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direttore responsabile Roberto De Nart

La Provincia di Sondrio chiede l’applicazione della legge Delrio alla Regione. Che farà ora Zaia?

Ago 27th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

belluno-provincia-autonomaAvere una provincia fa la differenza. Come ultimo atto la provincia (elettiva) di Sondrio, infatti, ha provveduto, attraverso il suo presidente Massimo Sertori, a far approvare una richiesta dettagliata delle deleghe che la Regione Lombardia può immediatamente traferire alla propria provincia montana.

Né dà notizia il Movimento Bard Belluno autonoma Regione Dolomiti, attraverso una nota che approfondisce l’intera questione, e pone caustico interrogativo: che farà ora Zaia?

Nella delibera si fa esplicito riferimento alle comuni rivendicazioni ed alle battaglie che hanno accomunato negli ultimi anni Belluno e Sondrio, compresa la stretta attività di pressione nei confronti del Senato e che ha portato ad un riconoscimento, per quanto del tutto ancora insufficiente, delle richieste delle nostre aree montane.
“Ora – prosegue la nota del Bard –  ci aspettiamo che il prossimo presidente della provincia di Belluno, scelto auspichiamo, fuori dalla logiche spartitorie dei partiti, provveda come primo atto ad approvare una legge simile. Come la Regione Lombardia, provvederà a trasferire le materie a Sondrio ci aspettiamo che Zaia, faccia lo stesso con Belluno. Sappiamo che ci sono resistenze dalla pianura, che mal digeriscono di veder delegare materie importanti alla nostra gente, ma deve essere chiaro che non possiamo permetterci ulteriori ritardi: ne va della sopravvivenza delle nostre comunità.
In futuro – conclude la nota –  Belluno e Sondrio lavoreranno ancora insieme per migliorare la legge di riforma costituzionale e portare a casa quello che ci serve: autonomia per le province alpine, come già riconosciuto a Trento e Bolzano, e prima di tutto provvedere a che presidente e consiglio della Provincia siano scelti dai Bellunesi e non nominati dalle segreterie dei partiti nazionali”.
Di seguito il documento approvato da Sondrio.

RICHIESTA DI “FORME PARTICOLARI DI AUTONOMIA” ALLA PROVINCIA DI SONDRIO

IN ATTUAZIONE DI QUANTO DISPOSTO DALL’ARTICOLO 1, COMMA 3, SECONDO
PERIODO, E DAL COMMA 52, SECONDO PERIODO, DELLA LEGGE 7 APRILE 2014, N. 56
La Provincia di Sondrio rivendica, legittimamente per ragioni storiche e per conformazione
territoriale, l’autonomia concessa dalla Costituzione italiana alla province di Trento e di
Bolzano, e che oggi, inspiegabilmente, nella recente riforma del titolo V, della parte
seconda della Costituzione, approvata dal Senato della Repubblica Italiana non è stata
accolta.
Ormai da più anni è in corso un dibattito politico – istituzionale sull’esistenza o meno delle
province nella struttura ordinamentale dello Stato. Svariate sono state le proposte
presentate da numerosi gruppi politici per rivedere, riordinare e anche abolire le Province
in Italia.
Il dibattito ha avuto l’eco dei media nazionali e anche internazionali, portando a una
sensibile rivendicazione da parte dell’intera popolazione italiana per giungere a un
compiuto riassetto istituzionale della Repubblica. Molti, in tal contesto, hanno considerato
le Province come inutili e non indispensabili nell’erogazione di servizi efficienti ed efficaci
alla popolazione. Questo sentimento non è risultato, però, rispondente a quello della
popolazione Valtellinese e Valchiavennasca, che anzi ha dimostrato in maniera
inequivocabile l’attaccamento all’istituzione Provincia intraprendendo svariate iniziative,
culminate con la raccolta di ben 27.000 firme per il mantenimento dell’Ente e l’esposizione
di drappi bianchi con la scritta SO sugli edifici, in modo da dimostrare l’attaccamento della
popolazione all’istituzione, che ne identifica appartenenza, cultura e identità.
