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Sabato a Igne la Festa della fienagione con l’anteprima del documentario “La Cengia de l’Adriano” di Vittorino Mason e Enzo Procopio

Ago 28th, 2014 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

 Sabato 30 agosto 2014 a Longarone

Ore 9.00 – Zona Malcolm

“Giornata con i nostri piccoli soccorritori – I bambini ci salveranno” – Esercitazione di chiusura del Centro estivo “Fantastorie” dell’Associazione Verde Verticale in collaborazione con Coordinamento locale di protezione civile, Soccorso Alpino, Valbelluna emergenza e Vigili del Fuoco volontari, con pranzo servito da Alpini, My Strac e volontari

Ore 11 – Palazzo Mazzolà

Inaugurazione mostra di pittura di Emanuele De Lorenzi e Nicola Comiotto, allievi di Carol Botto

Ore 12.30 – Igne

Festa della Fienagione, organizzata dal Gruppo Volontari Igne con pranzo, intrattenimento per bambini e gara di briscola. In serata cena e (ore 21) proiezione in anteprima del documentario “La Cengia de l’Adriano” di Vittorino Mason e Enzo Procopio

Ore 19.30 – Codissago

Festa paesana, organizzata dal Gruppo Giovani Codissago

 

La cengia de l’Adriano, un film di Vittorino Mason e Enzo Procopio

durata 55 minuti; prodotto da Alchimia Treviso; musiche di:Paolo Fresu, Paolo Forte, Alberto Grollo, Tolo Marton, Lorenzo Monguzzi

Presentazione:

Tre amici si ritrovano per realizzare un sogno: andare a percorre la leggendaria Cengia de l’Adriano, una linea di rara bellezza sospesa sopra un abisso e rimasta a lungo nell’oblio; ambita da molti e percorsa da pochi. Il più anziano dei tre conosce la via, sa come districarsi nel folto e ripido bosco che conduce sotto la cengia, al difficile passaggio chiave per rimontarla e seguirla. Insieme progettano l’avventura per la stagione autunnale e nel frattempo, il più giovane dei tre, va alla ricerca di un filo che unisca le loro ambizioni alle motivazioni più pratiche di chi li ha preceduti.

Non gli basta il gesto di mettere piede e afferrare, vuole incrociare i racconti, le leggende, le storie, i volti e i segni di chi per primo, e non per gioco, si avventurò in quell’erta pala quasi sconosciuta: Croda Àuta. Ritornano allora le gesta dell’intrepido cacciatore Cavaliere Adriano Pasqualìn e del suo compagno che inseguono un camoscio, le fatiche di un pugno di amici di Igne (Val Zoldana) che in una stagione, e per necessità, si fecero intrepidi teleferisti e boscaioli.

La salita, la percorrenza della cengia, diventa il mezzo, non il fine. Il presupposto di questo viaggio, l’esplorazione di uno tra i luoghi più selvaggi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, è la ricerca di una memoria, di qualcosa di autentico e reale che li faccia riassaporare, quasi con nostalgia, quello che nel quotidiano hanno da tempo perduto: il rapporto con la natura, il sapore dell’acqua, il profumo dell’aria e della terra, il calore del fuoco, un orizzonte aperto in cui poter guardare la vita da tutta un’altra prospettiva.

 

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