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lunedì, Giugno 1, 2020
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Addio Daniza: l’orsa non è sopravvissuta alla “telenarcosi”

orso_bruno-leggeraNel Paese in cui il Parlamento ha dovuto votare la fiducia sulla tesi che Ruby era nipote di Mubarak, il popolo dovrà pur accettare la versione che Daniza, l’orsa che per difendere i suoi cuccioli aveva ferito un uomo un mese fa, è morta a causa dell’anestesia inoculata durante la cattura!

Questo, infatti, è quanto afferma la nota diramata dalla Provincia di Trento oggi ripresa dai giornali: “In ottemperanza all’ordinanza che prevedeva la cattura dell’orsa Daniza – recita la nota – dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L’intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l’orsa, che tuttavia non è sopravvissuta”.

Ebbene, proprio la notte tra il 9 e 10 settembre gli attivisti dell’associazione Centopercentoanimalisti aveva affisso i manifesti negli istituti scolastici di Trento con un messaggio diverso. “ Ci rivolgiamo fiduciosi ai giovani che sono il futuro – si legge nei manifesti – li invitiamo a guardare agli altri animali con un sentimento di empatia, e alla natura come la casa di tutti. Noi umani non siamo i padroni del pianeta. Sulla Terra vivono miliardi di esseri che hanno i loro diritti, primo fra tutti vivere liberi secondo natura…”.

Daniza nella notte tra martedì e mercoledì avrebbe incrociato un boscaiolo di Borzago e si sarebbe alzata sulle zampe posteriori con l’intenzione di attaccare. Così almeno ha riferito l’uomo al quotidiano Trentino.

Troppo, davvero troppo. E così è scattata la sentenza di morte. Poco importa che negli ultimi 100 anni non si conoscano episodi di aggressioni all’uomo da parte di orsi. Si rischia di più da punture di insetti che dall’incontro, peraltro improbabile, con il plantigrado.

Grottesca la giustificazione fornita alla stampa. Perché, se fosse vera, sarebbe un’ammissione di incapacità professionale degli addetti ai lavori. Riteniamo più probabile una mediazione politica, che nell’intento di affievolire gli inevitabili attacchi, avrebbe confezionato il comunicato della “telenarcosi”.

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