Le esigenze della popolazione residente in un territorio interamente montano, come del
resto avvenuto anche da parte della popolazione della provincia di Belluno (uniche 2
province interamente montane), sono state accolte e hanno avuto un primo
riconoscimento normativo con l’emanazione da parte del Governo Monti del decreto legge
5 novembre 2012, n. 188 “Disposizioni urgenti in materia di Province e città
metropolitane” , decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 6
novembre 2012, nel quale veniva specificato che “……..è opportuno preservare la
specificità delle Province il cui territorio è integralmente montano in virtù della peculiarità
dei relativi territori”.
Proprio grazie alle continue esigenze e richieste avanzate dai territori interamente montani
il governo Monti interveniva nel riconoscere per la prima volta che le Province con
territorio interamente montano dovevano avere un trattamento differenziato rispetto a
tutte le altre. I noti fatti di cronaca politica non hanno consentito successivamente al
Parlamento di convertire in legge quel decreto a seguito del venir meno della maggioranza
parlamentare che appoggiava il governo Monti. Inevitabilmente anche la legge 7 aprile
2014, n. 56 non ha potuto che prendere atto di queste esigenze, già manifestate dai
governi precedenti. Infatti l’articolo 1, comma 3, secondo periodo, della legge 7 aprile
2014 n. 56, riconosce alle province con territorio interamente montano e confinanti con
paesi stranieri le specificità di cui ai commi da 51 a 57 e da 85 a 97 della predetta legge.
Più in particolare, oltre alle funzioni di cui al comma 85 spettanti a tutte le province, quali
enti di area vasta, il comma 86 riconosce alle province con territorio interamente montano
le seguenti ulteriori funzioni fondamentali:
a) cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata in
base alle specificità del territorio medesimo;
b) cura delle relazioni istituzionali con province, province autonome, regioni, regioni a
statuto speciale ed enti territoriali di altri Stati con esse confinanti e il cui territorio abbia
caratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti. 3
L’articolo 1, comma 52, secondo periodo, della legge cosiddetta Delrio dispone che, “…. Le
Regioni riconoscono alle Province di cui al comma 3, secondo periodo, forme particolari di
autonomia nelle materie di cui al predetto art. 117, commi terzo e quarto, della
Costituzione”.
Ed è proprio in ottemperanza alle disposizioni normative citate che la Provincia di Sondrio,
quale ente rappresentativo degli interessi dei propri cittadini valtellinesi e
valchiavennaschi, rivendica, quale territorio interamente montano della Lombardia, forme
e condizioni particolari di autonomia nei confronti della Regione.
E’ oggi fondamentale segnare una svolta sul versante delle politiche per la montagna in un
periodo, qual è quello attuale, particolarmente difficile là dove, per fondati motivi, già non
è facile vivere, né fare impresa e scongiurare lo spopolamento con le inevitabili
conseguenze.
Il decentramento delle funzioni amministrative è una sfida particolarmente importante per
il territorio valtellinese e i principi di sussidiarietà, di adeguatezza e di differenziazione
risultano oggi centrali nell’assunzione dei provvedimenti legislativi assunti dalla Regione
per la tutela, la salvaguardia e lo sviluppo dei territori montani.
Una politica regionale accorta deve obbligatoriamente essere in grado di differenziare le
proprie aree di intervento, calibrando le peculiarità del territorio montano, in modo da
favorire la residenzialità delle persone e la vitalità delle imprese, così da garantire loro,
coesione ed inclusione nel più ampio sistema regionale.
E’ giunto oggi il momento di favorire una politica legislativa atta a incentrare una serie di
misure di semplificazione e di specificità proprie da far valere nei territori della montagna
lombarda. Un nuovo grande modello cooperativo e differenziato, che, proprio come
disciplinato dalla legge Delrio, veda il riconoscimento di una corsia preferenziale nei
rapporti in essere con la Regione. 4
Il territorio valtellinese e valchiavennasco non può assolutamente restare inerte di fronte
all’ipotesi sempre più fondata della soppressione dell’ente Provincia.
