità di vita”. Si tratta della scultura dell’artista spagnola Inma Garcia Arribas, che raffigura le celle di un alveare circondate di api al lavoro. Secondo il parere dell’Onlus ertana, l’operosità e la solidarietà che le api dimostrano nella costruzione e nella cura del loro rifugio simboleggiano “lo spirito con il quale gli ertani hanno saputo affrontare il dolore della tragedia continuando ad andare avanti recuperando l’equilibrio e la naturalità delle loro esistenze”, come si legge nella motivazione letta dal sindaco di Erto e Casso, Luciano Pezzin, di fronte al pubblico e agli artisti radunati in via IX ottobre 1963 dove ognuno ha presentato la propria opera.

La stessa Inma Garcia Arribas, sorpresa e sorridente per il riconoscimento, così ha definito la sua scultura: “Può rompersi lo strato della terra, portare dolore da ricordare in eterno ma ogni pezzo di questo strato potrà essere fondamenta di nuova vita”. Un ringraziamento speciale dell’associazione Ecomuseo Vajont e del comune di Erto e Casso va allo scultore padovano Domenico Travaglia, il quale non ha potuto terminare la propria scultura per un malore che lo ha allontanato forzatamente dal simposio prima della sua conclusione.

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