Wednesday, 20 September 2017 - 14:59

Reperibilità psicologica. Ecco i risultati della collaborazione tra Dolomiti Emergency, Suem 118, Soccorso alpino e Associazione psicologi per i popoli

Ott 7th, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Sanità, Società, Istituzioni

dolomiti emergencySono stati resi noti questa mattina al Centro Culturale Piero Rossi i risultati del Servizio di reperibilità psicologica nei contesti di emergenza- urgenza, iniziativa che ha visto la collaborazione tra Dolomiti Emergency, Suem 118 di Pieve di Cadore, Soccorso Alpino e Associazione psicologi per i popoli.

Gianluca Dal Borgo

Gianluca Dal Borgo

L’esperienza di reperibilità psicologica ha preso avvio il 14 giugno e si è chiusa il il 14 settembre, periodo nel quale 12 psicologi facenti parte dell’ Associazione psicologi per i popoli si sono resi disponibili ad intervenire in caso di incidenti in montagna e stradali per dare sostegno psicologico alle vittime e ai loro familiari. Il presidente di Dolomiti Emergency Gianluca Dal Borgo ha spiegato che con questo servizio si è cercato di umanizzare il sistema di soccorso, prendendo a modello i Paesi del Nord dove già da tempo sono presenti iniziative di tal genere. L’idea, infatti, è di offrire un aiuto non solo alle vittime degli incidenti, ma anche ai soccorritori stessi, i quali sono sottoposti ad un forte stress e carico emotivo che se mal gestiti possono dar origine alla sindrome da burn-out.

 

Pietro Paolo Faronato direttore generale Ulss 1 Belluno

Pietro Paolo Faronato direttore generale Ulss 1 Belluno

Come descritto dal direttore generale dell’Ulss 1, Pietro Paolo Faronato, l’inserimento dell’assistenza psicologica nel sistema di soccorso rientra nell’obbiettivo di presa in carico completa del paziente. Una buona rete di rapporti tra associazioni e volontariato è stata fondamentale alla buona riuscita del progetto, come anche la coordinazione e l’unione tra energie e risorse.

Il Primario del Suem 118, Giovanni Cipolotti, ha inoltre precisato che Dolomiti Emergency investe i soldi dell’utente in progetti che, come questo, sono utili al cittadino. Ciò ha permesso il crearsi di una buona rete di sostegno anche con il volontariato e l’Associazione psicologi per i popoli.

Presente all’incontro la psicologa Cristina Zaetta, coordinatrice del progetto, ha riferito che durante il periodo estivo sono stati effettuati 22 interventi distribuiti nei territori di  Cadore, Cortina, Comelico, Bellunese e Agordino. La maggior parte degli incidenti si sono verificati in montagna, ma ci sono stati anche 5 casi di suicidio e l’intervento durante l’esondazione avvenuta a Refrontolo.

Gli psicologi in situazioni di emergenza venivano contattati dal 118 di Pieve di Cadore da cui partiva la chiamata e si recavano sul posto collaborando con le Forze dell’Ordine e i volontari presenti sul campo. Il compito principale è stato quello di dare un primo supporto alle vittime e ai familiari per aiutarli ad affrontare l’evento traumatico, facendo leva sulle loro risorse. Accompagnare la persona nel capire cosa sta accadendo e fornirle informazioni può, infatti, essere utile a superare i momenti di disorientamento dovuti all’incidente.

Il costo del progetto è stato di 13.573 euro, investiti da Dolomiti Emergency, che quest’anno ha visto raddoppiare i suoi soci giungendo a un totale di 8.500 assicurati. L’intenzione è quella di potenziare ancora l’associazione per permettere l’estensione del progetto di reperibilità psicologica ad ulteriori periodi dell’anno.

Valentina De Nart

 

 

 

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