La presenza di piccole comunità sul territorio ha assicurato e garantito la presenza
demografica e il mantenimento di un territorio, quale quello interamente montano, che
innegabilmente ha anche delle oggettive fragilità e, in tal senso, l’ente Provincia è sempre
stata considerata come l’Ente vocato per autonomia alla sintesi degli interessi delle piccole
comunità locali. Un Ente che spesso è stato visto, considerato e riconosciuto come terzo e
imparziale nel formulare la sintesi di molte comunità e referente verso le altre autorità
costituzionali (quali Regioni e Stato) nel rappresentare gli interessi dell’intera collettività di
area provinciale. A tal dimostrazione spesso l’Ente si è occupato di materie non rientranti
nelle competenze che il legislatore gli aveva assegnato, proprio al fine di garantire, in
questa funzione, un’erogazione di servizi soddisfacente ed efficiente alla propria gente
(basti, su tutte, rammentare l’iniziativa intrapresa per la realizzazione della nuova strada
statale 38 e l’ingente contributo di risorse finanziarie che il territorio ha fornito per la sua
realizzazione; un progetto strategico per migliorare i collegamenti della Valtellina con il
resto del Paese).
E’ necessario, proprio per non svuotare il territorio valtellinese e valchiavennasco,
valorizzare le sue peculiarità attribuendogli la conduzione diretta di compiti e funzioni di
rilevante interesse generale, per non tradire le aspettative di gran parte dell’opinione
pubblica provinciale, che ha dimostrato l’attaccamento all’istituzione Provincia e alla sua
innegabile funzione svolta sul territorio valtellinese con iniziative di fondamentale rilevanza
ad esempio il recepimento delle istanze intraprese dallo IAPS (Intergruppo Acque della
Provincia di Sondrio) a difesa della risorsa idrica. Iniziative che sono culminate, non ultimo
per importanza, con l’approvazione del piano di bilancio idrico, unico strumento
pianificatorio in materia di acque adottato da un’amministrazione locale in Italia. 5
Non si può sottacere come, non solo nelle realtà caratterizzate dalla prevalenza di piccoli o
piccolissimi comuni, emerga in maniera inequivoca la necessità di un coordinamento delle
funzioni di area vasta; coordinamento che indubbiamente non potrebbe essere
efficacemente garantito da semplici forme associative tra questi stessi piccoli comuni.
Il nostro territorio è vocato, in primis, per conformazione territoriale, in secundis, per
l’esigua popolazione residente sul territorio, a una gestione dei propri interessi e bisogni
collettivi riconducibile a un ente di area vasta, che coincida con il territorio dell’attuale
provincia di Sondrio. A tal fine è fondamentale prevedere una normativa conforme ad
alcuni precetti che già l’ordinamento comunitario conosce in riferimento a territori
svantaggiati come quelli montani e che contestualmente va a configurare un esercizio
ottimale delle funzioni amministrative declinando il principio fondamentale già oggi
sancito dalla Costituzione dell’adeguamento della legislazione alle esigenze dell’autonomia
e del decentramento.
Del resto da tempo si sottolinea l’indubbio svantaggio normativo che la montagna ha
subito, svantaggio che spesso è risultato in alcuni aspetti penalizzante al pari di quello
demografico e di quello infrastrutturale. Si deve, invece, assicurare la presenza dell’uomo
in montagna, in modo tale che la stessa sia concepita come una preziosa risorsa per lo
sviluppo economico-sociale della comunità.
Una politica di confronto dialettico tra le esigenze di un’area interamente montana e quelle
di una politica legislativa regionale volta a contemperare gli interessi contrapposti delle
diverse aree del territorio, necessita oggi di superare quella debole considerazione delle
esigenze della zone montane a cui spesso si impongono delle norme difficilmente
applicabili.
