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domenica, Maggio 31, 2020
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Terna risponde a Zaia con il solito disco rotto “i tecnici dicono che…”

 

traliccio 380 kvCavi elettrici interrati attraversano oceani e catene montuose, ma chissà perché non possono passare sotto il suolo del territorio bellunese.

E’ una verità traballante sostenuta da un disco oramai rotto (vedi questo link) quello che Terna oppone alle richieste oggi avanzate dal governatore veneto Luca Zaia che si rende interprete delle istanze della popolazione. Alla richiesta di realizzare gli interventi previsti nel Bellunese mediante cavi interrati, i tecnici della società Terna “sottolineano che il problema non è mai stato né è tuttora di natura economica, bensì tecnica ovvero il fatto che interrando le linee la rete elettrica nel Bellunese non sarebbe in grado di garantire la sicurezza del servizio elettrico”.

Terna precisa, inoltre, “che il progetto di razionalizzazione della rete elettrica di cui si sta discutendo non ha niente ha a che fare con l’interconnessione tra Italia e Austria, fermo restando che anche il tratto austriaco dell’attuale elettrodotto a 220 kV che collega Italia e Austria si sviluppa in linea aerea e non in cavo interrato”.

Terna non dice nulla sulla stazione di trasformazione che intende realizzare a Polpet, ma parla di

“un progetto che consentirà di garantire il pieno sfruttamento della produzione idroelettrica dell’Alto Bellunese superando le limitazioni delle linee esistenti risalenti agli anni ’40-50, migliorando la qualità e la sicurezza del servizio elettrico; inoltre, sarà possibile dismettere parzialmente l’attuale rete a 220 kV nella zona di Polpet e di ricostruirla allontanandola dai centri urbani il cui sviluppo urbanistico ha portato le case in prossimità degli elettrodotti. Complessivamente, l’intervento avrà un saldo positivo in termini di presenza di tralicci, ettari di territorio asservito e liberazione di edifici dalla vicinanza delle linee, a riprova dell’attenzione della società nei confronti dell’ambiente e dei territori”.

Che tradotto significa un aumento dell’intensità di corrente trasportata con un conseguente aumento di campi elettromagnetici, alla faccia dell’ambiente e della salute pubblica.

 

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