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Embargo prodotti ortofrutticoli verso la Russia. Manzato: “Non si può pensare di fare scelte che hanno effetti economici negativi e lavarsene le mani”

 

Franco Manzato
Franco Manzato

Venezia, 1 settembre 2014 L’embargo è stata una scelta politica del Governo e della Unione Europea: spetta a loro rispondere al danno che stanno subendo le nostre imprese agricole per il blocco di prodotti agroalimentari verso la Russia”. Lo ribadisce l’assessore all’agricoltura del veneto Franco Manzato, che domani sarà a Roma dove interverrà alla riunione della Commissione Politiche Agricole, convocata nella sede romana della Regione Puglia per le 10,30 su questo tema, oltre che sulla crisi delle pesche e della frutta estiva 2014, sulla tutela della produzione risicola italiana, sulle problematiche della noce da frutto (quest’ultimo tema su richiesta del Veneto).

Non si può pensare di fare scelte che hanno effetti economici negativi e lavarsene le mani – rincara Manzato – soprattutto con una decisione di politica estera rispetto alla quale siamo più esposti di altri Paesi, a Stati che non hanno un agroalimentare valido come il nostro e che rischiano poco o nulla, anzi forse ci guadagneranno da un eccesso di offerta”.

Voglio aggiungere che, a mio parere, questa crisi non sarà di breve durata. Dobbiamo dunque pensare non solo a tamponare le perdite nell’immediato – aggiunge l’assessore Veneto – ma anche a trovare altre vie rispetto ad un problema che ha fortunatamente dimensioni abbastanza contenute, anche se non trascurabili. I dati 2013 ci danno un totale di export in valore verso la Russia di quasi 97 milioni di euro l’anno – fa presente Manzato – corrispondenti all’1,9 per cento del totale regionale. A livello nazionale l’export complessivo in Russia ammonta ad un valore di 706 milioni 485 mila euro, pari al 2,1 per cento sul totale dell’intero Paese”.

Si tratta di un importo sicuramente importante, ma non determinante a livello di massa critica sul totale export – ribadisce Manzato – per il quale dobbiamo però trovare altri mercati, europei e mondiali. Se la brusca interruzione con un mercato promettente come quello russo è fonte di grande preoccupazione, dobbiamo tuttavia essere concreti e guardare altrove. Abbiamo già in corso un progetto di espansione del nostro agroalimentare in Cina, ma potremmo utilizzare anche il programma Wine & Food, che alcune settimane fa ha visto incontrare buyers e giornalisti da Stati Uniti, Messico e Canada con le nostre aziende”.

 

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