E‘ necessario oggi ripensare, per ragioni di omogeneità e specificità, al diverso modo del
“fare impresa” oggi in montagna, della qualificazione del territorio montano e del 6
rafforzamento delle specificità nell’erogazione dei servizi pubblici di ogni sorta, per
garantire la presenza dell’uomo nelle aree montane. Queste attenzioni a maggior ragione
devono essere prese in considerazione dalla Regione nei confronti dell’area valtellinese, la
quale confina con province autonome e con Stati esteri con conseguenti squilibri innegabili
sotto il profilo socio – economico, che richiedono un rafforzamento dell’unità provinciale
rispetto ai rischi di disgregazione. Il principio di sussidiarietà consente oggi a Regione
Lombardia l’integrale devoluzione di funzioni amministrative regolamentari, con
trasferimento delle relative risorse, a una serie di settori speciali e specifici nei quali l’ente
Provincia di Sondrio rivendica autonomia.
Le funzioni che ci si appresta a richiedere necessitano di essere esercitate su una
dimensione territoriale adeguata e specifica, quale quella montana, senza alcun tipo di
accentramento regionale. E’ chiaro fin d’ora che la devoluzione di specifiche funzioni
amministrative non comporterà maggiori esborsi a carico del bilancio della Regione, ma
solo una diversa allocazione delle risorse finanziarie, consentendo, però, alla Provincia di
Sondrio di esercitare compiutamente la propria rivendicazione autonomistica.
Una rivendicazione che necessariamente dovrà essere riconosciuta nello statuto della
Regione Lombardia in modo da enfatizzare il ruolo e la specificità della montagna
lombarda. 7
MATERIE SULLE QUALI SI RIVENDICA FORME PARTICOLARI DI AUTONOMIA
IN ATTUAZIONE DELL’ART. 1, COMMA 3, SECONDO PERIODO, E DEL COMMA 52,
SECONDO PERIODO, DELLA LEGGE 7 APRILE 2014, N. 56
A) DEMANIO IDRICO
(GESTIONE E VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA IDRICA)
Situazione attuale: la Provincia di Sondrio istruisce e autorizza le domande di
concessione per piccole derivazioni idroelettriche; istruisce le domande per le concessioni
per grandi derivazioni idroelettriche; all’attualità i canoni sono introitati dalla Regione
Lombardia e trasferiti alla Provincia in ottemperanza all’articolo 6 della legge regionale n.
33/2007 per l’attuazione dell’AQST.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: autorizzare anche le
domande per le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche; determinare e incassare i
canoni di concessione sia per le piccole sia per le grandi derivazioni d’acqua a scopo
idroelettrico. Si rivendica un ruolo attivo della Provincia di Sondrio con la Regione
Lombardia in relazione ai rinnovi delle concessioni idroelettriche.
DETTAGLIO TECNICO – AMMINISTRATIVO
L’Italia è uno dei maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa con una produzione
che nel 2011 ha raggiunto 45.8 TWh (47.7 TWh, tenendo conto degli apporti da
pompaggio), capaci di soddisfare circa il 15% della domanda nazionale di energia elettrica.
La Regione Lombardia contribuisce per quasi il 28% alla produzione idroelettrica nazionale
e circa il 50% di quella lombarda è prodotta in provincia di Sondrio. Soprattutto per questo
ultimo motivo si chiede che la Provincia di Sondrio debba partecipare attivamente ai tavoli
regionali propedeutici alla formazione dei bandi per il rinnovo delle grandi concessioni
idroelettriche, poiché già nel passato recente la Provincia di Sondrio ha avuto un ruolo 8
determinante sia nell’approvazione di una legge nazionale, sia di una legge regionale in
relazione al rinnovo delle concessioni idroelettriche.
La provincia di Sondrio è una terra ricca di corsi d’acqua, grazie alla posizione geografica
strettamente alpina e delle caratteristiche morfologiche, dominate dalle incisioni vallive
della Valtellina e della Valchiavenna, che si estendono all’interno del territorio
amministrativo. La stragrande maggioranza del territorio è compresa nel bacino idrografico
del fiume Adda sopralacuale, mentre in due piccole porzioni della provincia le acque sono
addotte verso il bacino del Reno (zona del lago di Lei) e del Danubio (torrente Spöl).
