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Russia – Ucraina, nessuna invasione di terra. La voce fuori del coro di Giulietto Chiesa

Ago 31st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore e politico, già corrispondente da Mosca per l’Unità, La Stampa,  TG5,  TG1 e  TG3, nel suo blog e su pandoratv.it demolisce la questione russo-ucraina così come ci viene quotidianamente riferita dai media nazionali.

Si tratterebbe infatti, secondo Chiesa, di una manipolazione di notizie per giustificare una guerra, un po’ un ritorno agli anni ’60 quando era in atto la guerra fredda tra i due blocchi del Patto atlantico e Patto di Varsavia (Usa e Urss).

giulietto chiesa“C’è qualcosa di davvero inquietante in questa forsennata reiterazione di puerili bugie che l’America e l’Europa, istericamente, rovesciano sulle opinioni pubbliche frastornate dell’Occidente “. dice Giulietto Chiesa, che sottolinea la tremenda potenza inquinatrice e preparatoria alla guerra, come una cortina fumogena, segno di qualche cosa di molto grave che si prepara.
“Avrete notato che del Boeing malaysiano non si parla più? – prosegue Chiesa – Siamo a quasi un mese e mezzo e tutto tace. Se avessero le prove che la colpa è dei russi – come hanno gridato subito, a gran voce, tutti i media occidentali – lo avrebbero tirato fuori, con clamori e sanzioni. Ma non l’hanno fatto. E si avvicina il momento in cui dovranno dire qualcosa. Per esempio che ad abbattere il Boeing è stata l’Ucraina, con quell’ormai famoso aereo che volava attorno al Boeing. Oppure dovranno dire che i dati, delle scatole nere, delle registrazioni tra i controllori a terra ucraini e l’equipaggio, sono andati tutti perduti, accidentalmente. E tutti capirebbero (salvo gli stupidi irrimediabili e i disonesti interessati).
L’altra cosa grave, evidente ormai, è che Kiev sta perdendo la guerra. Anzi sta subendo una vera e propria disfatta, con una carneficina di soldati e ufficiali di cui Poroshenko e amici dovranno dare conto ai loro cittadini. Ovvio che una tale tremenda sconfitta dell’avventura di Euromaidan deve essere nascosta agli occhi dei pubblici mondiali: sconfitta di Obama, sconfitta della Merkel, sconfitta della Polonia e dei baltici. Disastro politico, militare, diplomatico.
Allora che si fa? Si moltiplicano freneticamente le bugie. La Russia invade l’Ucraina. Un’altra volta? Ma non l’aveva già invasa? Ma sono bugie fragilissime e, se non ci fossero direttori senza vergogna, come Mauro di Repubblica e De Bortoli del Corriere (tanto per cogliere due crisantemi dal mazzo), se ne accorgerebbero tutti. Le foto sono truccate male, le dichiarazioni di Poroshenko sono tradotte male. Molte affermazioni sono senza fondamento. E tutto quello che viene detto è incredibilmente naive.
La Russia “invade” con 1000 uomini? Ma, suvvia, scherziamo? E come fa una persona intelligente come Federico Rampini a crederci? Non si sono neanche accorti che gli stessi ribelli, attraverso la voce del primo ministro della Repubblica del Donbass, hanno dichiarato che, tra di loro ci sono circa 4000 volontari russi? Hanno bisogno di tirare fuori 1000 fantasmi inviati da Putin che, per altro, nemmeno gli osservatori dell’OSCE hanno visto passare?
E’ evidente, al contrario, che Putin in tutti questi mesi ha puntato a una soluzione diplomatica di un problema non creato da lui. E’ evidente che Putin non ha la minima intenzione di “prendere Kiev”. E nemmeno di “prendersi il Donbass”. A Minsk Putin ha detto chiarissimo che non intende neppure fare il mediatore (“la questione è un affare interno dell’Ucraina”). Se i leader europei non fossero degli sciocchi vassalli ricattati, prenderebbero le distanze da questa America che punta alla guerra. Direbbero a Obama che la patata rovente ucraina se le deve prendere in mano lui, che l’ha creata. Non occorre dirgli che è un bugiardo, basta lasciarlo al suo destino. Ma è ovvio che stanno facendo i vassalli.
E’ il momento che la gente, in Italia, intervenga. L’unico che può farlo è il M5S, cioè Beppe Grillo. Che indìca una manifestazione nazionale per chiedere un cambio di linea per il nostro paese. Chiami tutti, non solo i suoi, faccia montare un palco di “salvezza nazionale”, faccia parlare tutti quelli che ci stanno. Non è questione di dare una spallata: è questione di salvare la nostra pelle, di tutti. Se aspettiamo i “pacifisti” e le sinistre, allora stiamo freschi.
I tempi della crisi ucraina – conclude Giulietto Chiesa – precipitano, non c’è tempo da perdere. Troppo pochi sono quelli che capiscono che il pericolo è sempre più vicino.
E buon viaggio a tutti intorno al sole”.

