Tuesday, 21 November 2017 - 04:24

A Venezia si discute su quale grado di autonomia chiedere a Roma per il Veneto

Ott 7th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Costantino Toniolo

Costantino Toniolo

“Mi rallegro per la conferma che oggi viene dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini: la strada giusta per il Veneto è quella dell’autonomia, perché la Costituzione non permette l’indipendenza! E’ la strada aperta con la legge da me proposta e approvata dal Consiglio regionale per l’istituzione del referendum sull’autonomia della Regione del Veneto!” Lo afferma il presidente della Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto, Costantino Toniolo (NCD), primo firmatario della legge per l’istituzione del referendum consultivo sull’autonomia della nostra regione.

“Noi del NCD Veneto Autonomo l’abbiamo detto sin dall’inizio”, prosegue Toniolo, “che è giusto dare voce al popolo, a tutti i cittadini che abitano in Veneto affinché si esprimano, anche sull’indipendenza, ma le uniche situazioni possibili sono l’autonomia o lo “status quo. A sua volta l’autonomia può avere diversi gradi. E su questo anche la segreteria della Lega concorda”.

“Mi sento però di chiarire ai cittadini la questione dei finanziamenti”, aggiunge Toniolo: “i fondi per il referendum sull’autonomia ci sono e sono istituzionali, ovvero vengono dai capitoli del bilancio della Regione. La raccolta fondi realizzata dalla Regione è finalizzata invece al referendum sull’indipendenza”.

“Ma quale grado di autonomia può conquistarsi il Veneto?”, sottolinea Toniolo: “è su questo che va sviluppato il dibattito, non sulla dicotomia autonomia-indipendenza, perché il secondo termine è fuori discussione, escluso dalla Costituzione italiana”.

“Certo è che per dare slancio all’economia del nostro Veneto e creare quindi posti di lavoro”, continua Toniolo, “abbiamo bisogno che rimangano maggiori risorse nelle casse degli enti locali e della Regione, al fine di creare quelle condizioni strutturali finalizzate allo sviluppo economico e al benessere dei nostri cittadini”.

“Ma non è solo una questione di risorse”, conclude, “bisogna approfondire anche i temi del decentramento e del federalismo: quali funzioni può avere in più rispetto ad ora la Regione del Veneto? Le due regioni autonome confinanti sono due esempi da studiare e analizzare e da imitare: il Friuli Venezia Giulia regione autonoma classica, mentre il Trentino Alto Adige ad un livello più spinto di autonomia”.

 

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