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Ex biblioteca di Ponte nelle Alpi. Interrogazione dell’opposizione: “Quali sono le reali intenzioni di codesta amministrazione in merito alla possibile vendita dello stabile all’Associazione Assalam”

Set 1st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Diana Broi

Diana Broi

Non convincono le risposte date a mezzo stampa dall’amministrazione  di Ponte nelle Alpi sulla destinazione futura dello stabile dell’ex Biblioteca. Tant’è che l’opposizione, a firma dei consiglieri Diana Broi, Nicola Balcon, Francesca Fontanella e Giuseppe Trevisiol ha presentato questa mattina, lunedì I° settembre, un’interpellanza al sindaco Paolo Vendramini, per sapere:

 

  • Se corrisponde al vero che l’Associazione Assalam ha chiesto di visitare lo stabile dell’Ex-Biblioteca;

  • Se l’amministrazione di Ponte nelle Alpi ha già fissato un appuntamento per far visitare lo stabile;

  • Quali sono le reali intenzioni dell’amministrazione in merito alla possibile vendita dello stabile all’Associazione Assalam;

 

La preoccupazione del gruppo consiliare Progetto comune, si fonda sui recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il cittadino pontalpino Ismar Mesinovic,  jihadista, già membro dell’Associazione Assalam, combattente in Siria dove ha perso la vita nella guerriglia contro il regime di Assad.

Lo stabile ex-biblioteca di Ponte nelle Alpi sito in Via della Libertà, infatti, è stato messo in vendita dalla precedente amministrazione comunale nel febbraio 2013.

“Considerato che in un anno e mezzo non sono pervenute manifestazioni esplicite di interesse per l’acquisto dell’immobile (il cui valore è quantificato in 400.000 euro circa) – scrivono i consiglieri dell’opposizione nell’interrogazione – , e che l’unica manifestazione di interesse, da quanto si apprende dalla stampa, è stata avanzata dall’Associazione Assalam, che ha chiesto di visitare lo stabile prima di avanzare un’offerta, la minoranza consiliare e la popolazione non sono al corrente delle reali intenzioni di codesta amministrazione”.

La parola ora al sindaco di Ponte nelle Alpi, che dovrà assicurare la popolazione che un ipotetico centro di culto non nasconda cellule per la lotta armata.

 

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3 comments
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  1. Come strumentalizzare e banalizzare politicamente una questione delicata, cercando di creare panico, timore e avversione generalizzata verso l’Islam con il solo intento di screditare l’amministrazione. Costi quel che costi. Non peggio delle esternazioni scomposte e indecenti della Bellot, ma ci siamo quasi. Complimenti!

  2. Due anni l’allarme era stato dato, con tanto di interrogazioni sia in comune che alla Camera dei Deputati. Purtroppo l’allarme era fondato perchè fatto con cognizione di causa, argomentato e di taglio non becero. Tutto è stato lasciato cadere, da tutti: dalla sinistra perche sta sempre dalla parte della squadra “debole”, dalla destra perche questi signori votavano il Berlusca e poi, i soldi son soldi e un affitto in più fa comodo. Ora fa comodo a tutti, chi per un motivo, chi per un altro, ma il problema c’è e nessuno lo vuole risolvere alla radice: integrazione.
    Ma del resto, noi Italiani, siamo veramente integrati in questo Stato?

  3. Un eventuale moschea andrà discussa e credo sottoposta a referendum popolare.
    Personalmente non sarei favorevole, ad ogni modo il Jihadista in questione era qui tra noi moschea o non moschea per cui il problema è semmai tenere ben sotto controllo i vari migranti.