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Gabelli estate: “Società civile: tra Stato e Mercato quali spazi si aprono al cambiamento?“ Primo appuntamento in Sala Bianchi venerdì 29 agosto, ore 20:30

Ago 28th, 2014 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

 

Marco Rossato

Marco Rossato

Venerdì 29 agosto si apre il ciclo della “Gabelli estate” con il primo dei cinque appuntamenti programmati, tre letterari e due musicali, organizzati dall’Associazione Cittadini per il recupero della Gabelli.

“Questo primo incontro – spiega Marco Rossato, presidente dell’Associazione cittadini per il recupero della Gabelli –  si svolgerà alla sera, con inizio alle 20:30, presso la Sala Eliseo Dal Pont – Bianchi, dove si è ritenuto di spostata la sede per le condizioni climatiche scarsamente confortevoli di queste ultime serate bellunesi. La speranza che esprimiamo come organizzatori è che i prossimi appuntamenti letterari possano svolgersi nella loro sede naturale, il giardino Boranga della vecchia scuola Aristide Gabelli, con il favore finalmente di qualche tiepida serata estiva.

Il titolo di questo primo appuntamento è “Società civile: tra Stato e Mercato quali spazi si aprono al cambiamento?“.

Vedrà il contributo di Martina Reolon, coautrice con Piero Mario Vello del saggio “La società generosa”, e di Maurizio Ottolini, Vicepresidente Nazionale di Confcooperative.

Lo stimolo allo sviluppo del tema verrà dato in apertura proprio dal racconto che l’autrice Reolon farà del testo citato. Il testo, a differenza di altre sue precedenti presentazioni letterarie, verrà poi messo a confronto con le pratiche e l’esperienza di chi opera già nel campo dell’impresa socialmente responsabile. E di ciò ce ne darà testimonianza il Vicepresidente Ottolini.

La tesi fondamentale del libro è che a formare la società e a instaurare i legami sociali tra le persone non concorrono tanto le leggi dello Stato o gli scambi economici basati sull’interesse, quanto la rete capillare e inclusiva dei micro-atti di generosità tra le persone.

In un’articolata analisi che tocca la filosofia come la storia, la sociologia e l’economia politica, Pier Mario Vello e Martina Reolon hanno affrontato i temi della nostra attualità, i suoi traumi e dolori, sia personali sia collettivi, non nascondendo i dissesti civili, economici e politici causati dalle pratiche predatorie e fraudolente di Stato e mercato, esplicitando meccanismi e cause del loro fallimentare produrre inuguaglianza economica ed iniquità sociale.

Fra Stato, mercato e generosità, proprio quest’ultima diviene per gli autori il fondamento dell’invocata rivoluzione etica necessaria a formare una comunità civile operante per il bene di tutti.

Con questo saggio, dono e generosità escono dal terreno morale, filosofico e religioso per divenire la questione politica per eccellenza.

Da fatto privato, quale comunemente viene intesa, la generosità assurge al ruolo di collante che costruisce i rapporti sociali, che può innescare il cambiamento tanto di pensiero quanto di azione che ci può condurre al di fuori delle vecchie logiche che hanno prodotto le disuguaglianze.

“Oggi è ai più palese che economia e mercato abbiano fallito nella missione promessa – prosegue l’ingegner Rossato – , il garantire attraverso la costruzione di una società opulenta il benessere per tutti.

In modo ugualmente palese lo Stato oggi tenta di mascherare e confondere l’arretramento sul terrendo del welfare, dettato da ragioni economiche, con la qualifica di “necessaria riduzione di servizi”, mentre questo fatto costituisce una vera rinuncia alla sua missione etica di garantire giustizia sociale, uguali diritti e redistribuzione dei beni comuni.

In questo panorama, affermano gli autori del testo, la speranza di una concreta innovazione può essere costituita solo da un’agenda comune che faccia convergere Stato, mercato ed azione filantropica della società civile su obiettivi ed azioni etiche comuni.

E se i meccanismi della generosità (riconoscere / donare / includere) sono lo strumento, la società civile è lo spazio di sperimentazione delle pratiche d’innovazione sociale indipendenti.

Un vero laboratorio di felicità a pari diritti, costruita dal basso.

E questo sarà il terreno in cui si potrà sviluppare il confronto tra i percorsi tracciati nel testo e le sperimentazioni e le pratiche reali, oltre che a fare il punto sui progetti concreti costruiti in questi anni dal mondo della cooperazione italiana.

Lo faremo con l’autorevole contributo di Maurizio Ottolini, che interverrà a nome dell’Unione provinciale di Confcooperative Belluno-Dolomiti, e che ci introdurrà nell’articolato e differenziato arcipelago di società cooperative operanti in ambito nazionale tanto nel settore sociale, e quindi a pieno titolo parte del cosiddetto “terzo settore”, quanto nei più diversi ambiti produttivi, dal settore agricolo e agroalimentare alla produzione industriale e alla logistica, alla cultura ed ai servizi.

Imprese che misurano tutti i giorni la propria competitività sui mercati, sia locali sia internazionali – conclude il presidente Marco Rossato – , e che non escludono o demonizzano il profitto. Anzi lo perseguono, come mezzo di concretizzazione della pluralità di obiettivi che ciascuna di queste imprese si pone, in un quadro tanto di promozione umana e lavorativa dei propri soci quanto di responsabilità sociale nei confronti del territorio e della sua collettività, di cui ogni vera cooperativa è patrimonio ed espressione”.

 

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