Wednesday, 20 September 2017 - 14:57

“Chiavi di Accesso – L’arte contemporanea nella storia dei luoghi”. Il progetto partirà il 15 dicembre in Cadore

Ott 7th, 2014 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina, Società, Istituzioni
Gianluca d'Incà Levis

Gianluca d’Incà Levis

Si è svolta questa mattina nella Sala degli Affreschi del palazzo della  Provincia di Belluno la conferenza stampa di presentazione di “Chiavi di Accesso – L’arte contemporanea nella storia dei luoghi”, il progetto culturale promosso da GAL Alto Bellunese nell’ambito del programma Interreg IV I-A “ADMuseum”.

Un progetto, Chiavi di Accesso, che vedrà coinvolti dal 15 dicembre 2014 al 31 gennaio 2015 il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi a Cortina d’Ampezzo, il Museo Etnografico Al Pojat di Zoppé di Cadore e la sede della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, che ospiteranno rispettivamente gli interventi artistici di tre giovani, già affermati artisti contemporanei:  Michael Fliri, Mario Tomè e Nicolò Degiorgis.
Alla conferenza stampa erano presenti Flaminio Da Deppo, Presidente GAL Alto Bellunese, Renzo Bortolot, Presidente Magnifica Comunità di Cadore e Sindaco del Comune di Zoppè di Cadore, Alessandra de Bigontina, Direttrice Musei delle Regole di Cortina D’Ampezzo e Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee.
“Nostro intento è quello di spronare ad una riflessione sull’arte contemporanea e sul ruolo delle istituzioni museali, chiamando tutti i partecipanti, spettatori ed attori, ad un ruolo attivo” ha detto Bortolot.
“Oggi l’arte si trova ovunque, da Internet ai media. Siamo sommersi da un’enorme quantità di mostre spesso di dubbia qualità” ha continuato il Presidente del GAL Alto Bellunese Flaminio Da Deppo. “Il nostro intento è quello di accogliere in una realtà di provincia come la nostra delle esperienze di alto livello, mettere insieme curatori, istituzioni museali e artisti per tracciare rotte diverse, per restituire ai musei un ruolo di laboratori di cultura, dando agli artisti il compito di interpretare nella chiave dell’arte contemporanea quegli stessi territori che i musei territoriali interpretano”.
“Vorremmo andare al di là del concetto classico di mostra” ha concluso Gianluca d’Incà Levis “per esplorare territori inediti, ciò che da qualche anno facciamo con Dolomiti contemporanee.  L’arte è da sempre la lente attraverso la quale l’uomo esplora il mondo e il proprio territorio: lo stesso vale per quella contemporanea. Gli artisti sono stati chiamati a vivere il territorio fisicamente, a relazionarsi ad esso, ad esperirlo attraverso i propri strumenti artistici, che saranno poi portati all’interno dei musei tematici, in un cortocircuito di linguaggi che apra nuove potenzialità di fruizione culturale degli stessi musei”.
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