 

 

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4 comments
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  1. Troppo pesanti le parole di Giulietto Chiesa per non sentire il dovere di rispondere.
    Un buon metodo per cercare di capire meglio è andare alle origini della questione.
    RIcordiamo quando Il vecchio presidente Yanukovich dopo le lunghe trattative per l’inizio del percorso di adesione all’Unione Europea, di punto in bianco rifiutò di firmare il documento definitivo?
    Perché mai non lo fece? Era stato un processo voluto ed accettato da entrambe le parti e quella ne era la naturale conclusione.
    La conseguenza fu la piazza Maidan e la cacciata di Yanukovich.
    In tutto questo la Russia è stata solo vicina di casa e spettatrice?
    Chissà, fatto sta che già in precedenza i legami fra Yanukovich e Putin erano stati chiarissimi e gli spregiudicati modi di fare politica di Putin avevano avuto riflessi già negli anni precedenti in Ucraina con per esempio l’avvelenamento alla diossina dell’ex presidente Juschenko che si salvò ma rimase sfigurato in volto o la detenzione illegale dell’ex premier Jiulia Timoshenko.
    Metodi di lotta politica che ricordano le morti di Aleksander Litvinenko avvelenato da polonio e quella di Anna Politkovskaja assassinata dopo un lungo e aspro confronto col potere russo.
    Se mai il popolo ucraino scegliesse di avvicinarsi ed aderire all’Unione Europea sarebbe o no una scelta autonoma di un popolo democratico?
    Ed allora la Russia cosa avrebbe da ridire?
    La minoranza russa in Ucraina è importante, ma non sono forse popoli fratelli o cugini? Perché farsi la guerra? Perché non rivendicare i diritti di minoranza come si fa in altri paesi?
    Queste sono risposte che Putin dovrebbe dare, altro che bugie…

  2. Mi si passi il francesismo: connerie!
    Giusto ieri l’altro l’economist dava questa notizia: “The evidence of Russian incursions into eastern Ukraine becomes ever clearer”: http://www.economist.com/news/europe/21614190-evidence-russian-incursions-eastern-ukraine-becomes-ever-clearer-war-not-peace

    è poi divertente che i filorussi e gli amici di putin diano dei bugiardi all’occidente. Lo stesso economist di qualche settimana fa in prima pagina titolava “a web of lies”, in riferimento a Putin stesso: http://www.economist.com/news/leaders/21608645-vladimir-putins-epic-deceits-have-grave-consequences-his-people-and-outside-world-web

    ..concludo evidenziando la costernazione di una mia collega polacca, che ha studiato e per alcuni anni lavorato in russia, a sapere che in occidente si creda a una persona come Putin, che in russia tutti sanno essere un parolaio, ma contro cui non si può sollevare alcuna opposizione, pena percosse, incarcerazione o, nel peggiore dei casi, la morte. Non sappiamo di cosa parliamo, dice, di come la vita umana in russia valga meno di una formica, se non sei allineato.

  3. Ovvio che l’Economist sostenga le posizioni dell’Occidente dando del bugiardo a Putin. Ognuno racconta la sua verità, che come è noto è la prima vittima quando soffiano venti di guerra

  4. “The space for independent voices and diversity of opinion in traditional media grew even narrower in 2013, as the government penalized journalists for failing to conform to its increasingly strict definition of legitimate views and expanded its control over the broadcast and print sectors. The government of President Vladimir Putin has also begun to use a combination of the law, the courts, and regulatory action to crack down on online media, which some print journalists and bloggers, as well as new radio and television broadcasters, have used to reach audiences interested in alternative and more balanced sources of information”
    http://www.freedomhouse.org/report/freedom-press/2014/russia#.VAREYvl_vTo

    “Former President and Prime Minister Vladimir Putin was re-elected president in March 2012 on the heels of hotly disputed December 2011 Duma elections. Political repression is on the rise. Prominent opposition figures have been forced to leave the country, and others have been prosecuted on what appear to be trumped-up charges. Sergey Magnitsky, an anti-corruption crusader and whistleblower, died in jail.”
    http://www.heritage.org/index/country/russia

    Ma ovviamente questi siti dicono il vero solo quando servono ad accusare (giustamente) berlusconi, in questo caso sparano solamente falsità, Vladimir Putin è un tenerone bonaccione e in russia vivono tutti liberi, felici e contenti perché in salvo dal mostro kapitalista occidentale. Andiamo pure avanti così, che tanto tra pochi anni saremo come loro.