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32ª Pedavena-Croce d’Aune: le prove di sabato. Serafino Ghizzoni, dal rugby alle 4 ruote

Set 20th, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Sport, tempo libero
Paride Macario (Fotocolpo)

Paride Macario (Fotocolpo)

La fine dell’estate fa rima con le bizze del maltempo e così le prove ufficiali della 32esima Pedavena-Croce d’Aune sono vissute sull’incertezza legata a nebbia e pioggerellina che hanno messo un po’ in crisi gli equipaggi, alle prese con poco grip e con tratti di asfalto davvero scivolosi. Si è provato così, nella giornata di sabato 20 settembre dalle 9.30 del mattino. Sono state 56 le storiche verificate ma un’auto non ha preso il via. 29 le scadute omologazioni e 126 le auto moderne, per un totale di 211 ammessi alla partenza. Come da copione, il camuno Paride Macario (Lola Evo Judd) e il sardo Omar Magliona Osella PA 21/s sono stati i protagonisti della sfida per il successo assoluto. Nella prima salita Macario ha preceduto Magliona di 12/100 mentre non si è fatta attendere la risposta di Magliona che nella seconda salita ha rifilato 2”96 a Enrico Zandonà (Reynard 883) e 4”05 a Macario, che ha preferito salire cauto perché la strada era bagnata. Tutto rinviato alla domenica; si parte alle 9.30 del mattino.

Tra le storiche, miglior tempo di Agostino Iccoliti (Porsche 911 Rs) davanti a Denny Zardo (Porsche 911 Rs) staccato di 2”98. Ovviamente, il trevigiano Zardo punta a vincere.

Infine, tra le scadute omologazioni Mirko Altoé ha messo la sua Renault Clio Williams davanti a tutti.

Nella E1 (il titolo è da aggiudicare) Piero Nappi (Ferrari 550 Maranello) ha preceduto di 9” Fulvio Giuliani (Lancia Delta Evoluzione); distacco ridotto nella seconda prova, con Nappi davanti a Giuliani di 1”46. Ma erano solo prove e per di più con asfalto umido.

Nella sfida per il titolo italiano tra le vetture turbo della categoria Racing Start, nella prima prova il miglior tempo è stato di Ivan Pezzolla che ha staccato Oronzo Montanaro di 2”49. I due sono pugliesi e corrono entrambi con la Mini Cooper 1.6 Turbo.

Non ha visto il traguardo della seconda salita la bella Lamborghini Gallardo di Ignazio Cannavò. Sorte analoga per Lino Vardanega, fermato da un lieve danno alla sospensione posteriore della sua Mitsubishi.

Serafino GhizzoniSerafino Ghizzoni, dal rugby alle 4 ruote

Non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima che lo sport ci regala storie di praticanti che cambiando disciplina magari a fine carriera come nel caso di Serafino Ghizzoni, 26 anni di serie A alle spalle nel rugby, 60 anni e una grinta pari a quella di un ragazzino. All’aquilano le auto erano sempre piaciute ma ha dovuto attendere la fine di una carriera durante la quale ha vinto 4 scudetti ed è stato in nazionale per 11 anni durante con il record di 60 presenze che è durato ben 15 anni. Le automobili da corsa sono una scoperta (dal punto di vista agonistico) del 2003, quando ha debuttato con una Citroën Saxo ad una gara di slalom. Poi sono arrivate le cronoscalate dove ha colto un secondo posto di categoria nel CIVM 2009. Se gli si chiede che cosa ha trasferito dal rugby all’automobilismo vi sentirete rispondere “la determinazione”. Dell’automobilismo ama l’ambiente ma non nega che a volte un po’ di perplessità c’è, quando qualcuno prende qualche “scorciatoia” per vincere (leggi irregolarità). Delle cronoscalate, in particolare, gli piace il fatto che non si possa sbagliare rispetto alla pista, dove lui ritiene ci sia pure troppa ripetitività di azione. Attualmente corre con una Honda Civic Type R di Gruppo A classe 2000. Lo sport è parte integrante della sua vita perché è pure maestro di sci. Per tenersi in forma corre, nuota e va in bicicletta. La cronoscalata di Pedavena è tra le sue preferite sia per i tratti molto veloci dove conta molto l’appoggio, sia per i tornanti molto stretti dove bisogna avere tecnica per “ripartire” in uscita, evitando di essere troppo penalizzati.

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