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Il sale in eccesso è mortale. Ridurre il consumo per vivere meglio

Ago 31st, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

cucinaSale in eccesso uccide ogni anno più di 1,6 milioni persone nel mondo. Così una recente ricerca statunitense che rileva come campagne per ridurre i consumi costituirebbero un buon incentivo per evitare un gran numero di morti premature.

“Si è stabilito che il consumo di elevati livelli di cloruro di sodio aumentano la pressione sanguigna, e portano ad un maggiore rischio di malattie cardiovascolari e ictus,” ha detto il dottor Dariush Mozaffarian, Presidente della facoltà di Scienze della nutrizione presso la Tufts University, autore principale dello studio. «Ma gli effetti del sale in eccesso sulle malattie cardiovascolari in tutto il mondo secondo età, sesso e paese non erano accertati fino ad ora», spiega in questa ricerca pubblicata nel The New England Journal of Medicine (NEJM). L’equipe di ricercatori ha determinato che il consumo giornaliero di sale nel mondo nel 2010 era 3,95 grammi in media a persona, ed è quasi il doppio rispetto ai 2 grammi al giorno raccomandati dal Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tutte le regioni del mondo hanno anche livelli di consumo di sale che superano la raccomandazione, 2,18 grammi/giorno in Africa sub-sahariana fino ai 5,51 grammi in Asia centrale.

Nella loro meta-analisi di numerosi studi clinici, gli autori trovarono che riducendo l’apporto di sodio risulta abbassata la pressione sanguigna tra tutti gli adulti, con i più importanti effetti negli anziani e soggetti con predisposizione all’ipertensione. Questi 1,65 milioni di decessi rappresentano quasi il 10% di tutti i decessi dovuti a malattie cardiovascolari e nessun paese e alcune aree del globo sono risparmiati, ha detto il dottor Mozaffarian. “I risultati di questo studio mostrano la necessità di politiche vigorose per ridurre il consumo di sale negli Stati Uniti e in tutto il mondo”, insiste. Gli Americani consumano 3,6 grammi di sale al giorno in media nel 2010, che corrisponde all’80% in più della che raccomandazione. Nella guida ufficiale dietetica, le autorità federali raccomandano di non superare 2,3 grammi al giorno. Gli autori di questo studio hanno determinato che quasi 58.000 morti di origine cardiovascolare ogni anno negli Stati Uniti possono essere attribuiti al fatto di assorbire più di due grammi di sale al giorno. Ma questi ricercatori sottolineano anche che i risultati del loro studio, basato su analisi delle urine per determinare i livelli di sodio assorbiti, possono sottovalutare il consumo in tutto il mondo. Essi riconoscono anche la mancanza di statistiche in alcuni paesi.

Un editoriale pubblicato anche nel NEJM che accompagna questo studio richiede cautela nell’interpretazione dei loro risultati.”Date le molte ipotesi utilizzate dagli autori per compensare la mancanza di statistiche di buona qualità, dobbiamo essere attenti,” ha scritto la dottoressa Suzanne Oparil dell’Università dell’Alabama (sud). Inoltre, la stessa rileva che un altro studio pubblicato nello stesso numero del NEJM dimostra che alcune persone nel mondo consumano poco sale, non c’è nessun collegamento con il livello di pressione sanguigna, che può essere alta, bassa o normale. Secondo i suoi risultati, sono necessari ulteriori studi clinici prima di effettuare raccomandazioni di sanità pubblica. L’Istituto americano di medicina (IOM) ha concluso in un rapporto nel 2013 che la maggior parte delle osservazioni ha dimostrato un collegamento tra elevato consumo di sale e malattie cardiovascolari. Ma l’OIM, che è autorevole, ha notato la mancanza di ricerche per sapere con certezza se riducendo il sale assorbito sotto i 2,3 grammi al giorno riuscirebbe ad abbassare il rischio di malattie cardiovascolari nella popolazione. Da parte sua l’American Heart Association ha chiesto all’Agenzia Americana dei Farmaci (FDA), di limitare la quantità di sale consumato a 1,5 grammi al giorno.

Secondo l’associazione, più del 75% del sale assorbito dagli americani proviene da ristoranti e dal cibo industriale. Anche se mancano statistiche e dati precisi, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche in Italia, l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) raccomanda meno di 6 g al giorno perchè la connessione tra eccessivo consumo di sale e conseguenze negative sulla salute è un fatto ormai conclamato. Secondo ricerche italiane una riduzione del consumo di 5 grammi (quello che si realizzerebbe passando da un consumo medio di 10,8 g di sale (188,3 mmol di sodio) ad un consumo di 5,8 g (100 mmol di Na) permetterebbe una riduzione del 23% degli ictus e del 17 % della malattie cardiovascolari globalmente considerate (Cappuccio, Strazzullo e Pavan).

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