Monday, 16 September 2019 - 12:30
direttore responsabile Roberto De Nart

Scendono i prezzi, siamo in deflazione (- 0,2%). L’indagine di VenetoCongiuntura: peggiora l’occupazione, crolla la fiducia. Nei primi 7 mesi 2014 chiusi 2.350 negozi

Set 2nd, 2014 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Nel secondo trimestre 2014, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 1.046 imprese con almeno 3 addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione del -0,3% (era -0,5% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2013.

 

Unioncamere Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto:

«Se 2.352 chiusure in sette mesi vi sembrano poche…». Apre con un’amara constatazione il suo ragionamento sulle vendite al dettaglio il presidente di Unioncamere Veneto, Fernando Zilio. «Certificare che ogni giorno 11 imprese del commercio chiudono significa certificare che un pezzo di economia, ma spesso anche di cultura e tradizione, se ne sta andando forse definitivamente. Diventa pertanto assolutamente indispensabile attuare tutte quelle iniziative in grado di uscire da una situazione di profonda recessione che adesso deve anche confrontarsi con la deflazione e che, purtroppo, gli 80 euro di Renzi non hanno contribuito a mitigare, visto che da una parte si dava alle famiglie ma dall’altra, complice una tassazione locale ormai fuori controllo, si toglieva e con gli interessi. La stessa visione un po’ datata ha fatto sì che anche lo “Sblocca-Italia” varato dal governo si stia impantanando nella destinazione di fondi a pioggia che non consentirà di sbloccare nulla. Se è vero, come documentano alcuni studi di questi giorni, che una qualche possibilità di ripresa arriva dal Veneto e dal Nordest, è su questo territorio che si deve puntare per far ripartire, subito, chi è in grado di ripartire immediatamente. La nostra ripresa, poi, saprà essere di stimolo anche per il resto della nazione». Zilio  non manca, infine, di ritornare sulla questione delle Camere di Commercio. «Come gli 80 euro, per i motivi che abbiamo detto, non hanno sortito gli effetti sperati, così si rischia che l’azione nei confronti delle Camere di Commercio, soprattutto per un territorio come il nostro che le ha viste e le vede protagoniste a sostegno delle imprese, finisca per togliere senza nulla dare. Il governo Renzi deve rendersi conto che i tagli indiscriminati, così come i sostegni a pioggia, sono un cliché da “prima repubblica”. Se veramente vuole cambiare deve saper incentivare chi va incentivato e deve tagliare ciò che va tagliato. “Svuotare” le Camere di Commercio per poi magari inglobarne i “gioielli” significa azzerare un’economia che, proprio perché può contare su una rete consolidata qual è l’apporto positivo del sistema camerale, ha tutte le carte in regola per potersi riprendere e, con esso, far riprendere il Paese. Purtroppo, pur essendo io favorevole alle riforme, non posso non osservare che da quando è passato il decreto legge, il silenzio è calato quasi che il problema fosse solo e soltanto il diritto camerale. La riprova di un populismo buono per tutte le stagioni».

La dinamica negativa dei consumi è ascrivibile alla categoria del commercio al dettaglio specializzato non alimentare (-3,2%). Commercio al dettaglio alimentare e supermercati, ipermercati e grandi magazzini hanno invece evidenziato andamenti positivi con variazioni pari a +3,8% e +1,4% su base annua. Sotto il profilo dimensionale, le vendite hanno mostrato performance peggiori negli esercizi di piccola dimensione (-0,8%) rispetto alle medie e grandi superfici (-0,1%).

In diminuzione i prezzi di vendita (-0,2%) rispetto all’aumento dello scorso trimestre (+0,5%) con variazioni più marcate per il commercio al dettaglio non alimentare (-1%), mentre crescono quelli del commercio al dettaglio alimentare (+0,8%) e supermercati, iper e grandi magazzini (+0,2%). Sotto il profilo dimensionale -0,5% per le piccole superfici di vendita, mentre i prezzi sono rimasti stabili per le medie e grandi aree commerciali. Gli ordinativi hanno segnato una dinamica negativa con una variazione del -1,3% (-1,2% nel trimestre precedente) su base annua riguardando soprattutto il commercio al dettaglio non alimentare (-2,8%), seguito da supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-0,5%). In aumento gli ordinativi nel commercio al dettaglio alimentare (+1,3). Sotto il profilo dimensionale, medie e grandi superfici sono calate del -1,4%, le aree di piccola dimensione del -1,2%. L’occupazione, già in flessione nello scorso trimestre (-0,4%), ha registrato un’ulteriore contrazione del -1,6%, ascrivibile all’andamento registrato soprattutto da supermercati, iper e grandi magazzini (-3,4%). Stazionario il commercio al dettaglio non alimentare (-0,2%), aumento invece per il commercio specializzato alimentare (+3,2%).

 

Previsioni

Peggiora in maniera marcata il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione degli ordini e del volume d’affari è rispettivamente di -23,2 punti percentuali e di -21,3 p.p. (contro il -15,3 p.p. e -8,7 p.p. del trimestre precedente). Peggiora pure il saldo per l’occupazione che si attesta a -7,7 p.p. contro il -3,9 p.p. del trimestre precedente, mentre sono attesi in ribasso i prezzi di vendita (-7 p.p. contro +0,1 p.p. precedente).

Share

Comments are closed.