L’Adda attraversa la provincia nella sua intera parte sopralacuale e la coincidenza del
bacino idrografico con il territorio provinciale legittima l’esercizio di competenze e funzioni
proprie a livello locale. Una chiara evidenza è insita nel piano di bilancio idrico che, a
distanza di alcuni anni, è ancora un esempio e modello unico a scala nazionale.
Lo sfruttamento/uso della risorsa idrica per la produzione di energia, se per un verso pone
la provincia di Sondrio appena al di sotto della ben più grande provincia autonoma di
Bolzano, per l’altro è stata oggetto di capillare alterazione idrologica della quasi totalità dei
corsi d’acqua. Bacini artificiali, canali di derivazioni e condotte hanno modificato il regime
idrologico, l’ambiente, il paesaggio e solo un istituzione locale, quale la Provincia, può
mediare e governare le conflittualità che gravano sulla gestione degli impianti esistenti e
sulla pressione che continua incessante sulla residuale risorsa a regime naturale e/o più
verosimilmente seminaturale.
Alla produzione di energia si associa ovviamente il trasporto della stessa (la produzione
idroelettrica è circa sei volte superiore all’intero fabbisogno di energia elettrica della
provincia), ma, essendo oltre che interamente montana, anche zona di confine, è un
fronte di transito ad alta intensità di trasporto di energia dall’estero. Quanto affermato
trova conferma nell’elettrodotto Robbia (CH) – San Fiorano (I) e nell’ancor più recente 9
approvazione di progetti di interconnessione Sils (CH) – Verderio (I) e Castasegna (CH) –
Mese (I).
La specificità idrologica, l’uso della risorsa idrica e l’interconnessione delle reti di trasporto
dell’energia qualificano la Valtellina nodo centrale del sistema energetico lombardo (e non
solo) e il governo, la gestione e la valorizzazione non possono che trovare una loro sintesi
nell’istituzione provinciale.
B) ACQUISIZIONE DI PARERE OBBLIGATORIO SU LEGGI DISCIPLINANTI IL
TERRITORIO MONTANO LOMBARDO
Situazione attuale: la normativa regionale non esamina compiutamente le fattispecie
peculiari di un territorio montano.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: acquisizione da parte
della Regione di parere obbligatorio del Presidente della Provincia di Sondrio su ogni
disciplina riguardante il territorio interamente montano della provincia di Sondrio
(esempio: filiera bosco-legno e impianti di risalita).
C) TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
Situazione attuale: il trasporto pubblico locale, disciplinato dalla legge regionale n.
6/2014, prevede la costituzione di agenzie di trasporto pubblico locale aventi come bacino
di riferimento gli attuali territori delle province di Sondrio, Como, Lecco e Varese.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: programmazione,
gestione e organizzazione autonoma del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano
(circa 4 milioni di km anno) con bacino di riferimento esclusivamente il territorio della
provincia di Sondrio. 10
DETTAGLIO TECNICO – AMMINSITRATIVO
Tale richiesta è motivata dalla specificità del proprio territorio ovvero:
– bassa densità della popolazione (circa 180.000 abitanti su una superficie di circa
3.210 km2
, con n. 56 abitanti/km2
);
– i capoluoghi dei tradizionali mandamenti (Chiavenna, Morbegno, Sondrio, Tirano e
Bormio) svolgono un ruolo di centro di naturale gravitazione delle valli e dei paesi
limitrofi, in quanto vi si concentrano i servizi sanitari, di istruzione e amministrativi;
– il ruolo del servizio pubblico del trasporto, pur in presenza di una domanda debole,
composta prevalentemente da anziani, operai e studenti, garantisce una generale
forma di accessibilità al territorio, la cui permanenza costituisce un importante
valore per le piccole comunità locali.
1. Le esigenze di mobilità in provincia
La conformazione territoriale della provincia determina una richiesta di mobilità
fondamentalmente interna alla stessa, salvo i necessari collegamenti svolti dal sistema
ferroviario verso Lecco e Milano o i collegamenti, per lo più stagionali, rispetto alla vicina
Confederazione Elvetica.
