Friday, 20 September 2019 - 09:50
direttore responsabile Roberto De Nart

Opportunità di lavoro all’estero per giovani

Set 20th, 2014 | By | Category: Pausa Caffè, Scuola, Società, Associazioni, Istituzioni

In collaborazione con l’ufficio Informagiovani del Comune di Belluno, pubblichiamo l’offerta europea per studenti interessati ad un’esperienza all’estero.

informagiovaniConsiglio d’Europa: tirocini per laureati triennali con un’opportunità di tirocinio da 8 settimane a 5 mesi presso gli uffici di Strasburgo del Consiglio d’Europa

Continuiamo poi con Tutti a bordo! Nuovi tirocini al Tribunale del Diritto del Mare!Tirocini di 3 mesi per studenti esperti in Diritto Internazionale soprattutto per coloro che sono iscritti a un corso di laurea o post laurea.

E poi il CERN che attiva il Il programma VIA destinato a giovani laureati in ambiti sia scientifici che amministrativi. Il programma ha una durata variabile da 12 a 24 mesi, con stipendio mensile di 4.128 franchi svizzeri (circa 3.400 euro).

Ci sono nuovi tirocini per persone con disabilità al Parlamento Europeo. I tirocini saranno di 5 mesi a partire dal 1 marzo 2015, a Strasburgo e Lussemburgo. Possono accedere al bando cittadini europei della maggiore età sia laureati che diplomati.

E poi, sempre per il Parlamento europeo ci sono ulteriori tirocini da svolgere presso Bruxelles, Lussemburgo, Strasburgo o in un ufficio informazioni del Parlamento europeo di uno degli Stati membri
Possibilità di candidarsi per l’opzione generale o giornalismo. In entrambi i casi è prevista una retribuzione per i tirocinanti.

Per queste proposte trovate gli approfondimenti sul sito di Gioventù.org 

Dall’Eures di Padova arrivano invece le selezioni per ANIMATION TOURIST SERVICE per 100 Animatori per villaggi turistici per la stagione invernale per varie mete turistiche con contratto a tempo determinato della durata minima di 2 mesi e massima di 6, non è necessaria l’esperienza nel ruolo anche se gradita, richiesta la conoscenza di almeno una lingua straniera tra Inglese, Russo e Francese.
Le selezioni a Padova si terranno il 9 ottobre 2014, per candidarsi inviare CV con foto via e-mail a: info@animationtourism.com

 

Riuscire all’Estero Newsletter n. 22 – 19 settembre 2014 dall’Informagiovani del Comune di Belluno
in collaborazione con Eurocultura

Il parere dell’esperto
I punti deboli della candidatura di origine italiana
di Bernd Faas
Career counsellor
Sono sempre più numerosi gli italiani che si candidano per posizioni qualificate all’estero.
La maggior parte delle domande viene fatta per Paesi che hanno una lunga tradizione
nella domanda di lavoro, vale a dire per Paesi dove si è sviluppata una vera e propria
“arte” della candidatura.
Un’arte secondo la quale ogni singola domanda deve essere personalizzata: si sceglie tra
un Curriculum Vitae tematico ed uno cronologico, si trovano punti di collegamento tra
azienda e se stessi. Senza un lavoro accurato e paziente nel costruire la lettera di
accompagnamento giusta e il CV adatto per la posizione, restano poche probabilità di
reggere la concorrenza delle persone che si presentano come il mercato del lavoro locale
richiede.
Nel carriera professionale italiana ci sono quasi sempre punti che risultano “deboli” ad
uno sguardo straniero, perché la situazione italiana è diversa da quella inglese, tedesca o
danese. Questi punti deboli che devono essere spiegati, limati o nascosti per evitare di
finire subito nel cestino.
1. Carriera lineare o contorta: l’estero vuole dal lavoratore qualificato una carriera
professionale dove la formazione acquisita porta direttamente al lavoro. Sono ammessi,
dopo la conclusione del percorso formativo, pochi mesi di “lavoretti” senza attinenza con il
titolo d studio. Ma se i lavori diventano 3 o 4 nell’arco di un anno, il selezionatore ritiene la
formazione non più credibile al 100%. In più si chiede se la persona sa veramente cosa
vuole (un selezionatore inglese o francese si basa nel suo lavoro sul mercato del lavoro
nazionale, dove è meno diffusa la necessità di dover accettare lavori senza collegamento
con l’iter formativo).
2. Al Nord e nei Paesi anglosassoni si certifica tutto. Chi, come studente o lavoratore,
frequenta un corso di lingua intende dare anche un esame riconosciuto in tutto il mondo
(Cambridge, Toefl, Goethe, Dele, Dalf, ecc.). I datori di lavoro sono abituati ad avere la
garanzia dell’esame di padronanza linguistica. Se il candidato italiano conosce bene la
lingua ma non possiede la certificazione, ha una “credibilità” minore rispetto al concorrente
certificato.
3. In molti Paesi europei l’azienda, per legge, deve dare al lavoratore uscente una
referenza sulle mansioni svolte, sul grado di soddisfazione per il lavoro svolto e
sull’inserimento aziendale con colleghi e capo. Cosa che si fa raramente in Italia.

