Friday, 22 September 2017 - 13:40

 Appia CNA Belluno, Confindustria Belluno Dolomiti e Confartigianato Belluno: “Manutenzione inadeguata delle strade bellunesi, servono maggiori investimenti.  è in gioco la sicurezza degli utenti e il rilancio di un settore in crisi come l’edilizia”

Ott 2nd, 2014 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Palazzo Doglioni Dalmas sede di Confindustria Belluno Dolomiti

Palazzo Doglioni Dalmas sede di Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno, 2 ottobre 2014 – «Pensare a opere pubbliche e interventi di manutenzione straordinaria sulle strade bellunesi per garantire la sicurezza e per sostenere il comparto dell’edilizia». E’ quanto chiedono Confindustria Belluno Dolomiti, Confartigianato Belluno e Appia – CNA Belluno, attraverso le rispettive sezioni di categoria. «Nella nostra provincia – spiegano la categoria Edili di Confartigianato Belluno, l’Unione Costruzioni dell’Appia-CNA di Belluno e Ance Belluno – sono molte le situazioni ad alto rischio, a cominciare dalle strade e dalla viabilità. Per non parlare del dissesto idrogeologico: la fragilità del nostro territorio emerge con preoccupante continuità ad ogni evento meteorologico rilevante. La regola del prevenire anziché curare è sempre valida, ma stenta purtroppo a trovare applicazione».

Dello stesso avviso anche le Associazioni bellunesi dell’Autotrasporto, i cui associati quotidianamente macinano chilometri e chilometri in condizioni poco sicure, a causa di manutenzioni scadenti, di strade dissestate, di piante che invadono la carreggiata, di rischi valanghe o smottamenti, come nei mesi invernali o nelle scorse settimane in Comelico. «Dopo una stagione invernale che ha messo a dura prova l’infrastruttura viaria del Bellunese, soprattutto nella parte alta della provincia – denunciano i presidenti dell’Autotrasporto – gli interventi di manutenzione e ripristino del manto stradale sono stati pochissimi e la preoccupazione è per il prossimo inverno sempre più vicino. Perché se nulla è stato fatto durante il periodo estivo – si chiedono – cosa possiamo attenderci dalla prossima stagione invernale? Giusto qualche intervento di sistemazione degli asfalti si sta registrando proprio in questi giorni, ma resta ben poca cosa rispetto ai bisogni effettivi».

Tali carenze e tali ritardi stanno avendo pesanti ripercussioni anche sui bilanci delle aziende di trasporto. «Chi viaggia quotidianamente da Belluno in direzione nord – puntualizzano i presidenti  della categoria Autotrasporti di Confartigianato Belluno,  della Sezione Trasporti di Confindustria Belluno Dolomiti e di quella di Appia-CNA – deve fare i conti con buche, affossamenti, cedimenti di parti della carreggiata che rendono il percorso faticoso, deleterio per la funzionalità dei mezzi, quando non si è obbligati a percorsi alternativi, il cui chilometraggio aumenta notevolmente i tempi, con i relativi costi, ma pure il rischio di incidenti».

«Qualcosa è stato fatto – proseguono le associazioni di categoria – ma è ancora poco. I lavori di messa in sicurezza della galleria “Caralte” lungo la statale Alemagna (circa 4 milioni di euro), sono iniziati ad aprile scorso e sono fase di ultimazione. Un altro appalto di 6 milioni, proprio in queste settimane, è stato affidato per la manutenzione straordinaria del Ponte Cadore sempre sulla Statale d’Alemagna, purtroppo a un’azienda proveniente da fuori provincia».

«Sono troppi anni che mancano interventi significativi sulle strade in provincia di Belluno – denunciano concordi i rappresentanti delle Organizzazioni industriali e artigiane bellunesi dell’Edilizia e dell’Autotrasporto – siamo in montagna e le condizioni atmosferiche richiedono attenzioni ben più consistenti che altrove. Non si dimentichi che le nostre strade sono collegamenti internazionali dal Nord Europa verso il Mediterraneo come tra Est e Ovest: passaggi alquanto utilizzati anche da vettori stranieri in alternativa a percorsi autostradali. Ma le strade sono inoltre – fanno ben presente i rappresentanti dell’Autotrasporto e dell’Edilizia bellunese – i biglietti da visita con cui presentarsi ai turisti e vista la sterzata impressa verso il turismo, come fulcro dell’economia provinciale, un ragionamento va fatto anche in questo senso».

Dunque, servono investimenti. «Effettuare scelte di questo tipo vorrebbe dire pensare alla sicurezza degli utenti della strada e dare opportunità di lavoro alle aziende locali. Ai nostri politici chiediamo – concludono le associazioni di categoria – un’azione in questa direzione, portando le istanze della montagna a Roma come a Venezia. Il Bellunese ne ha davvero bisogno!».

 

Share

One comment
Leave a comment »

  1. A Venezia non frega nulla di Belluno

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.