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Le precisazioni di Erika Dal Farra, segretaria provinciale del Pd, sul nuovo ente Provincia. Ma il vicesegretario Tonin si dissocia

Set 15th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Erika Dal Farra

Erika Dal Farra

Considerata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle notizie emerse a mezzo stampa nelle ultime ore circa le elezioni del nuovo ente Provincia che si terranno nel prossimo mese di ottobre, la Segreteria Provinciale del PD avverte la necessità di precisare alcuni punti imprescindibili e rettificare talune fantasiose notizie in merito. Il primo e più importante punto da chiarire è questo: il PD non ha mai fatto accordi con partiti, meno che meno con FI, sia per volontà sia per il mandato ricevuto dall’assemblea del partito, che all’unanimità ha decretato che la funzione del partito provinciale fosse quella di aiuto e sostegno ai sindaci di centrosinistra in quanto sono i sindaci e gli amministratori i veri protagonisti. Nessuna logica di spartizione di poltrone ma solo quella di continuare ad affermare con convinzione il valore dell’unità della provincia.
Abbiamo assistito negli ultimi mesi alla decisa richiesta, poi concretizzatasi, di un tavolo unitario, gestito interamente dai sindaci con mandato all’unanimità dalla loro assemblea, al quale abbiamo prontamente aderito con spirito di responsabilità nella ricerca di un’unità provinciale da noi sempre ricercata.
Alessandra Buzzo, a ragione o torto, ha deciso che il tavolo unitario non la rappresentava più e, sostenuta da una quanto mai eterogenea e variopinta “cordata”, che vede insieme il BARD, noti esponenti di FI della Valbelluna, Lega Nord (il cui consigliere regionale era presente all’incontro di formazione di questo gruppo), e il cui capocordata sembra essere il segretario dello Spi-CGIL Renato Bressan, che aveva votato in assemblea provinciale PD il mandato alla segreteria di cui abbiamo detto sopra. Mandato che la segreteria continuerà a perseguire, nonostante il clima di tensione quasi allarmante che qualcuno sta alimentando ad arte. Sereni e consapevoli di aver fatto tutto quello che era in nostro potere per perseguire questo fine con trasparenza e collegialità; “Più che un nuovo politico per le terre alte, serve urgentemente una nuova POLITICA”. Una politica innovativa sul piano del governo del territorio che sappia interpretare la fase “costituente”che si apre per la Provincia di Belluno, quello che vediamo in questi giorni svilisce soltanto tutti quelli che credono che la provincia possa decollare e trovarsi nelle condizioni giuste per dimostrare le proprie potenzialità.

Erika Dal Farra – segretario provinciale del PD

 

Sulla questione interviene anche il vicesegretario provinciale del Pd Omar Tonin, che si dissocia ritenendo non condivisibili i contenuti sopra espressi da Erika Dal Farra.

 

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13 comments
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  1. Cambiare tutto per non cambiare nulla,vi si chiede soltanto di governare una provincia in modo corretto ma le lotte politiche o meglio le lotte per le poltrone sono sempre le stesse vergognatevi e pensate alla gente non a voi stessi.

  2. Pagliacci!

  3. Erika Dal Farra chi?

  4. Anche Erika Dal Farra usa per sette volte i termini ‘provincia’ e ‘provinciale’.
    Il termine esatto, coniato dalla volontà congiunta di Pd + Fi + Bressa anche per il Bellunese, è ‘area vasta’ ma per pudore o vergogna anche lei si astiene dall’usarlo.
    Daltronde le ricordo che in occasione della visita del sottosegratario Del Rio assieme a Bressa a Belluno lo scorso autunno, tutti i democratici nostrani si stracciarono le vesti, dichiarando che avrebbero combattuto strenuamente contro la fine della nostra provincia, De Menech in testa, minacciando addirittura di iscriversi al gruppo misto, in caso negativo. Sappiamo come poi andò a finire ed essi rientrarono all’ovile.
    Sappiamo benissimo che quanto dicono ora è l’esatto contrario di quanto nei giorni scorsi è stato deciso nelle segreterie romane di Pd e Fi, in strategia anti Lega, stabilendo la divisione delle cariche in ‘area vasta’ e consorzio Bim; cioè Vania Malacarne da una parte e mario Manfreda dall’altra. Ora che hanno bruciato candidati a iosa, anche per loro divisioni interne, cosa faranno? Azzardiamo un’ipotesi? La Valbelluna e il Feltrino hanno i numeri per imporre un candidato di sinistra. Quale candidato migliore di Massaro, renziano ante litteram, che vedrebbe di buon grado l’ipotesi di riavvicinarsi in tal modo alla casa madre? Potrebbero spacciarla come soluzione democratica, rappresentando lui il più importante agglomerato urbano, riprendendosi in tal modo il comando del capoluogo. Le Terre Alte però ne uscirebbero martoriate per sempre.

  5. pagliacciate

  6. Visto come l’hanno gestita l’ultima volta il Bard fa proprio bene ad affidarsi alla Lega per la Provincia, non c’è che dire, complimenti!

  7. Inciucio Bellunese

  8. Comunque sarebbe interessante per i comuni mortali che non sono elevati a ruoli o cariche politiche, sapere un pò di azioni concrete e utili al territorio lor signori intraprenderanno nel governo dell’ente…..avremmo i soldi dalle delibere regionali sulla sppecificità/autonomia o che dir si voglia?leggo poemi in politichese strettissimo e a me incomprensibile.

  9. Che tristezza, sempre venduti per jn pugno di fagioli. E questi sono i giovani?
    Si merita questo il bellunese?

  10. Dai, Erika! Aiuto e sostegno ai sindaci di sinistra non vuole dire niente. Sarebbe molto più interessante sapere cosa ne pensa il segretario del PD. Alcuni saranno critici ma almeno qualcuno capirà qualcosa e magari sarà anche d’accordo.

  11. Semplicemente inadeguati.

  12. ho provato a leggere ma dopo due frasi mi è venuto il vomito.
    Ma sono queste puttanate la politica e le priorità del PD?! grandi statisti.

  13. Bellunesi finalmente uniti: partiti, sindaci, categorie, movimenti, comitati….
    … per scrivere il “libro nero” dell’autodistruzione.
    Squallidi!