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Alcoltest. Esclusa la guida in stato d’ebbrezza se la temperatura è sotto zero

Set 23rd, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

cin-cinUn caso che farà certamente discutere in materia di accertamento dello stato di ebrezza alcolica mediante alcoltest che viene segnalato da Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Il giudice del tribunale penale di Treviso ha deciso per l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” in virtù del ragionevole dubbio sul funzionamento dello strumento per valori troppo bassi fuori «dal campo di riferibilità dello strumento», quando il test viene effettuato con temperature sotto lo zero.Nella fattispecie il decreto penale di condanna che aveva sanzionato penalmente un automobilista é stato annullato a seguito del procedimento concluso con la sentenza 1113/14, emessa dalla sezione penale del tribunale di Treviso. Nel corsodell’istruttoria sono risultate fondamentali le conclusioni del perito: l’accertamento è svolto quando nella notte della provincia veneta la temperatura aveva toccato -4 gradi centigradi, mentre sotto lo zero lo strumento che misura l’alcol in base all’espirazione dell’automobilista non fornirebbe più risultati attendibili.

Peraltro, nel caso in questione sarebbe emerso che non erano state sostituite le batterie che alimentano l’etilometro (per quanto la scadenza di quattordici mesi non risulta perentoria). Ma v’è di più. Non solo non risulta sufficiente che a proteggere lo strumento che i poliziotti lo custodiscano nel cofano dell’autopattuglia: il freddo che penetra nell’ abitacolo fa in modo che dopo l’apertura lo strumento  si adegui rapidamente alla temperatura esterna. Peraltro, un testimone ha confermato di aver incontrato l’imputato al bar, vedendolo bere soltanto un amaro. In conclusione: il tasso di concentrazione alcolica nel sangue è requisito essenziale al fine dell’integrazione del reato di cui all’articolo 186 del Cds e senza certezze in proposito l’automobilista non può essere condannato.

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  1. Il funzionamento di quegli strumenti ha, per definizione, una temperatura minima ed una massima di esercizio, tra i -7°C e i +45°C: oltre quelle temperature non è che smettono di funzionare di colpo, semplicemente continuano a farlo segnando un qualcosa in meno rispetto al reale. Quindi in “favor rei”. Particolarmente si è evinto ciò nelle prove effettuate da ingegneri del Dipartimento Ministeriale infilando gli etilometri in frigoriferi, a temperatura controllata decrescente, e poi misurando specificatamente i test risultanti. Se anche nelle aule giudiziaire si cominciasse a consultare questi periti ingegneri anzichè abbozzare alle soventi fantasiose ipotesi (giustificate) di qualche avvocato …