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Presentata ieri ufficialmente la nuova Residenza teatrale bellunese. Alpago Novello: “Dopo 179 anni, il teatro Comunale è protagonista di una nuova inaugurazione”

residenza teatraleTib teatro, Circolo cultura e stampa bellunese e Slow machine sono i tre soggetti che compongono il nuovo progetto di Residenza teatrale bellunese che darà vita alle prossime tre stagioni di spettacoli al Teatro Comunale, fino al 2017 quando scadrà anche il mandato della giunta Massaro.

L’annuncio è stato ufficializzato ieri pomeriggio (venerdì 26 settembre 2014) da Renzo Poloni, presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti, che dopo quasi due anni di mediazione è riuscito a ricucire una situazione conflittuale, condita di veleni politici, che avrebbe potuto anche affossare la stagione teatrale bellunese.

«La scelta di aver coinvolto tre soggetti – ha detto Francesca De Biasi, presidente della Terza commissione cultura in consiglio comunale di Belluno – porterà luce a questo nostro territorio attraverso le loro diversità nell’offerta culturale».

teatro comunale interniL’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Claudia Alpago Novello, anche in rappresentanza del sindaco, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla costituzione della Residenza teatrale. «Il 26 settembre del 1835 con la Norma di Bellini – ha detto l’assessore – veniva inaugurato il Teatro Sociale di Belluno che diventerà poi Teatro Municipale e quindi Teatro Comunale. Questa sera, dopo 179 anni, abbiamo un’altra inaugurazione, la residenza teatrale bellunese, con la presentazione di tre spettacoli da parte dei soggetti Tib, Circolo cultura e stampa bellunese e Slow Machine». Alpago Novello ha parlato di una pregressa “criticità gestionale”, superata nell’agosto 2013 con la pubblicazione dell’avviso pubblico di manifestazione d’interesse per la costituzione della residenza teatrale ossia un progetto che prevede la stanzialità dei soggetti per creare spettacoli ed iniziative culturali. I tre requisiti richiesti erano essenzialmente quelli di radicamento nel territorio, un progetto teatrale e di garanzia gestionale, secondo delle linee guida che privilegiassero lo sviluppo artistico culturale e anche sociale, oltre la formazione e la promozione. La Fondazione teatri delle Dolomiti, che ha in comodato d’uso il Teatro comunale, avrà un ruolo di coordinamento anche delle proposte esterne, oltre a continuare ad assumersi i costi di mantenimento della struttura. Cariverona sosterrà per i prossimi tre anni la Fondazione teatri con un contributo di 100mila euro l’anno, grazie ai quali sono già in corso d’opera alcuni interventi di manutenzione straordinaria del Teatro comunale, come l’isolamento acustico e il restauro degli infissi soprattutto nel lato di Porta Doiona che in passato aveva creato problemi agli spettacoli per l’immissione di rumori. Labros Mangheras, presidente di Tib teatro, che da anni si occupa a livello nazionale delle residenze teatrali, ha sottolineato l’opportunità che ora si presenta dinanzi al progetto bellunese «Potremo accontentarci di gestire la stagione teatrale come si è sempre fatto – ha detto – oppure crescere e guardare ai bandi nazionali, fondati su parametri di qualità. Per accedervi serve il sostegno dell’ente locale e l’intervento della politica che deve stabilire le regole e i parametri corretti. Ma il teatro – ha concluso Mangheras – deve fare teatro, non servire ad altri scopi».

Il video della rappresentazione di Cappuccetto rosso proposta da Slow Machine andata in scena ieri sera al Teatro Comunale:

http://youtu.be/P1izcxMfDgY

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