Nelmondo anglosassone esiste l’abitudine di indicare due numeri di telefono come referenza
perché la nuova azienda chiama spesso quella vecchia per sentire la sua opinione sul
lavoratore.
4. Un lavoratore qualificato che pianifica la propria crescita professionale, frequenta corsi
di aggiornamento professionale, spesso pagati dall’azienda e svolti durante l’orario di
lavoro. Indicarli nel CV conferisce alla persona un’immagine di impegno, responsabilità e
preparazione al massimo. In Italia l’importanza di una formazione continua è ancora poco
compresa e di conseguenza molti candidati si ritrovano scoperti nel rispettivo paragrafo
del CV.
5. La candidatura all’estero deve essere mirata e personalizzata. È molto sconveniente
che dalla lettera di accompagnamento si capisca che il candidato è disposto a fare di tutto.
Quando il lavoro è qualificato, l’azienda cerca la persona che sa fare esattamente quel tipo
di lavoro; non le interessa se sa fare anche mille altre cose.
Un’ulteriore debolezza di molte candidature sta nel fatto che non si conosce le differenze
tra la candidatura nel Regno Unito, quella in Austria, in Spagna o altrove. Si pensa che
“l’estero” significhi domanda identica, buona per tutti. Il primo passo deve essere sempre
lo “studio” del mercato del lavoro e delle sue modalità. Altrimenti si mette una fototessera
dove non serve, si dimentica l’indicazione dello stipendio desiderato, non si traduce il voto
della laurea oppure lo si indica in modo sbagliato.
L’opportunità concreta
Insegnamento in Germania
di Bernd Faas
L’insegnamento è una delle professioni più belle del mondo. Migliorare le conoscenze e facilitare la
crescita degli allievi regala un’infinita soddisfazione.
Quando l’insegnamento in Germania entra nel mirino dell’interesse come opportunità di lavoro, ci
sono alcuni fatti da constatare prima di perdersi in sogni che possono rivelarsi semplicemente delle
illusioni.
L’italiano NON è un lingua importante in Germania, né nella scuola pubblica né nella formazione
degli adulti. Perciò la richiesta di insegnanti d’italiano è assai scarsa. Inoltre sono cresciuti molti
italo-tedeschi, figli dell’emigrazione italiana degli anni 60 e ‘70, che hanno scelto studi linguistici e
oggi sono disponibili all’insegnamento dell’italiano come perfetti bilingui.
Fare l’insegnante nella scuola superiore richiede: a) lo studio quinquennale di due materie (per
esempio matematica e fisica o inglese e tedesco o scienze sociali e francese), b) il superamento
del tirocinio retribuito (Vorbereitungsdienst) di 18 mese con il secondo esame statale (2°
Staatsexamen = abilitazione). Questo fa sì che per un neolaureato italiano in lettere o matematica
o educazione fisica l’approdo in una scuola pubblica tedesca è quasi impossibile.
Fare l’insegnante di italiano presso una scuola privata oppure presso una Volkshochschule
(università comunale degli adulti) non richiede l’abilitazione statale. Serve di solito la laurea in
lettere e letteratura italiana, ma può essere anche svolto con una preparazione diversa: basta
essere bravi nell’insegnamento e saper convincere la scuola di avere la stoffa di reggere la classe.
Attenzione, però: l’italiano non è una lingua molto richiesta dagli adulti.
Per insegnare l’italiano in Germania ci sono alcune opportunità istituzionali come: lettore nella
scuola pubblica (per studenti, bando annuale del MIUR), lettore tramite il programma UE
ErasmusPlus, lettore universitario tramite bando MIUR oppure candidatura diretta alla facoltà di
romanistica, concorso dell’Istituto di Cultura (solo per chi ha già la cattedra nella scuola italiana)
oppure volontario SVE in un progetto dove si lavora con giovani utilizzando anche l’insegnamento
dell’italiano. Attenzione i numeri delle singole opportunità sono veramente bassi.
Altri livelli come l’istruzione infantile o la scuola professionale possono essere accessibili perché
nel caso dell’infanzia in Germania si impara il mestiere di maestra d’asilo tramite la formazione
professionale (vuole dire che il laureato italiano in scienze della formazione è più qualificato),

oppure nel caso della scuola professionale esiste l’abitudine di assumere con contratti a tempo
determinato dei docenti per le materie professionali.
Ci sono tanti altri settori di insegnamento che in Italia sono poco sviluppati o addirittura assenti:
come le cosiddette Università degli adulti (Volkshochschulen), centri di formazione specializzati
(informatica, restauro, alberghiero, marketing, design, ecc.) che NON richiedono sempre una
preparazione pedagogica universitaria.
Ogni Camera dell’artigianato, del commercio, dell’industria e dell’agricoltura (attenzione: in
Germania sono tre enti pubblici separati) dispone di un proprio centro di formazione dove si svolge
sia la formazione iniziale sia quella di aggiornamento. Secondo la dimensione della singola
Camera questi centri possono avere qualche centinaio di docenti dipendenti e tanti formatori liberi
professionisti.
Ci sono i grandi gruppi di formazione che erogano corsi di ogni tipo per conto dello Stato, delle
aziende e dai cittadini. Sono corsi gratuiti, parzialmente finanziati oppure a pagamento pieno.
Questi gruppi raggiungono anche oltre 5.000 dipendenti.
Molte aziende, avendo centinaia o migliaia di dipendenti, dispongono di un proprio centro formativo
dove il personale frequenta corsi di aggiornamento per migliorare le prestazioni e poter fare
carriera: dal controllo qualità al marketing, dalla gestione del personale al training anti-stress, dalle
lingue ai programmi informatici. Anche in questo caso ci sono decine o centinaia di docenti fissi e
molti formatori liberi professionisti.

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