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È morto don Carlo Onorini, testimone del Vajont e cappellano delle carceri di Baldenich

don Carlo Onorini (2)È morto questa mattina (lunedì 15 settembre 2014) don Carlo Onorini, già parroco di Casso e testimone diretto del Vajont la sera del 9 ottobre 1963, storico cappellano della Casa circondariale di Baldenich. Don Carlo è andato incontro al Signore della sua vita nel Centro residenziale per sacerdoti «Santa Maria gloriosa» di Pedavena, dove era stato ricoverato di recente per i disturbi dell’età: aveva lasciato a malincuore il servizio di cappellano della chiesa di san Rocco, in piazza dei Martiri a Belluno, dove quotidianamente si metteva a disposizione per la celebrazione della Santa Messa, trasmessa via etere sulle frequenze di Radiopiave e ascoltatissima, e l’ascolto dei fedeli nella direzione spirituale e nelle confessioni.

Don Carlo Onorini il prossimo 12 ottobre avrebbe compiuto 89 anni. La vita di don Carlo, lunga e intensa, è iniziata in terra istriana, a Dignano d’Istria, oggi Vodnjan, allora, nel 1925, provincia di Pola. Profugo per le vicende belliche della seconda guerra mondiale, era arrivato a Belluno ed era diventato allievo del Seminario gregoriano. Con il Comitato di Belluno dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, don Carlo ha sempre collaborato assiduamente e la chiesa di piazza dei Martiri ha raccolto l’associazione per i tempi di preghiera, nell’annuale Giornata del ricordo come in altre occasioni.

Fu ordinato sacerdote, per le mani del vescovo Gioacchino Muccin, il 2 luglio 1954, a Santa Giustina, con sette compagni. Le primizie della sua vita sacerdotale le raccolse in Alpago, a Pieve, dove fu cappellano (altre parrocchie toccate nel suo ministero di cappellano sono state Sedico, Auronzo, Agordo) e a Longarone: ricordava con affetto la figura paterna di monsignor Bortolo Larese Cighiriei, l’arciprete perito nel disastro del Vajont, così come quella di don Agostino Manarin, parroco di Tisoi nativo di Casso. Sfollato con gli altri cassani dopo il Vajont, aveva trovato ospitalità presso il Seminario di Belluno e si era inserito nella pastorale cittadina, abitando poi al Centro «Giovanni XXIII», non trascurando il servizio della Santa Messa domenicale a Casso fino a quando la piccola parrocchia, l’unico lembo della diocesi di Belluno-Feltre in terra friulana, fu accorpata a Longarone. La sua lunga vita si è divisa tra la chiesa di san Rocco e, dal 1967, in un altro ministero, in cui sono richieste doti eccezionali di prudenza e di ascolto: il carcere. La popolazione dei carcerati di Baldenich in don Carlo aveva trovato una persona degna di fiducia, a cui aprire la propria interiorità, spesso rinchiusa, secondo la testimonianza di don Carlo, dalle vicende della vita in una prigionia più angusta della stessa costrizione fisica. Al suo ministero ricorrevano peraltro non solo i prigionieri, ma anche le guardie e il personale, in un dialogo accogliente nei confronti di tutti, sempre rispettoso e attento all’ordinamento carcerario: sono a testimoniarlo i contatti che don Carlo ha continuato a mantenere con le guardie, le persone che hanno scontato la pena e il personale della direzione e dell’amministrazione, anche dopo che aveva lasciato il ministero diretto a Baldenich. L’integrità della sua figura e l’assiduità della sua opera avevano fatto meritare a don Carlo il titolo di Commendatore della Repubblica italiana. L’ultima opera seguita da don Onorini è consistita nel restauro degli interni e della facciata della chiesa di san Rocco: era rettore di quella chiesa dal 1989.

I disturbi di salute, che lo hanno accompagnato fin dalla giovane età, hanno sempre fatto i conti con una volontà tenace e determinata, che lo ha aiutato a superare tutte le difficoltà esteriori e interiori. Il 6 luglio scorso non ha voluto mancare, sebbene ancor dolorante per una caduta, alla celebrazione dei sessant’anni di sacerdozio suoi e dei suoi compagni, presieduta dal vescovo Giuseppe Andrich nella chiesa parrocchiale di Santa Giustina.

I funerali di don Carlo Onorini saranno presieduti dal vescovo Giuseppe nella Basilica Cattedrale di Belluno mercoledì 17 alle 14.45. La salma di don Carlo dalle ore 17 di martedì 16 sarà presente nelle chiesa di san Rocco dove alle ore 19 sarà recitato il rosario. In attesa della risurrezione, don Carlo sarà tumulato nel cimitero urbano di Prade.

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