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Soccorso alpino: tre giorni di addestramento in grotta

Set 29th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

soccorso alpino II zona dolomiti bellunesiAsiago (VI), 29-09-14 Trentacinque ore continue di intervento per recuperare un ‘infortunato’ a 650 metri di profondità e riportarlo alla luce del sole. Questo è il tempo impiegato nei giorni scorsi per affrontare e ultimare l’emergenza in grotta, in una tre giorni di addestramento congiunto cui hanno preso parte venerdì, sabato e domenica scorsi, 26-27-28 settembre, un’ottantina di speleologi della VI Delagazione Veneto-Trentino Alto Adige e della II Delegazione Friuli Venezia Giulia del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Teatro delle manovre l’abisso di Malga Fossetta, sull’Altopiano di Asiago.
Questa cavità è una delle più profonde d’Italia (supera infatti i mille metri di profondità) ed ha alcune diramazioni attualmente in esplorazione a notevole profondità. La sua morfologia interna è caratterizzata da un susseguirsi di pozzi verticali alternati ad ambienti più stretti e complessi che rendono estremamente complicato un eventuale intervento di soccorso.
In questo scenario complesso si è simulato il soccorso a un infortunato bloccato a una profondità di 650 metri.
Le tre squadre di recupero, che si sono alternate nelle operazioni di trasporto della barella lungo la grotta, hanno impiegato 35 ore per riuscire a portare il ferito in superficie, superando tratti verticali, con l’ausilio di corde e tecniche specifiche, e ambienti angusti dove la barella è stata trasportata a braccia dai soccorritori.
Complessivamente all’esercitazione hanno partecipato circa 80 tecnici suddivisi in tre squadre all’interno della grotta e una esterna che ha fornito supporto tecnico e logistico al campo base allestito nei pressi di Malga Fossetta.
Erano presenti anche 4 tecnici del Soccorso speleologico sloveno, per consolidare una collaborazione tra soccorsi delle nazioni confinanti che ha avuto il suo banco di prova nell’intervento in Baviera del giugno scorso.
Le operazioni protrattesi per oltre cinquanta ore (sono infatti iniziate nella mattinata di venerdì con l’installazione del campo base e si sono concluse alla mattina di domenica con il debriefing finale), sono state costantemente monitorate e coordinate dall’esterno, attraverso una linea telefonica appositamente stesa lungo la grotta.
L’esercitazione è stata un importante banco di prova per testare l’operatività delle due delegazioni in scenari complessi, e per consolidare il rapporto tra le delegazioni vicine, condizione necessaria in caso di incidenti complessi.

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