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Mancata tutela dei beni culturali. Quale ruolo per la nuova provincia? * di Eugenio Padovan

Ago 27th, 2014 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Eugenio Padovan

Eugenio Padovan

Quando nella nostra provincia e, magari non solo, capita d’affrontare la questione riguardante i rapporti tra le Soprintendenze, gli enti locali, le imprese e i professionisti del settore edilizio e, più in generale, di quello che coinvolge comparti come l’urbanistica e il movimento di terra, capita di assistere, sovente, a uno scarica barile davvero stucchevole e inconcludente.

Una esemplificazione efficace, per rappresentare tutto ciò, potrebbe essere quella dell’incessante rimpallo delle responsabilità. Il rispedirle sempre in campo avverso, senza che trovino mai un tavolo dove siano discusse e risolte. Per non girarci troppo attorno, viene da chiedersi, se tra quelli che oggi ricoprono cariche amministrative, vi sia la consapevolezza e la conoscenza di cosa esistano a fare le Soprintendenze e se dal canto loro questi istituti di tutela dei patrimoni archeologici, architettonici, artistici e storici e demo etnoantropologici abbiano ben in chiaro, di non essere l’esclusivo fulcro attorno al quale tutti debbano ruotare senza poter trattare con pari dignità e possibilità di esprimere le proprie idee, progetti e prospettive.

Mancando completamente la consapevolezza e la conoscenza delle dinamiche che stanno alla base di determinate prescrizioni che arrivano sotto varie forme, può capitare come poche centinaia di euro per un controllo assumano le sembianze di uno sperpero di denaro pubblico. Mentre, all’opposto, decine di migliaia di euro per la cementificazione di una piazza, senza avere provveduto al controllo nel sottosuolo alla ricerca di eventuali resti archeologici, essere ritenuti un investimento.

Tuttavia le incomunicabilità s’incontrano in ambedue i campi. Infatti, non si possono tralasciare le innumerevoli sottrazioni di reperti alla fruizione pubblica e di mancate pubblicazioni di scoperte antiche che riguardano in particolare Feltre e Lamon. Senza tralasciare quelle dei professionisti, siano essi, architetti, ingegneri, geometri o impresari. Tutti alla ricerca di coperture piuttosto di andare in profondità e cercare le strade migliori per far fruttare al meglio e per la maggior parte di cittadini possibili, il settore dei beni culturali.

I patrimoni distrutti per negligenza o, peggio, in malafede per cercare di evitare il contatto con le Soprintendenze e, quindi, con prassi burocratiche o atteggiamenti dilatori ottengono un solo risultato, quello di impoverirci. Ebbene, con l’approssimarsi della scadenza elettorale per l’elezione del presidente della provincia, dopo la riforma Delrio, dobbiamo invitare chi assumerà le varie cariche di tenere nel giusto conto e importanza il settore dei beni culturali e far divenire “la nuova provincia” luogo di costruttivo confronto tra i vari versanti, Soprintendenze, professionisti, volontariato, ed enti locali. Senza, insomma, che nessuno tenti di soverchiare l’altro per assurde e risibili pretese di supremazia.

Eugenio Padovan

 

 

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