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Pastori preistorici nel Parco? Gli scavi archeologici in Busa delle Vette restituiscono interessanti reperti

Set 11th, 2014 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

parco dolomiti bellunesiÈ in corso i questi giorni alla Busa delle Vette, a 1.900 metri di quota, in uno degli scenari paesaggistici più belli del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, una campagna di scavi archeologici.

Il professor Fabio Cavulli, dell’Università di Trento, e il dottor Francesco Carrer, dell’Università inglese di York, stanno cercando reperti che consentano di datare i recinti pastorali presenti sui pascoli del Parco.

Questi recinti, formati da grandi muri a secco circolari, sono presenti in varie zone delle Alpi e, in alcuni casi, risalgono ad epoche preistoriche. Uno studio preliminare riguardante la presenza di queste strutture in provincia di Belluno era stato pubblicato nel 2012 da Piergiorgio Cesco Frare e Gabriele Fogliata con lo scopo primario di fornire un punto di partenza per future ricerche sul campo.

Scavi archeologici Vette_2014.09.05_EV(1)Grazie al finanziamento del Parco, al contributo scientifico e tecnico delle Università di Trento e York, che conducono gli scavi sul campo su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, al lavoro volontario ed appassionato dei soci del gruppo ARCA di Agordo e all’indispensabile supporto logistico del Corpo Forestale dello Stato, è stato avviato uno scavo nel recinto pastorale in pietra che si trova ai piedi del monte Pavionet, nelle Vette Feltrine.

Gli archeologi, che sono ospitati nel vicino rifugio “G. Dal Piaz”, che funge da campo base, hanno individuato alcune aree saggio, dove hanno iniziato lo scavo che ha subito restituito interessanti reperti.

In questi giorni sono stati raccolti frammenti di ceramica antica; resti di carbone (fondamentali per poter datare con precisione, attraverso analisi chimico-fisiche, l’epoca di frequentazione del sito); denti di animali domestici e numerose selci lavorate.

I reperti raccolti sono ora all’esame degli archeologi, per una loro datazione precisa.

Al momento non è possibile trarre conclusioni certe sulle modalità e sull’epoca di utilizzo dei recinti in pietra, ma i primi dati sono ritenuti dagli archeologi estremamente interessanti, perché testimoniano una frequentazione molto antica di questi siti d’alta quota.

In questi giorni i soci del gruppo ARCA hanno anche proseguito il lavoro di censimento dei recinti pastorali presenti nel Parco. Queste strutture, concentrate perlopiù nell’area delle Vette, risultano infatti piuttosto numerose.

Le indagini sulla preistoria del Parco alle alte quote sono agli inizi e la speranza è che possano riservare altre, gradite, sorprese.

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