Per quanto riguarda gli interscambi con le altre province, che la legge regionale n. 6/2012
individua nel bacino c), non vi sono dati che indichino scambi significativi a causa della
distanza che intercorre tra la Valtellina e i centri di interesse delle altre province (distanza
Sondrio-Como = km 110; distanza Sondrio-Varese = km 182). Ciò determina che il
sistema di collegamenti con il resto della Lombardia è svolto dalla ferrovia, mentre il
sistema di TPL extraurbano soddisfa le esigenze di mobilità prevalentemente interne alla
provincia di Sondrio. 11
2. Caratteristiche del sistema di trasporto pubblico su strada provinciale
Le caratteristiche del territorio determinano un sistema di trasporto pubblico formato da
una serie di linee di fondovalle che in parte si affiancano alla linea ferroviaria,
estendendosi ben oltre Tirano ove ha termine la ferrovia.
Questo sistema di trasporto sul fondovalle funge da perno ad un sistema di ben 43 linee
“a pettine” che servono i centri collocati sui versanti. Queste linee a pettine si sviluppano
per un’estensione totale di 815 km, con una media per ogni linea di soli 19 km.
Il sistema si presenta, dunque, molto frazionato e vista la percorrenza su strade di
montagna, risulta caratterizzato da una velocità commerciale particolarmente bassa
(velocità commerciale media 27 km/h che sulle linee a pettine si riduce notevolmente),
con ulteriori riduzioni anche a causa delle particolari condizioni climatiche e di
innevamento che si verificano nella stagione invernale.
Il sistema di TPL così delineato:
– è idoneo a servire il territorio e gli insediamenti della provincia in modo molto
esteso;
– negli anni i programmi di esercizio hanno subito varie modifiche nell’ottica di
adattamento alle esigenze dell’utenza, soprattutto scolastica;
– causa i vari tagli alle risorse per il TPL, determinati negli anni passati, i programmi
di esercizio sono stati ottimizzati e ridotti all’essenziale, tant’è che ormai non
esistono margini per operare ulteriori riduzioni a meno di scegliere volontariamente
di togliere completamente i servizi di trasporto pubblico a determinati
centri/territori/zone.
Le peculiarità del sistema di trasporto pubblico della Valtellina delineano una realtà che
richiede una gestione autonoma e specifica delle problematiche dei trasporti. 12
D) SERVIZI SCOLASTICI
Situazione attuale: l’articolo 139, comma 1, del decreto legislativo n. 112/1998
attribuisce alla Provincia competenze in materia di “istituzione, aggregazione, fusione e la
soppressione di scuole”.
Successivamente la legge costituzionale n. 3/2001, il decreto legge n. 112/2008,
convertito nella legge n. 133/2008 e la legge n. 111/2011, sono via via intervenuti a
normare le attribuzioni in capo ai vari enti tra cui la Regione e la stessa Provincia. Nel
merito la Provincia ha competenze circa il completamento dalla cosiddetta verticalizzazione
degli istituti comprensivi per le scuole primarie e sulla istituzione (o soppressione) di nuovi
indirizzi scolastici per le scuole secondarie superiori. Tali tematiche, sommate a quelle
direttamente in capo al MIUR e alla stessa Regione, hanno un forte impatto circa
l’erogazione dei servizi scolastici in una realtà montana come quella della provincia di
Sondrio.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: richiesta nei confronti di
Regione Lombardia che si attivi a intervenire presso lo Stato (MIUR) e dell’ufficio scolastico
regionale per derogare ulteriormente ai criteri circa il numero minimo di alunni per classe e
per il dimensionamento degli istituti scolastici per le aree di montagna, in modo da
garantire anche nei piccoli comuni montani l’erogazione di fondamentali servizi di
istruzione scolastica.
E) AGRICOLTURA
Situazione attuale: interventi in materia di agricoltura sul territorio provinciale che
avvengono in attuazione delle normative del Piano di Sviluppo Rurale (PSR).
