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Il Veneto non è una terra di mafia, ma è un territorio strategico per le mafie. Questa mattina a Calalzo il focus di Avviso pubblico

avviso pubblicoIl Veneto non è una terra di mafia, ma è un territorio strategico per le mafie. Per contrastarle bisogna conoscerle e mettere in atto le migliori prassi amministrative esistenti.

È stato questo il messaggio che questa mattina Avviso Pubblico ha trasmesso agli 80 partecipanti al primo seminario di formazione rivolto ad amministratori locali, dipendenti comunali, forze dell’ordine e rappresentanti di associazioni del terzo settore, realizzato come prima applicazione della legge 48 del 2012 (più nota come legge regionale antimafia). Tema scelto per questo primo incontro di formazione: “Conoscere le mafie, costruire la legalità. Il ruolo degli enti locali”.

Il progetto, avente una durata biennale e articolato nell’organizzazione di sette seminari di formazione a carattere provinciale, è stato promosso dalla Regione del Veneto, ANCI Veneto e Avviso Pubblico e si propone di fornire conoscenze e strumenti alle municipalità venete per prevenire e contrastare mafie e corruzione.

In Veneto le mafie sono interessate a fare affari e a riciclare denaro di provenienza illecita. Le inchieste giudiziarie e i dati ufficiali – tra questi, i dati sui beni confiscati, le operazioni finanziarie sospette, le denunce per riciclaggio – dipingono uno scenario in cui, se da una parte emerge che le cosche si inseriscono nel tessuto economico legale con l’obiettivo di acquisire imprese in difficoltà attraverso il prestito di denaro a tassi usurai, dall’altra emerge che le mafie rispondono ad una domanda di servizi da parte di pezzi di imprenditoria locale, catalogabili nell’alveo della cosiddetta criminalità economica. E questo accade perché vi sono esponenti del mondo delle libere professioni e del mondo bancario che operano come “uomini cerniera” tra mondo legale e illegale.

Fenomeni come l’evasione fiscale, le frodi, le truffe e, soprattutto, la corruzione aprono praterie per l’arrivo delle organizzazioni mafiose.

In Veneto serve un cambiamento culturale a tutti i livelli, da quello sociale a quello politico ed economico. La legge 48/2012 è un importante strumento per costruire un argine di prevenzione concreto con mafie e malaffare.

Dopo i saluti istituzionali del coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Claudio Piron, il direttore di Itaca, Ivan Cicconi ha svolto una relazione sul tema degli appalti. “Le norme per prevenire l’infiltrazione mafiosa negli appalti esistono già, ma non sono completamente applicate. Al Nord, alcuni imprenditori scelgono le mafie come partner per poter operare in mercati protetti. Le ultime direttive europee – ha spiegato Cicconi agli amministratori in sala – puntano alla trasparenza nella catena dei subappalti, dove si annidano le situazioni più delicate”.

Mario Portanova, giornalista de ilfattoquotidiano.it, ha moderato il dibattito della seconda parte della mattinata, dove Gianni Belloni, Coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità del Comune di Venezia, ha illustrato il rapporto tra le mafie e la gestione del ciclo del cemento e dei rifiuti sottolineando come il fenomeno delle mafie non sia esterno ma interno al Nord Est dato che sono spesso i liberi professionisti e le aziende a “chiedere” e scegliere le mafie come partner.

Mario Turla, esparto antiriciclaggio, ha affrontato la questione del ruolo degli enti locali nella prevenzione del riciclaggio e dell’usura, suggerendo agli amministratori indicazioni e strumenti utili, tra i quali in particolare, la segnalazione delle operazioni sospette. “Spesso mi chiedono cosa sia una operazione sospetta, e come la si individua. Basta chiedersi se è trasparente e tracciabile. Se non lo è, gli amministratori devono assolutamente segnalarla”.

Alberto Vannucci, docente di Scienze Politiche all’Università di Pisa, ha illustrato tabelle e grafici con comparazioni nazionali e internazionali sulle strategie di prevenzione che possono e devono essere messe in campo dagli enti locali contro la corruzione.

Nel pomeriggio, i partecipanti al focus di Avviso Pubblico si sono divisi in tre tavoli di lavoro: il primo, condotto da Ivan Cicconi, si è focalizzato su come prevenire l’infiltrazione mafiosa nel sistema degli appalti e sulla conoscenza delle linee guida promuovere la trasparenza e la tracciabilità nella fase esecutiva. Il secondo tavolo di lavoro è stato condotto da Maria Ferrucci, Sindaca di Corsico (Milano), che ha illustrato una serie di strumenti e di indicatori che il suo Comune ha messo in atto con successo contro le mafie. Il terzo tavolo, condotto da Lucio Guarino, Direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità di Palermo, ha puntato l’attenzione sulla gestione a livello di reti comunali dei beni e delle aziende confiscate (in Veneto sono 84 i beni e 4 le aziende confiscate).

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