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Idv, nascita e morte di un partito * di Cristina Muratore

Cristina Muratore
Cristina Muratore

Idv non esiste più! Forse interessa a pochi, comunque, per la mia storia personale, per quella di IDV e di tanti elettori, qualche spiegazione è, per me, d’obbligo.

Antonio Di Pietro dopo “Mani Pulite” ha fondato un partito che si è distinto per la priorità della “questione morale” della politica in un Paese affossato da corruzione e malaffare, come (appena accennato) spiega bene Sabina Guzzanti nel suo ultimo film “La trattativa”. Si è opposto a Berlusconi, a Monti, allo stesso ex alleato PD che sempre più si è appiattito ad essi, e infine all’intoccabile bi-presidente, firmatario di tante leggi-vergogna e testimone scomodo della suddetta trattativa. Partito scomodo quindi, in un costante contesto di larghe intese, è stato ovviamente disintegrato da un’oscena (e falsa!) campagna mediatica diffamatoria fino all’uscita di scena con la sconfitta di Rivoluzione Civile.

Dignitosamente dimessosi, ha lasciato la dirigenza al nuovo segretario Ignazio Messina (mi scuso per chi non lo conosce, ma un certo numero di “nuove tessere” lo ha votato) il quale ha a sua volta perso le europee, correndo solo col proprio simbolo (astutamente privato del nome del fondatore). Ma, con l’arroganza del “nuovo che avanza”, non ha valutato l’ipotesi dimissioni, ha invece pensato di rinnegare la storia politica di chi lo ha preceduto e, di fronte alle legittime richieste di nuovo congresso, ha invece creduto bene di commissariale tutti coloro che dissentivano. Ad esempio chi, come la dirigenza veneta, regolarmente eletta a congresso ( tra cui la sottoscritta alle Politiche di genere) chiedeva di non avvallare una vicinanza a questo PD, ormai sempre più vicino a logiche piduiste e inaccettabili per i nostri Valori. Finalmente alla festa annuale di S. Sepolcro anche il nostro Vero leader, Antonio Di Pietro, ha capito che ormai le ambizioni di Idv si sintetizzano nell’elemosinare qualche poltrona al Pd (Pdl) ed ha lasciato definitivamente la “sua creatura”.

A questo punto tutti noi, ex dirigenti ed attivisti non possiamo che seguirlo, rigettando le tessere in attesa di un suo cenno. Leggendo sul Fatto il nuovo progetto di candidarsi a sindaco di Milano, mi resta l’unico rammarico di non abitare in quella città per dargli il mio voto!
Cristina Muratore – Ex Idv, dipietrista

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