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: la Provincia chiede che
prima dell’approvazione degli strumenti di pianificazione e programmazione in materia di 13
agricoltura e dei relativi bandi attuativi, che riguardano il suo territorio interamente
montano, sia obbligatoriamente acquisto il parere del Presidente della Provincia di Sondrio.
F) TURISMO E INIZIATIVE PARTICOLARMENTE QUALIFICANTI PER IL
TERRITORIO
Situazione attuale: normativa vigente in materia di turismo, legge regionale n. 15/2007,
che non sempre si addice alle specificità di un territorio interamente montano.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: acquisizione da parte
della Regione Lombardia del parere obbligatorio del Presidente della Provincia di Sondrio
prima di normare qualsiasi aspetto in materia di turismo per le aree interamente montane.
Inoltre si chiede:
– l’attribuzione alla Provincia di Sondrio del ruolo di interlocutore unico per quanto
attiene agli aspetti di programmazione, di organizzazione e di promozione del
turismo provinciale;
– il riconoscimento della Provincia di Sondrio quale partner privilegiato rispetto ai
programmi di cooperazione transfrontaliera con le province confinanti.
G) DOMINII SCIABILI E IMPIANTI DI RISALITA
Situazione attuale: la normativa pianificatoria regionale, tra cui il vigente Piano
territoriale regionale, considera i dominii sciabili quali aree degradate.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: rivedere tale
impostazione, ovvero modificare la suddetta previsione per i territori interamente montani,
in considerazione delle importanti ricadute in termini occupazionali e di sviluppo, anche
estivo, correlate al mantenimento degli impianti di risalita. 14
Il cambio di tale paradigma porta ad un riconoscimento dei dominii sciabili, ivi compresi gli
impianti di risalita, quali aree produttive di interesse strategico per il mantenimento del
tessuto socio-economico montano.
Si chiede, altresì, alla Regione Lombardia di considerare gli impianti di risalita quali
infrastrutture di interesse collettivo ovvero di farsi carico, sottoponendo la questione alle
competenti sedi, di una normativa ad hoc in grado di superare i vincoli imposti dall’attuale
normativa comunitaria sugli aiuti di stato.
H) SERVIZI SANITARI
Situazione attuale: la normativa regionale in corso di approvazione prevede la
costituzione di ASL che abbiano il requisito minimo di tre milioni di abitanti.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: deroga alla normativa
regionale e costituzione di una Asl di montagna che includa tutto il territorio Valtellinese e
Valchiavennasco unitamente alla Valcamonica; obbligatorietà da parte della Regione
attraverso l’ASL di acquisire il parere del Presidente della Provincia di Sondrio (il quale a
sua volta si confronterà con i Comuni) nella programmazione e nell’erogazione dei servizi
sanitari del territorio. Obbligatorietà che un rappresentante della Provincia entri a far parte
dell’ Assemblea dei sindaci in materia socio-sanitaria-assistenziale e dei relativi Uffici di
Piano.
I) EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
Situazione attuale: l’attuale normativa regionale ha previsto una marcata
razionalizzazione delle aziende locali di edilizia residenziale ampliandone di conseguenza i
bacini territoriali di riferimento ( nel caso del territorio della provincia di Sondrio si è avuto
un accorpamento con quella di Bergamo e di Lecco). 15
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: recesso dall’agenzia
regionale che comprende la gestione dell’edilizia residenziale locale dei territori delle
province di Sondrio, Lecco e Bergamo; affidamento, conseguente, della gestione
dell’edilizia residenziale locale del territorio provinciale di Sondrio alla Provincia di Sondrio,
nel rispetto degli indirizzi regionali.
J) GESTIONE DEL SERVIZIO IDROGEOLOGICO E DEL RETICOLO IDRICO
PRINCIPALE
Situazione attuale: la normativa regionale prevede oggi che le materie in argomento
siano esercitate dalle proprie sedi territoriali dislocate nei capoluoghi di provincia della
regione.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: la Provincia di Sondrio
chiede di esercitare autonomamente, per l’intero territorio interamente montano, le
predette funzioni.
