Friday, 22 September 2017 - 13:30

Idv, nascita e morte di un partito * di Cristina Muratore

Ott 11th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Cristina Muratore

Cristina Muratore

Idv non esiste più! Forse interessa a pochi, comunque, per la mia storia personale, per quella di IDV e di tanti elettori, qualche spiegazione è, per me, d’obbligo.

Antonio Di Pietro dopo “Mani Pulite” ha fondato un partito che si è distinto per la priorità della “questione morale” della politica in un Paese affossato da corruzione e malaffare, come (appena accennato) spiega bene Sabina Guzzanti nel suo ultimo film “La trattativa”. Si è opposto a Berlusconi, a Monti, allo stesso ex alleato PD che sempre più si è appiattito ad essi, e infine all’intoccabile bi-presidente, firmatario di tante leggi-vergogna e testimone scomodo della suddetta trattativa. Partito scomodo quindi, in un costante contesto di larghe intese, è stato ovviamente disintegrato da un’oscena (e falsa!) campagna mediatica diffamatoria fino all’uscita di scena con la sconfitta di Rivoluzione Civile.

Dignitosamente dimessosi, ha lasciato la dirigenza al nuovo segretario Ignazio Messina (mi scuso per chi non lo conosce, ma un certo numero di “nuove tessere” lo ha votato) il quale ha a sua volta perso le europee, correndo solo col proprio simbolo (astutamente privato del nome del fondatore). Ma, con l’arroganza del “nuovo che avanza”, non ha valutato l’ipotesi dimissioni, ha invece pensato di rinnegare la storia politica di chi lo ha preceduto e, di fronte alle legittime richieste di nuovo congresso, ha invece creduto bene di commissariale tutti coloro che dissentivano. Ad esempio chi, come la dirigenza veneta, regolarmente eletta a congresso ( tra cui la sottoscritta alle Politiche di genere) chiedeva di non avvallare una vicinanza a questo PD, ormai sempre più vicino a logiche piduiste e inaccettabili per i nostri Valori. Finalmente alla festa annuale di S. Sepolcro anche il nostro Vero leader, Antonio Di Pietro, ha capito che ormai le ambizioni di Idv si sintetizzano nell’elemosinare qualche poltrona al Pd (Pdl) ed ha lasciato definitivamente la “sua creatura”.

A questo punto tutti noi, ex dirigenti ed attivisti non possiamo che seguirlo, rigettando le tessere in attesa di un suo cenno. Leggendo sul Fatto il nuovo progetto di candidarsi a sindaco di Milano, mi resta l’unico rammarico di non abitare in quella città per dargli il mio voto!
Cristina Muratore – Ex Idv, dipietrista

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5 comments
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  1. Brava Cristina onore a te che sai decidere, la politica si serve di strum,enti che sono i parti, i movimenti e le persone e quando questi strumenti non funzionano piu o sono logori bisogna gettarli e sostituirli. Questo fanno le persone libere e dignitose!

  2. condivido ciò’ che tu descrivi – i valori sono sempre valori e non si possono ne vendere e neppure comprarli….ma…tenerli stretti dentro di noi e gli altri possano vedere…

  3. sono daccordo.

  4. Cristina non è proprio come la racconti tu. Un partito che ogni volta che c’è qualcun altro al potere non riconosce la legittimità delle scelte, non è che si puo dire che lavori per la difesa della questione morale. E poi dmmi era morale che Di Pietro sostenesse Rinaldi alle elezioni? Che andasse in tv e non si candidasse? Era morale che non espelleste un vostro dirigente che a padova si candida nelle liste non di idv e senza che Pesavento ne chiedesse le dimissioni? tanta amarezza la porto dentro anche io ma le scelte si costruiscono in funzione di programmi che si chiamano democrratici. Le lotte di potere perchè dii questo si tratta ineteressano solo noi, non chi deve scegliere di che partito fidarsi votarlo. Ammesso che abbia ancora senso parlarne.

  5. cara cristina,
    ovviamente nel suo bellissimo ragionamento ha omesso fatti, cose e persone che hanno un peso specifico nella storia di Italia dei Valori. Lei parla del Dott. Di Pietro omettendo pero’ di citare le sue responsabilità politiche rispetto alle scelte (individuali) di posizionare nelle liste i vari Piredda, Paladini, Fusco, Razzi, De Gregorio (per citare i nomi piu’ illustri). A Lui e solo a lui deve essere imputata la responsabilità politica della disfatta dell’IdV (con la penosa scelta di aderire a rivoluzione civile). ma ripercorriamo un secondo gli avvenimenti:
    nel novembre del 2012 scoppia lo scandalo maruccio nel Lazio (lo aveva scelto lui o sbaglio) in concomitanza di un altro esponente della Lombardia che pare avesse usato fondi pubblici per sovvenzionare il proprio albergo (non ne ricordo il nome e vogliate scusarmi). A dicembre dello stesso anno (2012) esattamente il 15 viene celebrata al Marriott di Roma una nuova fase fondativa che apre il percorso ad un congresso straordinario che porterà all’eliminazione del nome dal simbolo e all’elezione di un segretario nazionale (io c’ero e lei cara Cristina?).
    da quel momento si salvi chi puo’: lasciano Donati – Paladini – Fusco – Quaini – Formisano – Orlando – Bellisario….. etc…… e parte il progetto di rivoluzione civile finito clamorosamente in m…a!
    febbraio 2013 di Pietro in persona fa un giro di tutte le regioni e annuncia il congresso nel quale si presenterà dimissionario (a detta sua irrevocabili)…….parte la fase congressuale.
    da qui ai giorni nostri il passo è bvreve……. ma c’è ancora tanta gente che crede in idv e nei suoi valori….. se per Lei la cosa è diversa……e se davvero ha amato questo Partito….vada via senza colpo ferire…….perchè accanirsi su un cadavere (a suo dire).

    detto questo, vorrei pero’ anche capire cosa ha fatto Lei nel veneto insieme ai dirigenti “eletti” per non essere commissartiati: avete presentato qualche lista? avete fatto politica attiva?

    ai posteri l’ardua sentenza.

    Cordiali saluti-

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