13.9 C
Belluno
domenica, Maggio 31, 2020
Home Prima Pagina Cerca lavoro e le chiedono: "Ma di seno, che taglia porta?". Brutta...

Cerca lavoro e le chiedono: “Ma di seno, che taglia porta?”. Brutta scoperta per una 19enne trevigiana alla ricerca del primo posto di lavoro

sportello dei dirittiNon solo è diventata un’impresa trovare un posto di lavoro ma accade ancora che ci si possa imbattere in situazioni come quella di una 19enne di Treviso che dopo aver conseguito il diploma, ha tentato di mettersi in contatto via e mail con un potenziale datore di lavoro che offriva un’occupazione a tempo indeterminato con uno stipendio di 2’3000 euro al mese, cosa assai rara al tempo della crisi e della guerra all’art. 18.

La giovane si è vista replicare con una serie di risposte che apparentemente puntavano al sodo come “Quanto è alta e che misure porta?” sino ad arrivare alla fatidica “Ma di seno, che taglia porta?”. Richiesta e domanda che già facevano presagire che qualcosa non andava in quel primo scambio di messaggi. Ma la ragazza ha voluto comunque rispondere, dando all’uomo altezza, peso e taglia di pantaloni e maglietta. Risposta che non avrebbe soddisfatto appieno il titolare, che ha subito insistito. Al che la ragazza replicava “Ma sta cercando una segretaria o un’attrice porno?”. La risposta che ha ottenuto è stata questa: “Sto cercando una segretaria assistente, ma avrei piacere che mi piacesse e che sia ok. Non sono ossessionato dall’aspetto fisico, ma sicuramente seriamente interessato. Penso sappia come funzionano queste cose”.

Un primo colloquio che ha sicuramente lasciato l’amaro in bocca alla ragazza.La notizia ha fatto il giro immediatamente dell’edizione on line dei giornali rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, come se non sia una storia normale nella quale i datori di lavoro conoscono quanto sia prezioso ai giorni nostri lo specchietto delle allodole di un posto fisso. Ecco perchè anzichè di diminuire le tutele e demolire i diritti di centinaia di anni di battaglie, Bisogna pensare l’innalzamento delle garanzie a tutela dei i lavoratori stante il difficilissimo periodo che attraversa il Paese perchè non è che con la flessibilità che si risolve il cronico problema occupazionale italiano, come hanno dimostrato le riforme tra cui la famigerata ” Fornero ” che nulla ha cambiato.

Share
- Advertisment -

Popolari

Massaro e Perenzin sollecitano Zaia: «Asili nido ancora fermi. Vogliamo riaprirli, la Regione si decida»

  Appello dei sindaci bellunesi alla Regione Veneto affinché provveda alla riapertura degli asili nido: l'ordinanza regionale n. 50 dello scorso 23 maggio - che...

Escursionista si perde nella nebbia

Ponte nelle Alpi (BL), 31 - 05 - 20    Alle 11.15 circa la Centrale del 118 è stata contattata per avere informazioni da...

On line il sito dell’Associazione proprietari Nevegal. Progetti per rendere vivibile il Colle tutto l’anno

Il Covid-19 non ha fermato l’Associazione proprietari Nevegal che in questi mesi ha realizzato un sito internet www.associazioneproprietarinevegal.it e condiviso idee e progetti con...

Auronzo. La giunta mette a disposizione 500mila euro del Fondo Comuni Confinanti per l’emergenza covid-19

La giunta comunale di Auronzo di Cadore ha convocato in Sala consiliare i presidenti delle Regole, dell’Ente Cooperativo, del Consorzio Turistico, dello Iat, del...
Share