DETTAGLIO TECNICO – AMMINISTRATIVO
A seguito dell’alluvione del 1987, la Provincia ha assunto un ruolo cardine nella gestione
dell’emergenza e degli interventi idrogeologici programmati in attuazione della legge
Valtellina. Le competenze e le professionalità sono risultate di tutta evidenza e ciò pone
oggi la Provincia nella condizione di poter gestire autonomamente le funzioni di governo
dei corsi d’acqua oggi in capo alla sede territoriale della Regione Lombardia. Queste
funzioni poste in capo alla Provincia, unitamente a quelle che attendono all’uso della
risorsa idrica, conferirebbero unicità ed efficacia all’azione tecnico-amministrativa
integrando compiti e funzioni che i Comuni svolgono sul reticolo idrico minore. 16
Oltre alla competenza idrologica pare di tutta evidenza che la gestione del demanio a
livello locale debba comprendere anche quelle funzioni idrogeologiche che in un territorio
interamente montano, per la sua oggettiva vulnerabilità si manifestano ripetutamente.
La Provincia, come ormai da alcuni decenni riconosciuto dalla Regione, pare l’ente più
idoneo a gestire i finanziamenti regionali e statali per la realizzazione degli interventi di
riassetto idrogeologico.
K) POTESTA’ REGOLAMENTARE
Situazione attuale: le disposizioni regolamentari della Regione non riescono a
disciplinare compiutamente fattispecie che necessitano di una particolare attenzione da
parte dei territori interamente montani.
Rivendicazioni cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014: su tutte le materie
interessanti il territorio interamente montano sarà il Presidente della Provincia di Sondrio a
proporre alla Regione Lombardia la regolamentazione di specifiche tematiche.
La funzione dell’ente Provincia sarà centrale soprattutto nella cura dello sviluppo strategico
del suo territorio e nella gestione dei servizi in forma associata, proprio in base alle
specificità del territorio interamente montano. Ciò comporterà che la Provincia stessa,
sempre in un rapporto dialettico e di confronto istituzionale con la Regione Lombardia,
dovrà configurare un nuovo assetto istituzionale semplificato atto a soddisfare al meglio i
bisogni e le necessità dei propri concittadini.
In conclusione si confida fin d’ora che tutte le esigenze caratterizzanti la specificità del
territorio interamente montano di Valtellina e di Valchiavenna siano esaminate,
confrontate e approvate dalla Regione Lombardia, in modo da garantire servizi e politiche 17
sempre più confacenti e rispettose delle esigenze della popolazione di montagna, qual è
quella che ancora oggi mi onoro di rappresentare.

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6 comments
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  1. Chedere è lecito. Rispondere è… dipendente dalle logiche partitiche nazionali.
    Italia fuori dal Veneto!
    Belluno autonoma nel Veneto indipendente, subito.

    Max Vidori
    Indipendenza Veneta Dolomiti

  2. Vidori, con chi vi candidate alle regionali?

  3. probabilmente non con Dorfmann

  4. Ci aspettiamo che come Bard prendiate posizione sulla questione di Puos, più vicina di Sondrio, come richiesto. Secondo invito. Grazie.

  5. No, come Bard sono troppo occupati per i problemi delle trascurate Val Pusteria e Val Gardena.

  6. mi spiace osservare , anche a distanza di mesi , come ad una richiesta di presa di posizione sulla questione di puos d’alpago, unico comune della provincia di belluno , considerata totalmente montana , ad essere considerato parzialmente montano con gravissime ingiustizie vds l’ultima su IMU terreni agricoli, oltre alla non applicazione provvedimenti lgr 25 8 agosto 2014, oltre alla non partecipazione a diversi interventi comunitari statali e regionali tipo ad esempio ” Fondo sulla montagna”… ecc…. come il Bard risponda : NO siamo troppo occupati per i problemi delle trascurate Val Pusteria e Val Gardena!!!! Grazie comunque e se ritenuto opportuno desidererei anche una risposta.